Element Zero, eroe dei fumetti pensato da un editore giordano per combattere l’Isis

11185747_10206634796567844_500564107_nTra i tanti creatori di pupazzi, cartoni animati e giocattoli propinati ai bambini nei Paesi islamici per indottrinarli al jihad e all’integralismo, c’è qualcuno che ha avuto un’idea diversa. Si tratta dell’editore giordano Suleiman Bakhit (di Amman ma con studi nel Minnesota), che ha creato un giornalino a fumetti da distribuire nelle scuole – ne ha stampato un milione di copie – il cui protagonista, Element Zero , è un supereroe che combatte militarmente l’Isis. Con lui ci sono Sherazad e la Principessa Cuore.
Si tratta di un giornalino che insegna sani valori e infonde speranza ed ottimismo, perché contro il Califfo del Male Al Baghdadi il bene trionfa sempre.

“L’idea mi è venuta parlando con un po’ di ragazzini – ha spiegato Suleiman Bakhit al “Corriere della Sera” – Ho chiesto loro: chi sono i vostri eroi? Non ne avevano. Qualcuno mi ha risposto: abbiamo sentito parlare di Bin Laden, lui ci difendeva, ci proteggeva … Ho capito che serviva fare una contro-narrazione. Che bisogna sconfiggere la mitologia dell’Isis con una contro-mitologia. Non basta dire loro che l’Islam non sono loro, quando loro si propongono come eroi a difesa dei deboli”. Così nel 2006, quando dell’Isis non si parlava ancora, ha iniziato a lavorare al progetto sugli “eroi positivi”e alla fine è riuscito a realizzarlo.

“La più grande minaccia, per i nostri ragazzi” – ha osservato – “non sono gli imam fanatici o le moschee piene d’estremisti: è il terrorismo contrabbandato per eroismo. Polizia ed eserciti non bastano. Il cancro dell’Isis è nella narrativa che fa del viaggio eroico. Chi aderisce, non è particolarmente religioso: va là più che altro perché gli viene offerta una vita di soldi, di gloria, d’avventura, di rispetto sociale che a casa non avrebbe mai. L’unico modo è smontare questo meccanismo, è proporre altri modelli d’eroismo, fin da bambini”.
Il coraggioso editore ha fatto conoscere il suo fumetto addirittura a Zarqa, la città dove nacque il famigerato terrorista Al Zarqawi e anche lì, dopo breve tempo, ha avuto successo.

Il governo giordano all’inizio era scettico, ora sostiene Suleiman. Molto presto anzi arriveranno anche i cartoni animati dedicati a Element Zero ed esiste già un accordo perché vengano trasmessi da Al Arabiya e dalle principali tv del Golfo. L’impegno del coraggioso editore è già stato “notato” dagli integralisti islamici, che un mese fa gli hanno bruciato la macchina davanti agli uffici della sua casa editrice di giornalini e videogiochi, la l’Aranim Media Factory.

Tuttavia lui è deciso a continuare, anche perché non intende combattere solo l’estremismo islamico, ma anche l’ “ignoranza e gli stereotipi” che all’indomani dell’11 settembre, quando ancora studiava negli Usa, portarono un gruppo di uomini americani ad aggredirlo solo perché era arabo. Da allora si è recato in decine di scuole a parlare ai bambini statunitensi, che l’unica cosa che conoscevano del Medio Oriente era Al Qaeda.

Alessandra Boga

Alessandra Boga161 Posts

Nata a Magenta (MI) il 26/08/’80, vive a Meda (MB). Liceo classico, Scienze dell’Educazione all’Università Cattolica di Milano, tesi dal titolo “Donna e islam: la questione del velo”. Ha scritto due libri “Donne la notte” (2009), “Soltanto una donna” (2011). Collabora con “Il Jester”; “Il Legno Storto”, “L’Occidentale”, “Islamofobia”, “Al-Maghrebiya” e la rivista “Genio Donna”

Commenta con il tuo account social

0 Comments

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

Seguici

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua Email

Unisciti agli altri iscritti:

Realizzato da You-Com.it