Ethiopian Airlines licenzia 19 lavoratori perché “italiani”

ethiopian-airlinesChissà cosa sarebbe successo se Alitalia avesse licenziato 19 lavoratori etiopi perché “etiopi”. La sinistra si sarebbe indignata, Repubblica avrebbe portato avanti una campagna mediatica feroce contro la nostra compagnia di bandiera, i girotondi avrebbero rispolverato le bandiere della pace per fare un giro attorno al Parlamento. Purtroppo, però, è successo il contrario, e cioè che la compagnia di bandiera etiope, Ethiopian Airlines, ha licenziati 19 lavoratori perché “italiani”. Il fatto è stato denunciato dall’Huffington Post.

Dal 10 dicembre, 19 lavoratori italiani della compagnia Ethiopian Airlines saranno licenziati. Il motivo? Non sono etiopi e costano di più dei parigrado africani.

[…]

La compagnia aerea opera da 67 anni ed è tra i maggiori vettori del continente africano per utili e profitti. Ad ottobre ha introdotto un aereo più grande, con il 20% di posti in più per rispondere alle esigenze dei passeggeri italiani. È la compagnia più utilizzata per i viaggi in Africa, ha introdotto nuove destinazioni e ha ottimi feedback dai clienti. Secondo la sede romana l’azienda è in positivo, anzi in espansione.

“A settembre ci è stato annunciato il licenziamento – dice il direttore commerciale di Ethiopian Airlines Italy – da allora abbiamo provato a confrontarci con la sede centrale ma ci hanno detto di no. Abbiamo proposto contratti di solidarietà, cambio turni, pur di evitare il licenziamento ma Ethiopian ci ha risposto di non essere intenzionata a trattare”. Quindi a dicembre 19 italiani, tra coloro che lavorano nella sede romana della compagnia, saranno licenziati mentre i 5 etiopi resteranno in servizio: “I nostri sono contratti italiani di trasporto aereo. Il personale italiano è molto esperto e per questo i nostri stipendi sono aumentati. Gli etiopi invece hanno contratti diversi, meno dispendiosi. È una discriminazione”.

Stando ai dati italiani in possesso del direttore commerciale Tranquilli non c’è nessun problema economico: “Abbiamo avuto un leggero calo l’anno scorso a causa della crisi ma soprattutto della diffusione dell’ebola e dei problemi di sicurezza in Kenya. Ma oggi abbiamo il numero più alto di passeggeri rispetto alle medie europee della compagnia”. L’Ethiopian Airlines non ha presentato un piano industriale: “La strategia dell’azienda sarà di outsourcing, cioè commissioneranno il nostro lavoro ad agenzie esterne, assumendo personale senza esperienza e più giovane, quindi meno costoso. Secondo gli etiopi infatti noi siamo pagati troppo. Questi licenziamenti poi ricadranno sugli italiani perché la nostra mobilità sarà pagata con i contributi degli cittadini italiani mentre la compagnia non paga le tasse nel nostro Paese, esentata in virtù degli accordi bilaterali tra l’Italia e l’Etiopia. Dicono di essere in perdita ma non hanno mai presentato documenti che attestino un calo di introiti tale da giustificare 19 licenziamenti”.

 

Redazione

Redazione1909 Posts

Qelsi.it è un quotidiano on line di opinione che analizza retroscena della politica, del variegato mondo dei partiti italiani, della cronaca giudiziaria. È un quotidiano indipendente, tra i pochi in rete a porre sistematicamente in risalto, spesso con ironia, le contraddizioni della sinistra italiana in tutte le sue forme. Fornisce una chiave di lettura dei principali avvenimenti nazionali, con uno sguardo anche al resto del mondo. Un’offerta in netto contrasto alla viralità, alla disinformazione e alle notizie infondate divulgate attraverso la rete, smascherate nei limiti del possibile anche da noi. Qelsi guarda a destra, si colloca in area moderata di centro-destra, ma non è organo di alcuna forza politica. Il quotidiano è nato a luglio 2013, la fan page su Facebook che ne è diretta espressione è "Magazine Qelsi".

Commenta con il tuo account social

8 Comments

  • monica cappellini Reply

    18 novembre 2015 at 4:52 pm

    bene
    che D gliene renda merito a questi poveri scemi rivendicatori
    A proposito l’obelisco oggetto di tante smanie e inoltratogli CHE FINE HA FATTOOOOOOOOOOOOO?????????

    • giuseppe Reply

      19 novembre 2015 at 1:17 am

      Prodi glielo ha regalato, ed é ancora imbalalto e smontato in Etiopia, non lo sanno montare.

    • Stella Cieca Reply

      19 novembre 2015 at 5:15 pm

      I dipendeti etiopi sono assunti dalla casa madre mentre quelli italiani sono assunti con contratto italiano.
      I dipendenti etiopici che restano sono un direttore generale e 2 capiscalo.

    • Stella Cieca Reply

      19 novembre 2015 at 7:24 pm

      i dipendenti etiopi sono assunti da Addis Abeba e hanno un contratto internazionale, percui rientrereanno in Etiopia.
      I dipendenti che verranno messi in mobilità sono tutti dipendenti italiani.
      Comunque sono quasi tutti funzionari.
      Gli unici che resterannno saranno il direttore e il caposcalo.

    • luigi43 Reply

      19 novembre 2015 at 7:36 pm

      Si trova a Lalibela ; ma non è stato , fino a giugno 2014 , ancora montato.

  • giuseppe Reply

    19 novembre 2015 at 1:01 am

    E noi dobbiamo espelelre almeno 190 etiopi lavoratori, e chi sono loro?

  • Alberto Reply

    20 novembre 2015 at 7:32 am

    Attendiamo di sentire cos’hanno da dire i sindacati e la solita accozzaglia di ipocriti poveri di spirito che sputano sull’Italia pur di favorire chi non è Italiano.
    Ovviamente sto scherzando perché nessuno di quegli ipocriti prenderà le difese dei 19 lavoratori licenziati. Comunque se la Ethiopian Airlines sta andando bene non vedo perché debba licenziare il personale Italiano del proprio ufficio in Italia: è solo questione di soldi? E’ vero che se fosse stata una qualsiasi azienda Italiana a fare altrettanto con lavoratori stranieri, i soliti media servi della vulgata oggi di moda farebbero un casino infernale; così invece tutto va ben, madama la marchesa.
    Perlomeno proviamo a reagire e, se dobbiamo andare in Africa, scegliamo altre compagnie: dopotutto non è difficile lanciare messaggi.

  • Gaetano Alù Reply

    26 novembre 2015 at 2:32 pm

    E’ solo una questione di costi, i contratt di lavoro italiani sono più onerosi di quelli africani. Niente razzismo

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

Seguici

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua Email

Unisciti agli altri iscritti:

Realizzato da You-Com.it