Europa: ma un ritorno alle origini?

EuropaL’Europa padrona, schiaffo di correzione. La Grecia non perdona e i gemelli diversi di Leonida difendono la loro Sparta (almeno per ora). L’Italia guardona con la barba sfatta, ancora con i postumi della sbronza sta alla finestra in mutande con un piatto di rigatoni a chiedersi, quando tocca a me? Prima che tutto assuma contorni clowneschi, cosa vuole dire essere Europa? No, vi prego, ditemi cosa significa: ricatto? Riunirsi nelle note dell’Inno alla gioia, andarsene in Svezia con l’Erasmus? Riconoscersi in una politica di disinteresse nazionale oppure rendersi conto che la propria banca è differente? Europa potrebbe significare tanto, oggigiorno, tranne che comunità di uomini, condivisione di visioni sociali comuni e sostenibili che influenzino realmente la vita continentale. Se proprio deve essere una riesumazione del vassallaggio o una cooperativa, è meglio tornare alla terra, ripartire dalle patate e dai porri.

Con il no, la piccola nazione che alla democrazia ha dato i natali vuole ripartire dalle patate e dai porri, in tutti i sensi, e fa bene. Anche perché l’accanimento terapeutico è cosa folle, altro che futuro e abitudine di progresso.
Era già palese; oggi, però, è chiarissimo: questa accozzaglia spacciata per comunità è un contenitore di partecipanti, proprio come un club esclusivo. E sinceramente avere la tessera gold per farne parte, troppo spesso , non vale la pena. Bisogna essere grati al popolo greco: ci ha ricordato così significhi nazione e quale siano le dinamiche naturali con cui una nazione matura deve vivere in comunità, o contribuirne o mettersi di traverso per farsi notare, per farsi valere, sicuramente non esserne schiavo a tempo indeterminato.

Ma la Grecia non è il mondo, non è “gli altri”. Nel frattempo la devastante moda del Je suis, che comunque in Italia si dice “Io sono”, inizia a sapere di ridicolo. In ogni caso, quando saremo italiani? Se non lo siamo stati quando gli euro burocrati ci hanno invaso, quando non si è più riusciti ad eleggere democraticamente i nostri rappresentanti, quando non si realizza il fatto che a livello comunitario abbiamo un peso equivalente a quello di un etto di pane carasau, quando? Nel frattempo, noi non siamo la Grecia, ma voyeuristi di professione, guardoni arrapati con gli atti degli altri, a destra e manca. Per quanto ci si senta LePen, Varoufakis e Tsipras, Charlie o Obama, per quanto si incensino le fantasmagoriche attività di qualcun altro, tutto ciò a cui abbiamo assistito in Grecia, da noi, rimane impensabile.
Intanto che Schultz parla di aiuti umanitari e di governi che ancora sono fedeli alla regina dai glutei evidenti, viene da chiedersi: ma quando vince la gente d’Europa? Nelle scelta di essere popolo perde, nell’allontanamento dall’oppressione finanziaria perde, nella volontà di autodeterminarsi perde, nella ricerca di una propria identità perde, se vuole fare il formaggio col latte perde. Insomma, da qualche parte dovrà pur vincere, sentirsi parte funzionante di una comunità millenaria.

Che forse sia giunto il momento di ristabilire chi è padrone di cosa? Ma letteralmente, disinnamorati di tutto ciò che è terra natia, dov’è il confine tra nazione e sovranazionalità?
Intanto, è andata così. OXI, no. Si è abbattuto il feudalesimo oppure no? Si è scritta la storia oppure tranquilli, c’è stata solo una distrazione? Forse c’è bisogno di un altro mito d’Europa che passi per una moderna forma di autodeterminazione volta alla riscoperta di un’intima identità nazionale nitida che controbilanci socialmente, politicamente ed economicamente la cappa di sovranazionalità.

Una sorta di ritorno alle origini in chiave contemporanea. Come dice Veneziani: “Che dite, le chiediamo gentilmente di uscire? Esagero. Ma se fosse la Germania a doversi adeguare al resto d’Europa e non noi? Invertiamo la clessidra dello spread. Gli ultimi saranno i primi, si ricomincia dalle origini”

Per quanto vetusto e fricchettone il continente viaggia ancora e nuovamente deve affrontare sfide vecchie come il mondo. L’idea che un popolo debba ammutinarsi, ammutolirsi, abbrutirsi, andarsene dalla sua casa comune anziché farlo un affarista è raccapricciante. L’idea che fuori dall’eurozona possa esserci vita è allettante.
Intanto i sogni rimangono ancora bei desideri.

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6 Comments

  • giuseppe Reply

    6 luglio 2015 at 9:55 pm

    l’Europa? quella che distrugge i prodotti alimentari italiani, come i formaggi, il vino e la cioccolata? Europa come quella che distrugge intere Nazioni quali Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Grecia? se é questa l’Europa, meglio uscire dalla UE, oppure costruire una vera Europa, con la Democrazia, la Libertà, ed il benessere per tutti i suoi cittadini. Ma bando a tecnocrati e banchieri, si torni a parlare di politica non di tecnocrazia.

  • Sandro Cecconi Reply

    6 luglio 2015 at 10:40 pm

    Ricucci,
    con la sua retorica trita e ritrita quanto insensata e insignificante, comune peraltro ad altri strani personaggi italioti in cerca di autore, è chiaro che non si può fare una vera Europa, l’Europa Comunità, Federazione di Nazioni e di Popoli. Ancor meno una vera Nazione/Stato.

    I governi greci dal 2010 in poi hanno rinegoziato il loro debito per almeno due/tre volte ed ora l’attuale governo si presenta pretendendo addirittura di aver completamente cancellato tutti i suoi debiti, quindi i nostri crediti che per la sola Italia corrispondono a circa 40/MLD di € diretti a cui dobbiamo aggiungere la quota parte relativa agli impegni molto sostanziosi che la BCE ha preso in questi ultimi mesi e che corrispondono al momento a circa 89/MLD di €. Ciò solo come premessa che comunque chiunque dovrebbe tenere sempre ben presente. A quanto sopra aggiungo per dovere di cronaca che il governo greco ha chiesto altri fondi, a noi soliti noti, per poter far fronte ai propri impegni nei confronti di tutti i propri creditori. L’assurdo poi è voler fare le vittime quando le vittime in realtà siamo solo e soltanto noi europei che ci stiamo indebitando per i greci i quali al posto di ringraziare non fanno altro che “sputarci in faccia” per avanzare le loro assurde richieste, trovando terreno fertile in menti molto offuscate, e spacciandosi per vittime sacrificali e non ciò che realmente sono: …………… A lei e agli altri strani personaggi italioti che condividete questa teoria bislacca riempire i puntini da me lasciati.

    Stavo per dimenticare che tanto per non farsi mancare niente il governo di Atene ha anche indetto un referendum proprio sulle condizioni di rientro dai loro debiti che, torno a ripetere sino alla nausea, continuano a essere i nostri crediti che per poterli fornire abbiamo fatto un’emissione straordinaria di titoli del tesoro italiani.
    In questo modo ci hanno voluto dimostrare solo una cosa: che sono altamente inaffidabili in tutto e per tutto e hanno incrinato totalmente il rapporto fiduciario tra creditori, noi, e debitori, loro.
    Infine cosa ti fanno? La mossa teatrale dell’uscita di scena del loro Ministro dell’Economia i quale si è dimostrato per ciò che veramente è: un baro! Peccato che il mazzo lo avevamo e lo abbiamo noi e non gli abbiamo permesso di pesare “di straforo” gli altri quattro assi.

    Questi giochetti da mentecatti li facessero a casa loro, nessuno di noi porta l’anello al naso.

    Criticare l’Europa, la Merkel ed Hollande mi sta benissimo ma almeno fatelo e facciamolo solo quando hanno torto marcio e non quando hanno tutte le ragioni di questo mondo e oltre come nel caso specifico. Altrimenti che interlocutori dimostriamo di essere?

    Ecco cosa significa “vera Europa”, quella falsamente e ipocritamente buonista e sciocca ve la lascio molto volentieri.

    Vogliamo fare anche noi un referendum per stabilire se dobbiamo restituire ai nostri creditori i flussi finanziari ricevuti per far fronte alle nostre necessità risultando quindi dei debitori netti versoi sottoscrittori di nostri Titoli di Stato?

    E basta con tutte queste sciocchezze e con falsi idoli nonché falsi profeti. Questi governanti di Atene non hanno nulla in comune con i loro illustri antenati, quelli avevano una dignità, così come i nostri governanti non hanno mai avuto, non hanno e non avranno mai, rimanendo così le cose e gli uomini, nulla in comune con i nostri antenati più che illustri e sono totalmente incompatibili con la nostra Cultura e Civiltà più che bimillenaria!

    Ciò che maggiormente mi demoralizza è che questo quotidiano che si professa di destra in realtà sta dimostrando di essere solo il contrario di tutto ciò che la vera Destra in realtà è e deve essere, ovvero di uno spessore intellettuale, culturale, di capacità professionali ben superiore rispetto a questi “azzeccacarbugli” nostrani che hanno ammorbato la mia ,e spero nostra, Italia negli ultimi cinquant’anni circa. Solo allora potremo sentirci Figli degni di quella nostra Storia e Civiltà più che bimillenaria che di tanto in tanto tiriamo in ballo per autoincesarci senza alcuna motivazione risultando così dei veri derelitti senza anima e senza idee vere capaci di illuminare i figli di questa Italia e Patria/Nazione/Stato.

    Noi siamo diversi e pretendiamo rispetto!

    Le auguro una notte serena di attenta lettura.

    Sandro Cecconi

    • Emanuele Ricucci Reply

      8 luglio 2015 at 5:59 am

      Ill.mo Cecconi,
      solitamente non rispondo mai, ma per Lei faccio una gradita eccezione; sicuramente sarà grazie al suo lungimirante e lucidissimo piglio tecnico che si rifonderà questa Europa con nuove visioni. Sicuramente, anni trascorsi a militare (letteralmente), riflettere, valutare, ragionare, studiare, scrivere, sempre dalla stessa parte che, per quanto mi riguarda, ha poco a che fare con posizioni mediane della destra, come, del resto, la nostra area intellettuale in genere, sono e saranno rinvigoriti da questa sua sequela gratuita di brutali (ed innovative, per altro) aggettivazioni.

      In ogni caso, è stata una notte di incredibile riposo, quello si rinvigorente, anticipata dalla lettura e dallo studio di Ortega y Gasset. Solo il mattino è stato testimonianza dell’ennesimo bagno di umiltà del solito anonimo professore di cui, per altro, è la prima volta che leggo nome e teorie, opinione e riflessione, soprattutto nell’ “ambiente” e di cui mi auguro prestissimo di poter scovare da qualche parte, magari in qualche colonna editoriale, le ipotesi ed i costrutti, le visioni e le relative dettagliatissime sottolineature d’avanguardia.

      Ora torno a lavorare nella consapevolezza, grazie al cielo, di essere abituato a sentire illuminati ruggiti (questi si, finemente intellettuali e positivi per un’area…), abitudine per chi fa questo lavoro, e a scrivere ben altri pensieri più approfonditi e culturali di quanto lei, mi creda, possa immaginare.
      Le sarei grato, giuro, se potesse contribuire in altra maniera ad un’idea, al mondo, come ritiene giusto, ma non leggendomi. Non è necessario assolutamente. La battaglia che lei vuole portare avanti, non è contro di me, di “noi” ma contro ben altri demoni e soggetti, a meno che, questa non serva per il suo personale desiderio di sentirsi appagato e culturalmente realizzato (…).

      Se poi crede che anche “noi” possiamo essere piena espressione della minchioneria cosmica, faccia pure come crede…

      Io e gli altri piccoli omuncoli, salutiamo deferenti.

      • Sandro Cecconi Reply

        8 luglio 2015 at 12:42 pm

        Egr. Ricucci,

        non si tratta di sentirmi superiore, non me ne può importar di meno. Il mio intervento era ed è teso solo a cercare di far ritornare tutto il ragionamento sulla Grecia e di quanto sta accadendo da circa sei mesi sull’argomento.
        La Germania come la Francia hanno altre colpe pesanti davvero, ma nel caso specifico sono nel giusto. Non è un caso che ho cercato di spiegarlo. Semmai la colpa della qualità dell’intervento è da attribuire al FMI, organismo ben diverso dalla UE e dalla BCE.

        Sono sei mesi che la UE sta chiedendo un piano finanziario per poterlo esaminare senza poterlo ottenere; anche in questi due ultimi giorni l’unica assurda richiesta è stata il voler ottenere un altro finanziamento di circa 8/mld € per far fronte alle scadenza del mese di giugno e luglio stabilite proprio dallo stesso attuale capo del governo greco con i propri creditori.
        Lei come lo vede questo aspetto, l’ultimo di una lunga serie? Io lo giudico come una grande presa in giro.
        Vogliamo finalmente parlare in modo serio? Vogliamo iniziare a parlare delle vere colpe della Germania, della Francia e degli altri stati a lei collegati più o meno direttamente?
        La maggior colpa della Germania, insieme ai suoi alleati, sull’argomento è stato e continua ad essere quello di aver fatto finta di niente nel 2009 e nel 2010 lasciando la Grecia alle cure del FMI che durante la sua vita ha fatto tanti di quegli errori che ci vorrebbero anni per elencarli tutti.
        E’ su questo che si dovrebbe putare il dito e non sulle teorie bislacche del ormai ex ministro greco e del suo Capo di Governo.
        Vogliamo finalmente addossare la colpa alla Germania e ai suoi alleati di aver trasformato i vari finanziamenti dei singoli stati europei sono serviti a trasformare i debiti della Grecia da debiti verso soggetti privati, le banche tedesche e francesi per la stragrande maggioranza, in debiti verso i paesi europei nella misura pro quota? La vogliamo smettere cortesemente di continuare a difendere gli indifendibili nei singoli argomenti di volta in volta trattati? La vogliamo smettere cortesemente di fare del becero populismo folle di dare la colpa all’€ senza volerci prendere le nostre totali responsabilità per le scelte scellerate che i nostri vari governicchi sin qui succedutisi sull’argomento del debito pubblico? La vogliamo smettere cortesemente di difendere uno stato completamente inefficiente, inefficace, inesistente, corrotto, corrosivo con profonde infiltrazioni delinquenziali? La vogliamo smettere di continuare a fare leggi a favore di una parte come dell’altra? La vogliamo smettere di discutere ulteriormente se e quali riforme della Giustizia civile e penale? La vogliamo smettere di fare determinate riforme che sono sempre più perniciose per l’Italia? La vogliamo smettere di continuare di far finta che in parlamento molte decine di eletti sono stati condannati a varie pene? La vogliamo smettere di dover appoggiare una delle varie correnti dei magistrati e legiferare in modo tale che deve esistere il principio di responsabilità oggettiva per chiunque sbaglia sia che sia l’ultimo degli ultimi e sia che sia il primo dei primi? La vogliamo smettere di dare dei privilegi a più di qualcuno (ndr Parlamento e Governo) con leggi ad hoc? Oppure anche lei appartiene alla schiera che fa finta di non accorgersi che oltre la metà degli aventi diritto non votano più alle varie tornate elettorali?
        E comunque accomunare questi quaquaracquà ai grandi della storia sia dell’Italia come della Grecia l’ho trovato e lo trovo non solo alquanto azzardato ma addirittura assurdo. Gli attuali sono solo il vuoto assoluto. Altro che storie! Quindi sarebbe non solo opportuno ma addirittura necessario e indispensabile ritornare a una sana valutazione oggettiva di ogni situazione secondo una rigorosa ricostruzione storica dei fatti, altrimenti si continuerà sempre a stare dalla parte sbagliata ovvero di quella parte che ci ha condotto nell’attuale situazione e che vorrebbe continuare a sbagliare per i propri tornaconti rigorosamente personali perché questa è l’amara realtà dei fatti e prima ce ne rendiamo conto tutti prima potremo uscire da questa situazione malefica e infernale..

        In questo mio elenco potrei continuare sino all’infinito ma preferisco fermarmi qui per non tediare.

        Pertanto smetta di sentirsi piccato e cerchi di rispondere agli argomenti da me elencati sia nel mio primo intervento e sia in questo ultimo.

        P.S. Sono 61 anni che sto studiando e continuerò sino alla fine di questo mio passaggio terreno. Gli esami non finiscono mai, neanche quando il nostro corpo muore e la nostra anima bussa ad una porta per sapere in quale posto dovrà andare nell’eternità. Ma anche nell’eternità esistono gli esami che vanno regolarmente superati se le anime vorranno salvarsi dopo una sorta di percorso di redenzione.

  • Monica Cappellini Reply

    7 luglio 2015 at 5:50 am

    CI STO
    e non aggiungo altro tranne dire che non esiste l’Europa ma un gruppo di paesi che volendo a titolo di politica estera interagiscono; ed anche per scambi
    Per il resto è stato un flop

  • marco Reply

    7 luglio 2015 at 6:55 am

    Tutto vero. Purtroppo.

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