Expo 2015 – Guida galattica per gli Expostoppisti: cosa visitare, cosa mangiare‏

Expo2015Per visitare i 1000 Km quadrati di Expo è necessaria più di una giornata, ma se si vuole regalare all’evento solo un giorno del proprio tempo allora è meglio informarsi su come fare per non buttare i propri 39 Euro tra code interminabili e padiglioni fuffa.
Innanzitutto partiamo dal costo del biglietto, nessuno compra il biglietto a 39 Euro, ci sono sconti praticamente ovunque dalla tessera Coop alle Università, che portano a risparmiare cifre considerevoli da spendere per degustare qualche specialità tipica.
Expo 2015 vi pone davanti alla prima scelta appena usciti dalla metropolitana, destra o sinistra e come sempre la scelta giusta non è quella mancina.

L’ingresso Triulza infatti, situato alla destra dei tornelli ha un accesso migliore e fa saltare l’odiosa e bianchissima passerella dell’ingresso Fiorenza (che acceca nelle giornate di sole).
Da mettere in conto un po’ di coda, soprattutto alle 10 del mattino, ma superati i tornelli lo spettacolare Padiglione Zero vi ripagherà della noia patita.
Poi il primo affaccio sul Decumano vi farà srotolare la mascella per l’immensità del sito ed è qui che è importante non perdere tempo tra le centinaia di padiglioni presenti.
C’è da dire che se da un lato le prime architetture spettacolari di Malesia e Bielorussia offrono il primo colpo d’occhio sul livello generalmente molto alto delle costruzioni presenti, dall’altro lato la sostanziale povertà dei contenuti all’interno della maggioranza dei padiglioni non rende spesso onore all’aspetto esteriore.
Expo 2015 è sicuramente il trionfo degli schermi, immagini ovunque, qualche effetto speciale, ma essenzialmente schermi e purtroppo non sempre della migliore definizione.

Per questo motivo, ma anche perché alcuni padiglioni sono semplicemente dei punti del turismo senza nessuna spettacolarità, è bene sapere cosa visitare se si ha poco tempo.
Kazakistan, Dubai, Oman, Azerbaijan ed alcuni paesi ricchi dell’area mediorientale offrono dei tour interattivi che descrivono i propri Paesi, certamente padiglioni da visitare quando capitano sul percorso, non regalano particolari esperienze sensoriali, ma rimangono certamente apprezzabili.
La gigantesca coda per il padiglione Cinese potrebbe scoraggiare molti, ma l’immensità del sito (più di 4000 metri quadrati) potrebbe valere l’attesa.

Palazzo Italia costringe ad un’altra coda, variabile nei momenti della giornata con minore affluenza, che forse non ne vale sempre l’attesa.
Il padiglione italiano infatti offre un tour tra le bellezze dell’Italia tramite 3 stanze psichedeliche, pezzo forte del padiglione, che vi faranno venire la nausea; immersi in stanze fatte completamente di specchi immergono e disorientano gli ospiti con proiezioni video, ma quantomeno offrono una nuova esperienza, elemento raro tra i padiglioni Expo.
Consigliabili alcuni passaggi all’interno di alcuni Stati come l’Iran, da percorrere da parte a parte tra i prodotti tipici del Paese mediorientale, o l’Austria che con il padiglione foresta stupisce il pubblico per aver portato un bosco al chiuso.
Se la temperatura dovesse essere particolarmente alta e la giornata afosa, il bosco austriaco potrebbe essere la risposta ed un piccolo momento di ristoro, dato che all’interno la temperatura è mediamente 5 gradi più bassa che all’estero e si gode della nebulizzazione dell’acqua per l’irrigazione delle piante ogni 30 minuti.
Giappone, con il suo percorso psichedelico è uno Stato da non perdere, ma attenti agli orari, ultimo ingresso ore 20:00, interessante anche la Svizzera almeno per l’idea di fondo che anima il complesso elvetico.
Una menzione particolare alla Romania, il padiglione è uno dei più economici fra i self-build ed è frutto dell’ottima capacità gestionale del responsabile che è riuscito con costi bassissimi a trovare la giusta armonia nell’ambiente, al piano superiore offre una delle terrazze con ristorante più belle di Expo che fa sentire immersi nell’entroterra rumeno e permette una sosta sorseggiando un drink mentre si gode di un favoloso panorama del sito espositivo.

Per ultima la Tailandia che con un padiglione veramente impressionante vince la partita delle migliori installazioni visive.
Costruito su 3 step lascia letteralmente a bocca aperta già nel primo ambiente, una cupola con schermo circolare che ospita proiezioni in alta definizione ed un sistema di effetti olografici 3D che vengono proiettati al centro della stanza.
A seguire un ambiente immersivo costituito da proiezioni a 360 gradi in tutto l’ambiente ed alla fine un cinema che racconta le attività svolte da Sua Maestà il Re nei riguardi dell’agricoltura tailandese.
Alla fine del tour un thai-market consente anche la degustazione in sito dei tipici piatti take-away corona una delle migliori esperienze di Expo, senza ombra di dubbio è la Thailandia a stupire per la maestosità del complesso ed è un padiglione da non perdere.
Il discusso aspetto cibo che ha invaso i giornali pregni del sensazionalismo più becero invece è un tema a parte.
I costi non sono sempre eccessivi e ci sono alimenti per tutte le tasche, da provare certamente il panino americano all’aragosta che con bibita e patatine costa 16 meritati Euro e per gli amanti della carne c’è la variante con Black Angus a 10 Euro.

Il ristorante giapponese offre gustosi piatti completi a 10 Euro ed altre stuzzicanti idee per tutte le tasche, il padiglione Olandese strutturato come un luna park regala esperienze culinarie di vario genere all’interno dei propri food truck, con una spesa media di soli 5 Euro.
Anche la Malesia ha spuntini gustosi senza spendere un capitale, come ad esempio gli splendidi Satay di pollo con salsa di arachidi a 6 Euro, se invece siete amanti del fritto napoletano il mix vi costerà solo 5 Euro ad uno dei tanti baracchini presenti nei remoti angoli di Expo.
Se invece siete arrivati ad Expo, ma siete poveri in canna o non avete il coraggio di assaggiare nulla, il Future Food District di Coop ha pensato a voi.
Il punto di ristorazione offre hot dog o mezza pizza a € 2,50 e l’acqua è offerta sia frizzante sia gasata da Metropolitana Milanese, grazie a delle fontanelle sparse per tutta l’area espositiva.

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