F-35: La versione ‘B’ potrebbe spezzarsi dopo 4mila ore di volo. Il governo italiano lo sa?

F-35_Lightning_II_variants_in_flight_near_Eglin_AFB_in_2014“Il più costoso buco nero della storia americana, un trilione di dollari bruciati, l’aereo che ha divorato il Pentagono”.
“Fesserie, stupidaggini: adesso basta”.
È stata una conferenza stampa molto animata quella che si è svolta poche ora fa tra i giornalisti americani ed il responsabile del programma congiunto F-35, il generale Chris Bogdan.
Bogdan ha riconosciuto le sfide di progettazione del caccia, compresi i problemi più evidenti riscontrati nella versione B dell’F-35. “Non riusciremo mai a risparmiare i soldi che serviranno per garantire cinquanta anni di attività dell’F-35, ma ciò che conta è che i costi non sono aumentati, ma rimasti stabili. Inutile giudicare il programma oggi, ma sarebbe opportuno vedere dove l’F-35 ci sta portando, verso quali frontiere tecnologiche”.

Secondo Bogdan, il costo dei velivoli realizzati con produzione ridotta è sceso negli ultimi tre lotti a contratto. F-35A: il sesto caccia realizzato nell’ultimo lotto è costato 117 milioni di dollari. Il settimo è costato 112 milioni mentre l’ottavo caccia ha lasciato la catena di montaggio ad un costo complessivo di 108 milioni di dollari. F-35B: il sesto caccia realizzato nell’ultimo lotto è costato 145 milioni di dollari. Il settimo è costato 137 milioni dollari mentre l’ottavo caccia ha lasciato la catena di montaggio ad un costo complessivo di 134 milioni dollari. F-35C: il sesto caccia realizzato nell’ultimo lotto è costato 134 milioni di dollari. Il settimo è costato 130 milioni mentre l’ottavo caccia ha lasciato la catena di montaggio ad un costo complessivo di 129 milioni di dollari.

Queste cifre includono motori, profitto per gli appaltatori ed inflazione. “Anche le cifre diramate, secondo cui le Operazioni ed il Sostentamento del caccia sarebbero cresciute a dismisura, non sono corrette perché non tengono conto dell’inflazione. La vera riduzione dei prezzi, potrebbe essere mascherata dall’inflazione ed è quello che è successo quest’anno. I tassi di inflazione hanno coperto la riduzione dei costi di circa 5 miliardi di dollari”.
Bogdan ha affermato di essere ottimista. “Il programma procede nella direzione giusta, ma ho alcune perplessità”.

Le preoccupazioni del capo del programma F-35 sono quelle già note da tempo ed inizialmente smentite dal Pentagono. “La nostra più grande preoccupazione è il software e quelle otto milioni di linee necessarie per raggiungere la Capacità Operativa Iniziale. I nostri problemi maggiori sono nella scrittura degli algoritmi di fusione sensoriale dell’aereo”.
La seconda preoccupazione di Bogdan ruota attorno all’affidabilità del caccia ed alla sua pubblicizzata facilità di manutenzione.

“Per i modelli C ed A, siamo quasi vicini all’obiettivo. L’F-35B è seriamente in ritardo”. Si scopre, infatti, che l’F-35B soffre di problemi strutturali.
Durante un test effettuato sul modello B, si è scoperto che la paratia 496, sezione portante della fusoliera, dopo quattromila ore di volo tende a spezzarsi. “E sapete perché? A causa delle modifiche strutturali realizzate nel 2005, quando i funzionari decisero che l’F-35B era troppo pesante per essere operativo e rimossero dalla progettazione originale alcune parti fondamentali. Certo, ci riuscirono utilizzando in alcune sezioni della struttura l’alluminio al posto del titanio. Adesso, ne paghiamo lo scotto”.

Da rilevare che il problema strutturale ciclico si verifica a metà della vita operativa della cellula (ogni F-35 dovrebbe volare per ottomila ore di volo) e che, almeno fino ad allora, il problema non inficerà le capacità del velivolo.
“Ad oggi non è una priorità, ma è un problema che dovremo affrontare pena la messa a terra della flotta”.

Bogdan ha evidenziato che le cellule dei modelli A e C hanno mostrato elevata affidabilità anche dopo diecimila ore di test. Il JPO prevede di testare ogni modello per 24 mila ore, l’equivalente di tre vite di una cellula.
Il responsabile del programma, infine, ha elencato una serie di problemi minori tra cui la riprogettazione dei pneumatici sul modello B ed alcune migliorie sull’apparato propulsivo.

“Nel complesso, il programma F-35 sta andando nella direzione giusta”.
I 109 F-35 ad oggi consegnati hanno complessivamente volato per 28500 ore.

Franco Iacch – Difesaonline

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