Falle insanabili nella sicurezza dei luoghi pubblici. Ci sono soluzioni?

pistolaI luoghi pubblici sono davvero sicuri o la sicurezza a prova di bomba delle istituzioni occidentali è facilmente eludibile?
Questa è la domanda che molti milanesi si sono fatti dopo la tragica vicenda del Tribunale poco più di una settimana fa.
Stamattina in Spagna i cittadini di Barcellona hanno avuto lo stesso dubbio, svegliandosi con un professore morto in una scuola, ucciso da un suo studente quattordicenne a colpi di balestra.
Dubbi ripetuti negli anni, dalle continue violazioni di edifici pubblici in ogni parte del globo, spesso riprese in Italia da Striscia La Notizia.
Le sparatorie nei campus americani sono una delle prove che confermano che nemmeno il duro atteggiamento della polizia con i criminali è capace di contenere questo genere di minacce.
Oggi con le nuove preoccupazioni generate dal terrorismo internazionale, particolarmente attivo con azioni teatrali, il dubbio sulla sicurezza è quantomai legittimo.

Scrollandosi di dosso le chiacchiere date in pasto alle menti giornalistiche dai governanti del mondo dopo una catastrofe e l’aumento forzoso dei controlli per qualche settimana, ci si può rendere conto dell’amara e costante verità, il sistema è perfettamente fallibile.
Più controlli negli accessi non vogliono necessariamente essere incremento della sicurezza al netto dei disagi generati, e la fallibilità del sistema è data dall’utilizzo della macchina più imprecisa al mondo, il nostro cervello e le sue percezioni.
Quante volte abbiamo strabuzzato gli occhi, increduli dopo un numero al limite del possibile di un bravo mentalista o ci siamo stupiti di fronte ad una divertente illusione ottica.
Se l’elusione del sistema di sicurezza avviene in maniera premeditata, difficilmente il soggetto ostile avrà dimenticato la parte di preparazione.
Innanzitutto lo studio dei locali. L’ostile conosce i locali in maniera minuziosa, si dirige sicuro verso l’obiettivo mentre attorno a lui scatta il panico.

Il personale conosce l’edificio, ma non può avere la freddezza di capire chi è ostile e chi no, quindi reagisce con spirito di conservazione, mentre il pubblico che non conosce minimamente l’edificio, scappa verso l’unica uscita conosciuta generando quel caos che permette all’ostile di avvicinarsi all’obiettivo.
Poi, le abitudini del personale di sicurezza. Ogni edificio ha sistemi di sicurezza differenti: scanner, telecamere, ma dietro ogni cosa ci sono le guardie.
Sono gli umani che si occupano dei controlli e se si ha un infarinatura delle loro abitudini e della loro precisione non sarà difficile trovare una falla.

Impiegati svogliati, accessi con strumentazioni rotte, pass, accessi secondari o antincendio sono solo alcune delle infinite falle dei sistemi di sicurezza dei luoghi pubblici.
Alla fine di ogni falla c’è però la madre delle truffe, la credibilità del soggetto.
Il nostro cervello vede ciò che crede di vedere e crede a ciò che pensa sia possibile, e gli esperti informatici che operano attraverso l’ingegneria sociale ne sanno qualcosa.
Le principali violazioni di sistema informatico si effettuano oggi tramite ingegneria sociale, cioè lo studio dei comportamenti e la loro influenzabilità al fine di trarne il profitto desiderato.
Secondariamente la prossemica, la cinesica e tutte le gestualità degli individui garantiscono quella che è definibile come la credibilità del soggetto.

Se l’ostile supera l’accesso il sistema degli anticorpi dell’edificio pubblico non lo rigetterà finché lui avrà la credibilità necessaria e il giusto atteggiamento, per essere esattamente nel posto in cui si trova.
Un uomo elegante in un Tribunale, in un Ospedale, in un’Istituzione, un’Azienda ha sempre un motivo per essere dove non dovrebbe essere.
Paradossalmente, la sicurezza dell’ostile è la peggior falla nella sicurezza dell’edificio poiché elude lo schema mentale di chi è preposto al controllo.
La risposta alla domanda iniziale diventa impietosamente un no, i luoghi pubblici non sono sicuri e non possono diventarlo poiché non è possibile vivere in un Grande Fratello che concede un controllore per ogni utente controllato.
C’è però una possibilità, per garantire almeno il miglioramento della condizione generale: il dubbio.
Chiedersi se ciò che vediamo è davvero ciò che sembra, non passare davanti ad una valigia abbandonata pensando che “tanto sarà di qualcuno che l’ha appoggiata lì per un attimo”, essere la sicurezza di se stessi rimanendo più vigili come quando passando per un quartiere che sappiamo essere malfamato, ci guardiamo attorno chiedendoci che cosa abbiamo accanto.
Senza cadere nella paranoia o nella xenofobia, senza il pregiudizio che offusca il discernimento, ma con un sano spirito di critica verso l’ambiente che ci circonda.

La sicurezza pubblica non è che la medicina, ma l’attenzione ai dettagli può essere la vera prevenzione alle disgrazie.
Negli ultimi anni si è acceso un giusto dibattito sulla liberalizzazione della armi in Italia, per consentire sullo stampo del modello americano di difendersi in maniera autonoma.
L’argomento è articolato e contiene pro e contro, ma si fonda su un ragionamento comune di buon senso, noi stessi siamo la prima linea di sicurezza.

Commenta con il tuo account social

0 Comments

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

Seguici

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua Email

Unisciti agli altri iscritti:

Realizzato da You-Com.it