Festa del papà: non svalutiamo il ruolo paterno | di Glenda Mancini

10940412_780414312048793_2027433094259613067_n“Il concetto di papà non è mai stato legato alla capacità di procreare.…..
Buona “festa del papà” a chi ha saputo farci da padre nonostante tutto.”
Non c’è dubbio che i padri giochino un ruolo importante nella vita dei loro figli; non è un caso che la maggior parte degli studi sostengono che un padre “coinvolto” può svolgere un ruolo fondamentale soprattutto per lo sviluppo delle facoltà cognitivo-comportamentali.
L’esperienza di validazione dell’importanza della sua figura nella genitorialità ha reso i padri molto più consapevoli del loro valore e, a sua volta, ha portato in loro maggior desiderio di essere parte attiva nella via dei figli.
Ma c’è ancora un forte divario tra i risultati della ricerca e la vera accettazione del valore dei padri, molti di loro esprimono la sensazione di sentirsi ancora cittadini di seconda classe nel mondo dei loro figli.

Anche la legislazione moderna ha contribuito in modo consistente a svalutare il ruolo paterno, attraverso ad esempio la definizione di limiti che mettono il padre (di fatto) in condizione di svantaggio,così nel divorzio dove i figli sono affidati nella maggior parte dei casi alla madre e spesso indipendentemente dal rapporto che il padre ha con il figli,ponendo la figura del padre sempre in dovere in sede giudiziaria di dimostrare di essere un ottimo padre e non solo un buon padre,diversamente da quanto avviene per le madri,dove che siano brave e”più adatte” viene dato per fatto assodato.

Padri che vogliono essere coinvolti più attivamente nella vita dei loro figli spesso trovano le barriere dei datori di lavoro, della crisi economica e del 30% dello stipendio con il “generoso” congedo di paternità, dello stereotipo del “mammo” dello sguardo diffidente, e forse di una società ancora non pronta a sentire come prima parola “papà” invece di “mamma”.
Eppure da sempre il padre è colui che innalza il figlio, sopra le sue spalle, sopra la sua testa… (quanti di voi non sono mai stati lanciati in aria a mo di volo o tenuti sospesi o fatti sedere sopra le spalle?) è colui che prendendo in braccio il figlio non lo pone occhi contro occhi o pancia contro pancia ma lo volta verso il mondo esterno,per mostrarglielo, protetto tra braccia forti che lo sorreggono.
Sollevare in maniera verticale il bambino è conosciuto come “il gesto di Ettore” raccontato nel poema di Omero: lui dopo una cruenta battaglia torna a casa e vede Andromaca con in braccio il loro bambino.

Quando il bambino vede il padre tutto armato non lo riconosce e incomincia a piangere.
Ettore capisce subito che il figlio non l’ha riconosciuto,per questo si sveste dell’armatura e alza al cielo suo figlio.
Questo è uno dei gesti più emblematici insieme all’abbraccio al seno del figlio della madre.
Se le madri si prendono cura dei bambini , i padri sono da sempre quelli che insegnano ai figli a stare al mondo ad affrontare paure, separazioni, regole.

Quel gesto è un augurio che il padre fa al figlio,che un giorno possa essere migliore e più forte di lui.
Allora auguri ai papà che nonostante tutto ci sono e ci vogliono essere…
perché da figlia vi dico … è stato davvero difficile farne a meno.

Glenda Mancini

Redazione

Redazione1905 Posts

Qelsi.it è un quotidiano on line di opinione che analizza retroscena della politica, del variegato mondo dei partiti italiani, della cronaca giudiziaria. È un quotidiano indipendente, tra i pochi in rete a porre sistematicamente in risalto, spesso con ironia, le contraddizioni della sinistra italiana in tutte le sue forme. Fornisce una chiave di lettura dei principali avvenimenti nazionali, con uno sguardo anche al resto del mondo. Un’offerta in netto contrasto alla viralità, alla disinformazione e alle notizie infondate divulgate attraverso la rete, smascherate nei limiti del possibile anche da noi. Qelsi guarda a destra, si colloca in area moderata di centro-destra, ma non è organo di alcuna forza politica. Il quotidiano è nato a luglio 2013, la fan page su Facebook che ne è diretta espressione è "Magazine Qelsi".

Commenta con il tuo account social

2 Comments

  • mauro Reply

    19 marzo 2015 at 9:06 pm

    Grazie Glenda !!!

  • Paolo Reply

    19 marzo 2015 at 9:59 pm

    Articolo stupendo, e persino commovente. Complimenti 🙂

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

Seguici

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua Email

Unisciti agli altri iscritti:

Realizzato da You-Com.it