Forza Italia – Cattaneo non conquista le Partite Iva

11171453_10200712790858954_589351467_oRiceviamo e pubblichiamo:

Siamo stati sempre tra i primi, in questa fase, a sottolineare l’esigenza di dover far fronte comune con tutto lo schieramento che avesse i numeri per poter contendere alla sinistra il governo nazionale e locale di questo paese.
Ne abbiamo fatto un leit motiv, ma non a tutte le condizioni!
Noi parliamo veramente a nome di tutte quelle ‘povere Partite Iva’ di cui ha accennato, in coda al suo intervento a Ballarò, l’ex-Sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo.

Noi siamo quelle ‘povere Partite Iva’ di cui nessuno fa gli interessi e rispondiamo a Cattaneo che non siamo ‘povere’, siamo soltanto state ‘impoverite’, anche grazie a quelli come lui che ci hanno rappresentato finora senza aver mai lavorato un giorno in vita loro.
Il tributo di consenso che fu dato dai ceti produttivi del paese al primo Berlusconi, fu dato ad egli per la sua figura di imprenditore, per la sua attitudine a riconoscere e condividere i problemi e la forma mentis di chi a fine mese se va in rosso ce li mette di tasca sua.

Questa fu la vera Forza che il popolo delle Partite Iva concesse a Silvio Berlusconi ed a partire da questa base fondamentale gli attribuì un’apertura di credito che, seppur oggi logora, anima e muove ancora una buona parte delle stesse persone e le rende di nuovo interessate, nonostante tutte le delusioni di questi anni, ad una rinnovata proposta di vero e definitivo cambiamento.
Ma nonostante tutte le buone inclinazioni che la moltitudine delle ‘povere Partite Iva’ ha nei confronti di una proposta politica tesa a mettere fine allo strapotere del ‘socialismo reale’ e dell’inferno fiscale nel quale, quest’ultimo, ha ridotto un’intera nazione, sarà un bagno di sangue elettorale per Forza Italia se a rappresentarci in prima fila saranno i tipi alla Cattaneo.

Giovani solo anagraficamente, sconfitti già nei territori di origine e senza nessun background, ne esistenziale, ne politico, che ce li faccia riconoscere come persone della nostra tempra e pasta!
Gli amministratori locali svolgano tale compito, anzi ci dicano in dettaglio cosa hanno fatto finora per le Partite Iva e per il lavoro autonomo e cosa vogliono fare esso in futuro, ma non pensassero che attraverso la retorica del localismo e della buona amministrazione presunta possano ergersi automaticamente a nostre bandiere.

Delle Partite Iva, vogliamo che in primis, a rappresentarle, nei contenitori politici, nelle istituzioni ed in tutto il resto sia la parte migliore di quello stesso mondo di ‘impoveriti’, non ‘poveri’, produttori di ricchezza.
Cerchiamo risposte dal lontano 1994 ed a questo punto, pur con tutta la buona volontà, non ci fidiamo di altri che di noi stessi, come allora ci fidammo, senza rimpianti, di un imprenditore di successo che entrava in politica per fare da baluardo a quell’esercito di parassiti e burocrati che infestano ancora la nostra patria, i nostri territori, la nostra vita.

L’ultimo Berlusconi, se ha ancora un barlume dell’acume del primo, tenga conto di questo dato di fatto, non negoziabile, nella composizione della squadra che territorio per territorio, istituzione per istituzione dovrà ancora fare muro alla sinistra di sempre.
Sarà un bagno di sangue elettorale e molto probabilmente un addio definitivo anche di quegli ultimi inossidabili, pochi, agenti del cambiamento ancora presenti in Forza Italia, se alla base di un rinnovamento promesso e non più procrastinabile vi saranno tiepide e deboli personalità politiche come quella di Alessandro Cattaneo.
Per le ‘povere’ e bistrattate Partite Iva ha già perso come a Pavia. Non vogliamo che siano lui o quelli come lui a rappresentarci, perchè già sappiamo che è solo a parole e di sfuggita che lo sapranno fare.

Vogliamo ruggire come leoni, non come foche, impoveriti si, ma indomiti e pronti a combattere per i nostri sacrosanti diritti di contribuenti produttori di ricchezza.
Siamo quelli che mandano avanti la baracca, insomma.

Valerio Missori
Coordinatore Responsabile Tea Party Roma

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