Fratelli d’Italia Sardegna: militanti per passione

Salvatore-Deidda-e-Giorgia-MeloniSalvatore Deidda (conosciuto come Sasso), oggi è il portavoce di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale per la regione Sardegna. È un militante del Fronte della Gioventù dal 1992, ha fatto parte di Azione Giovani–Alleanza Nazionale dal 1996 al 2006. Dunque il suo impegno politico gode di un lungo percorso alle spalle.
Cosa l’ha portata ad intraprendere la carriera politica?
Il mio primo contatto con la politica fu con le Feste dell’Amicizia, organizzate dalla DC e alle quali mi portava mio padre in qualche occasione, comunque tutta la famiglia era impegnata già dal passato con questo mondo. Intorno ai 15- 16 anni ebbi modo di notare l’attività del Fronte della Gioventù; i loro striscioni, i volantinaggi, i caratteri grafici così particolari e, soprattutto, la loro scelta di schierarsi sempre in antitesi rispetto alla massa. Fu allora che iniziai l’attività politica; non carriera, bensì militanza, ovvero una scelta di vita.

Una militanza pluriennale l’ha portata nel 2014 a candidarsi alle elezioni europee ottenendo un discreto risultato, cosa la convinse a proporsi? Ci riproverà?
La mia precedente (ed unica) esperienza come candidato riguardava la circoscrizione del mio quartiere. Ciò che mi ha spinto verso questa candidatura è stato principalmente il senso del dovere. Si trattava di una competizione elettorale complicata e, tra l’altro, immediatamente successiva alle regionali sarde, che avevano richiesto un notevole sforzo da parte di tutti i militanti. Le possibilità di essere eletto erano decisamente poche, cosa che spaventava i più, ma questa competizione mi ha dato la possibilità di girare la Sardegna, conoscere molte persone, veicolare i nostri messaggi politici; diciamo che è stato un investimento per il futuro di tutto il Movimento. Tra l’altro, ho ottenuto anche 600 voti in Sicilia dove, purtroppo, non mi sono potuto recare. Si tratta di voti di stima, di fratelli veri quindi, non è poco.
Ama molto la parola “rivoluzione”, cosa vuole comunicare ogni qual volta la utilizza?
Quella che auspico è una rivoluzione culturale, una rivoluzione dell’essere, una rivoluzione della visione del mondo. Tanti anni di scandali e cattive gestioni della cosa pubblica hanno generato una forte distanza tra le persone e la Politica. Questo è il risultato che i “potenti” auspicavano; e lo hanno ottenuto. È necessaria una inversione di tendenza. Occorre reagire, interessarsi, partecipare. La partecipazione è l’elemento sul quale deve basarsi una società. Come cantava Gaber: “libertà è partecipazione”.

Fratelli d’Italia nasce nel 2012, suo Presidente è Giorgia Meloni, una ragazza giovane alla guida di una squadra giovane. Nei sondaggi per le intenzioni di voto risulta perennemente oscillante tra il 3,5% e il 4%, a oggi vi supera la Lega con il 10%-12% circa, come pensa si debba agire per migliorare questi numeri?
Qualcuno pensava che entrando in Fratelli d’Italia si sarebbe catapultato in un partito con le percentuali dell’Alleanza Nazionale di qualche anno fa. Errore. Fratelli d’Italia, almeno nelle nostre intenzioni, è un partito che ha tra gli obbiettivi quello di costruire una nuova classe dirigente partendo dai Comuni. Dobbiamo avere pazienza, voglia di lavorare e spirito di sacrificio. Per guadagnarci la fiducia degli italiani non dobbiamo guardare al passato, bensì essere chiari nelle nostre battaglie, anche controcorrente, senza avere paura dei giudizi dei radical chic e dei benpensanti agendo con umiltà. Poche chiacchiere e molta azione. Nessun colonnello, si marcia si marcia tutti insieme. Avere il coraggio di chiudere la porta ad opportunisti e carrieristi e puntare su giovani – non parlo anagraficamente – militanti. Meno nomi importanti e più soldati.

In Sardegna, Fratelli d’Italia è radicata nelle varie province con i propri coordinamenti e vi sono alcuni Comuni in cui il partito è più forte e rappresentato di altri, quanto lavoro ancora resta da fare? Come si sta muovendo per accrescere il numero di militanti?
Non è una questione numerica o, quanto meno, non è solo una questione numerica. Non possiamo incentrare la nostra attenzione sul numero dei militanti o, peggio, sul numero di tessere o pensare ossessivamente al consenso. Abbiamo dei valori, delle idee e dei programmi; se saranno validi e sapremo concretizzarli, saremo premiati anche in sede elettorale. Ne sono certo. Abbiamo una squadra di amministratori locali, la maggior parte giovani, agguerriti. Da Arbus a Guspini, da Perdasdefogu a Tortolì, da Isili a Cagliari e Quartu Sant’Elena sino al cuore della Barbagia, passando per Pula e Seui.

Fratelli d’Italia grazie all’impegno dei cittadini e in particolare dell’Onorevole Paolo Truzzu (consigliere regionale), ha dimostrato come sia possibile dare voce alle difficoltà dei sardi. Oggi, lo fate lavorando su temi quali: istruzione, legalità, servizi. Le vostre battaglie abbracciano la difesa delle istituzioni scolastiche nei paesi soggetti a spopolamento. Sostenete le Partite Iva perché possano avere una malattia retribuita e riconosciuta come quelle di tutti i lavoratori. Nel comparto sicurezza vi impegnate per cercare di risolvere il problema dei parcheggiatori abusivi che oltre a essere molesti diventano spesso violenti. Come è possibile conciliare così tante battaglie e lavorare su ognuna di esse dando loro lo stesso spazio?
Paolo Truzzu è un consigliere regionale che ha vissuto la militanza e viene dalla scuola politica del Fronte della Gioventù, grazie a questa si sta facendo apprezzare nonostante sia da solo contro 59 altri consiglieri. Il nostro segreto è semplice: abbiamo voglia di ascoltare. Non parlo di singoli, ma di categorie. Per troppo tempo i politici hanno parlato senza ascoltare, proponendo presunte soluzioni, senza capire quale fosse la reale esigenza del momento. Noi ascoltiamo, valutiamo e studiamo la soluzione insieme a chi si avvicina e ci sottopone la questione. Affrontiamo ogni questione secondo i nostri valori e principi e cerchiamo di tramutarli in azione concrete. Recentemente in Consiglio Regionale avete presentato svariati emendamenti alla finanziaria.

Può farci qualche esempio riportando l’esito della votazione?
Prima di tutto ci tengo a sottolineare il fatto che, su circa 800 emendamenti discussi in Assemblea, 400 erano nostri. Detto questo, mi preme ricordare gli emendamenti per le imprese e la cooperazione con la Bielorussia, sul sociale, per il ripristino dei finanziamenti per i servizi agli invalidi, per il diritto allo studio e l’internazionalizzazione delle associazioni che utilizzano i fondi europei, quelle che si occupano di mobilità internazionale. Dal bonus famiglie numerose agli stagionali dei Consorzi di Bonifica all’abbonamento familiare per i mezzi pubblici. Dalla mobilità sostenibile a un progetto di ricomposizione fondiaria. Insomma, proposte di buon senso e che ricadano pienamente nei nostri valori.
Per non parlare di quelli che ci hanno bocciato: quando saremo al Governo li realizzeremo. Quello che ha fatto scandalo è che il centrosinistra ha trovato i soldi per finanziare ancora oggi i perseguitati politici del nazifascismo, ha trovato i soldi per finanziare i partigiani (sono ancora vivi?) ma ha tagliato i soldi alla banca del sangue cordonale. Nell’educazione alla legalità ha bocciato le nostre proposte sull’inserimento della lotta alla prostituzione minorile, a quella del turismo sessuale e alla lotta contro le droghe.

Il progetto Fratelli d’Italia è un progetto giovane che deve correre se vuole ottenere dei risultati concreti, quanto andate veloci oggi? Quali sono le sue speranze per il futuro?
Oggi la società corre veloce e bisogna adeguarsi. Se rimani indietro, recuperare diventa difficile. Le speranze sono tante, perché vedo l’interesse che molte persone nutrono verso il nostro Movimento.
Quando disponi di una comunità militante “agguerrita”, puoi guardare lontano e “osare”. Non è un caso che il nostro Segretario, Giorgia Meloni, sia una persona cresciuta a “pane e militanza”, che sa cosa vuol dire lottare costruire. In giro per l’Italia abbiamo dei dirigenti che non hanno un nome altisonante ma che ci mettono cuore ed anima. Con queste basi cresceremo. L’importante è non avvilirsi in caso di passi falsi. E non avere paura di lasciare a terra qualcuno che sino adesso ha campato di rendita.

Ha mai avuto la tentazione di gettare la spugna? Che consigli darebbe ai ragazzi che decidono di intraprendere una carriera politica?
Certo. Ci ho pensato. Quando la fidanzata ti diceva di dedicarle meno tempo, infatti, ti ritrovi a cantare la canzone dei DDT “Oggi mi sento Strano”. Quando vedi decisioni che ti fanno salire il sangue al cervello: certi giochi di chi vuole cadere sempre in piedi. Ma poi ricordo le parole della canzone degli Zpm “Boia chi molla”:
«Sarebbe bello amore, piantare tutto e scappare via lasciare qui i problemi, la nostra lotta e i nostri affanni, ma non posso chiuder gli occhi e fuggire la realtà. No! Non voglio rinunciare alla mia lotta.»

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1 Comment

  • Yazzu Reply

    5 marzo 2015 at 9:51 pm

    Grande Sasso!

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