Funerale dello sfarzo: Roma game over, lo Stato distratto, il Clero imbarazzato e il sordo del compare

alfano319051Alfano, chiede. Il prefetto, non sapeva. Marino chiama (per sapere) e pensa sia intollerabile. Il questore, non aveva ricevuto comunicazioni. Il Vicariato è imbarazzato.
Nulla da fare. Non gli entra in testa.
I buoi scappano se si lascia la stalla aperta! Sciocco, poi, piangere disastro e sventura, reclamare duri tirapugni. Qualcuno voleva evitare noie? Perché nessuno era, quantomeno, informato? “Doppia morale” del Clero nostrano, in un regime di misericordia a targhe alterne?

Quindi.
Il Ministro dell’Interno non sapeva nulla. Il Prefetto non sapeva nulla, il Questore non sapeva nulla. Il Sindaco di Rom Capitale non sapeva nulla. I cavalli della carrozza non sapevano nulla. Il pilota dell’elicottero che lanciava i petali non sapeva nulla EPPURE c’è stato il funerale di un boss, Vittorio Casamonica, 65 anni, con cavalli, carrozze, petali ed effigi pesanti che lo proclamano RE di Roma. C’è anche un elicottero in volo sopra la città che “risulta noleggiato […] un velivolo commerciale di una società privata in via di individuazione che, per ordinarie modalità di sorvolo in un’area non interessata a restrizioni di sicurezza, non necessita di autorizzazioni”, parola della Questura di Roma. Misericordia a targhe alterne.

C’è anche una regolamentazione che prevede tre ipotesi per le quali la Chiesa vieti espressamente i funerali cattolici, tra le quali si legge: “per tutti gli altri peccatori manifesti, ai quali non è possibile concedere le esequie senza pubblico scandalo dei fedeli”. Spunto di un codice che ha portato a precedenti dagli esiti netti, oltre ogni considerazione maggiore. Nel 2006, sempre al cospetto della medesima Chiesa, per altro, furono vietate le esequie di Piergiorgio Welby, come ricorderete. Nel 2012, fu vietato per motivi di sicurezza ed ordine pubblico, esplicitamente, il funerale di Antonio Moccia, figlio del Boss di Afragola Vincenzo Moccia; la sua famiglia voleva funerali “in carrozza” fino a Tor Bella Monaca. Nel 2013, dovettero andare a celebrare il funerale di Erik Priebke, ben noto a tutti, ad Albano. A Roma, non lo volle nessuno.

Ad oggi, a conti fatti, c’era tutto. Il codice di diritto canonico, i precedenti, il corteo funebre, tutto, tranne gli occhi dei vigilanti. Affermare sarebbe un delitto, in questo caso seppur rimanga legittimo porsi delle domande veloci: come caspita si può pretendere un efficace rilancio d’immagine di Roma Capitale, soprattutto dopo i severissimi attacchi della stampa internazionale sul degrado cittadino? Come si può pretendere di fare della capitale una moderna città europea? Come si può pretendere competizione con i virtuosismi? Come si può essere proiettati nel progresso civile, strutturale, politico e sociale, così fiero nel proprio percorso di disgregazione di strutture valoriali ed etiche precedenti, decisamente adatte allo stile di vita italico, quando ancora oggi, viviamo per mezzo di una mentalità da provincia dell’impero?

Così, eccoci ancora a fare i conti con inganni, stereotipi e certezze mentre rabbrividiamo per la non consapevolezza dei controllori. L’inganno delle mafie, un po’ come quello del diavolo, costituito dal fatto di farci credere che esistano solo al Sud. Lo stereotipo idiomatico mal plasmato secondo cui “omertà” è un termine vecchio, fermo alle guerre di mafia degli anni ’90. La certezza che, in questa maniera giocando al sordo del compare, non cresceremo mai.

In queste righe nessun paragone è stato maltrattato. Sono solo alcune riflessioni volanti, perché tanto ciò che doveva succedere è successo, è sotto gli occhi di tutti, cattolici o meno.

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10 Comments

  • giancarlo moretti Reply

    21 agosto 2015 at 9:30 am

    Sia lo stato che la chiesa prendano atto che il fatto è vergognoso. Che nessuno sapesse in un mondo dove anche i sassi parlano è a dir poco ” STUPEFACENTE”. E poi la mafia ormai lo sappiamo tutti è sia nello stato che nella chiesa. Perciò, concludendo questa è l’ennesima conferma che la malavita in Italia fa quello che vuole, e solo i cittadini onesti devono sottostare alle regole. Tutto questo fino a che lo concediamo, poi saranno cavoli vostri.

  • gbravin Reply

    21 agosto 2015 at 9:53 am

    Il Papa e’ anche Vescovo di Roma. Attendiamo vivaci prese di posizione da Papa Francesco, dopo avere stigmatizzato le processioni religiose che si fermavano davanti a case di “mammasantissima”, oppure tutte le altre sue prese di posizione contro malavitosi. Questo [ l’occasione per mostrare a tutti la propria coerenza!

  • Carlo Lauletta Reply

    21 agosto 2015 at 10:03 am

    Forse vado sopra le righe, ma la capitale di uno Stato i cui governanti, per compiacere al capo di un’enclave
    straniera, utilizzano la marina militare per trasferire sul territorio nazionale praticamente la feccia di altri paesi,
    la capitale di un tale Stato, dicevo, non merita alcun rispetto.

  • Monica Cappellini Reply

    21 agosto 2015 at 10:46 am

    Alfano Renzi e co,
    A C A S A ; senza ritorno al mittente

  • Federico Reply

    21 agosto 2015 at 12:03 pm

    Alfano, un giorno sì e un giorno no, ci parla in TV di schiaccianti vittorie e durissimi colpi inferti alla mafia.
    Eccole qua le schiaccianti vittorie, buffone!

  • Corrado Reply

    21 agosto 2015 at 12:20 pm

    Una domanda. Ma se nessuno sapeva vuol dire che vadano i a non era un boss ma una persona qualunque? Strano. È come affermare che isis è una sigla di non so cosa è non un organizzazione terroristica. Ma non mi stupisco. In Italia può succedere questo ed altro. Ultima cosa ma i vigili urbani non sapevano niente neanche loro?

    • Paolo Reply

      25 agosto 2015 at 6:28 pm

      Io non ci credo che non sapevano. Sapevano tutto, eccome. E hanno lasciato fare, da codardi ed impotenti quali sono. E adesso fanno un po’ di “pastetta” davanti ai nostri occhi, a nostro uso e consumo, per cercare di confonderci le idee, per cercare (male e goffamente) di uscirne puliti ed innocenti. Luridi buffoni!!!

  • franca bombelli Reply

    21 agosto 2015 at 7:32 pm

    io non c ero e se c ero, dormivo

  • Paolo Reply

    26 agosto 2015 at 8:52 am

    Si fa un gran parlare, negli ultimi giorni, del funerale di Vittorio Casamonica, elemento di spicco (pare) di un noto e pericoloso clan di zingari della Capitale.

    Premesso che non mi passerebbe neppure nel meandro più nascosto del cervello l’idea di difendere o giustificare in alcun modo l’operato degli zingari di qualunque risma, ritengo utile contribuire alla discussione evidenziando alcuni semplici concetti.

    Primo: in base a quale norma si sarebbe potuto vietare l’afflusso di un numero considerevole di partecipanti ad un rito funebre, ancorchè appartenenti a sodalizi criminali? Mi pare che la Costituzione Italiana, all’art. 18, preveda la libertà per tutti (pregiudicati compresi) di riunirsi pacificamente e senza armi, senza neppure darne preavviso a chicchessia. Il divieto può essere imposto esclusivamente per motivi di ordine pubblico o incolumità pubblica. Ora: un funerale di uno zingaro potente potrebbe mai creare problemi di ordine pubblico o incolumità pubblica? Ma certo che no, anzi: probabilmente in quel momento si concretizzavano le condizioni per cui quella chiesa, o quel cimitero, fossero i luoghi più sicuri del mondo! E allora, di che cosa stiamo parlando? Finchè è il popolo a parlare a vanvera, passi. Ma quando le cazzate le sparano i Prefetti ed i MInistri, la cosa mi inquieta un pochino.

    Secondo: il punto di vista religioso. Chi siamo noi (per mutuare le parole del Papa) per giudicare se Vittorio Casamonica meritasse o meno i funerali religiosi? Accanto alla croce su cui hanno appeso Gesù vi erano due ladroni, dei quali uno è stato accolto nel Regno dei Cieli per opera diretta di chi tiene in mano le chiavi di quel Regno. Spiritualmente parlando, siamo tutti quanti noi così puri da poterci erigere a giudici della spiritualità altrui? I discepoli di Gesù, gli Apostoli, gli stessi suoi parenti terreni erani forse Ministri, Prefetti o Questori, oppure erano persone del popolo, alcune delle quali con precedenti penali, se così si può dire con linguaggio moderno?

    Terzo: il paragone assurdo con il caso Welby. A parte il fatto che si tratta di situazioni totalmente diverse, al sig. Welby era stato proposto (direi quasi scongiurato) non non mettere la Chiesa nelle condizioni di dovergli per forza rifiutare il funerale cattolico. Egli, invece, deliberatamente ha fatto il contrario, palesando tale contrasto il più possibile. Ovviamente la conclusione della vicenda non avrebbe potuto essere diversa. Ma io dico: chi non vuole rispettare le regole del cattolicesimo (che, rammento a me stesso, sono moooolto più blande di quelle della stragrande maggioranza delle altre religioni) faccia semplicemente a meno di professarsi cattolico e di frequentare la Chiesa. Concedere il funerale cattolico a Welby sarebbe stato come iniziare una partita di calcio facendo scegliere le regole ai giocatori e non alla Federazione.

    Quarto ed ultimo: ho la sgradevole sensazione che l’indignazione (falsa ed ipocrita) di tanti politici ed alti funzionari pubblici derivi dal fatto che ai Casamonica non si riesce ad impedire di nuocere mentre sono in vita e, quindi, gli si “pizzica” con spirito vendicativo quando sono morti. Uno squallore senza limiti sopportabili. Così come è obbrobrioso il fatto che un Prefetto scarichi pubblicamente le proprie supposte responsabilità sui propri collaboratori di ben più basso livello. Pietoso, semplicemente pietoso.

    L’unico che, davvero, ci rimetterà la patente di volo per qualche settimana sarà il pilota del famoso elicottero. Lui si, ha commesso una violazione di Legge, in questa vicenda. Ma mi sa che è l’unico.

    Ah, dimenticavo una cosa: il Governo si strappa le vesti dall’indignazione per questa vicenda. Allora la foto che ritraeva l’attuale Ministro del Lavoro Poletti ad una cena in cui era presente tra gli ospiti anche un altro dei Casamonica (attualmente in galera) è già passata nell’oblìo….

    • Federico Reply

      26 agosto 2015 at 8:03 pm

      Sono perfettamente d’accordo su tutto. Il problema non è il funerale ma quello che viene prima. Perché un libero cittadino (o chi per esso) non dovrebbe fare un funerale da capoclan con tutti gli onori se lo Stato, quando era vivo, lo ha lasciato fare il capoclan onorato e rispettato per tutta la vita?
      Il signor Vittorio Casamonica risulta avere la fedina penale del tutto immacolata. Ma dico io: che Stato è uno Stato in cui un capomafia conosciuto anche dai sassi risulta incensurato e pulito come un’educanda in tempi di Quaresima? E questa sarebbe la tanto sbandierata democrazia? Questo è uno schifo totale, altro che democrazia. Democrazia significa “governo del popolo” e il popolo queste cose non le vuole.
      Personalmente non so che farmene di questa democrazia, io preferirei un governo che metta al muro questa gente. Non mi importa che colore ha, mi basta solo che li metta subito al muro, senza tante storie.
      E vedrai che ogni cosa va al suo posto,compresi i funerali.

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