Germania e Portogallo salvano le banche con aiuti pubblici, l’Italia no

1409161367-soldiItaliani sempre più fessi. Dopo la Germania anche il Portogallo salverà una banca con aiuti pubblici. Solo l’Italia ne ha appena salvate quattro utilizzando 800 milioni di euro provenienti dai sacrifici di piccoli risparmiatori.

Scrive il Sole 24 Ore:

Il Portogallo pone rimedio allo stato comatoso del Banif (Banco Internacional do Funchal) con un’iniezione di quasi 2,3 miliardi di euro di fondi pubblici alla banca originaria di Madeira – piccola ma molto importante localmente – che viene venduta al Santander dopo essere stata ripulita degli asset più problematici. Un comunicato diffuso ieri, poco prima della mezzanotte, ha annunciato che «le autorità nazionali, il Governo e il Banco de Portugal hanno deciso la vendita dell’attività del Banif (il cui capitale era detenuto per il 60,5% dallo Stato) e della maggior parte del suo attivo e passivo al Banco Santander Totta per 150 milioni di euro. I vincoli posti dalle istituzioni europee e l’impossibilità di una vendita volontaria del Banif hanno fatto sì che l’alienazione avvenga nel contesto di uno strumento di risoluzione». La Banca centrale ritiene che «a fronte delle circostanze e delle restrizioni la vendita delle attività del Banif, questa è la soluzione che salvaguarda la stabilità del sistema finanziario nazionale e protegge i risparmi delle famiglie e delle imprese, così come il finanziamento dell’economia».

L’operazione «comporta un sostegno pubblico stimato a 2,25 miliardi di euro che mirano a coprire le contingenze future» e che per 489 milioni derivano dal Fondo di Risoluzione alimentato dalle banche che operano in Portogallo e per 1,76 miliardi direttamente dallo Stato. Gli asset problematici della banca saranno trasferiti a un veicolo di gestione di asset. Nel “vecchio” Banif, cioè a carico dei suoi vecchi azionisti – quindi principalmente lo Stato – resteranno «un insieme molto ristretto di attivi che saranno oggetto di una futura liquidazione». La vendita del Banif «ha un alto costo per i contribuenti – ha riconosciuto il primo ministro socialista Antonio Costa, parlando alla televisione portoghese – ma, nel contesto attuale è la soluzione che difende meglio l’interesse nazionale». La Commissione Ue ha indicato di «avere approvato il piano portoghese», precisando che gli aiuti potranno andare fino a 3 miliardi, tenendo conto del costo del trasferimento a un veicolo degli asset problematici, stimati a 422 milioni e di un margine di sicurezza. L’iniezione di denaro pubblico nel Banif d’altro canto compromette l’obiettivo di discesa del deficit sotto il 3% del Pil. Per questo è prevista una riunione straordinaria del consiglio del ministri per approvare un bilancio di rettifica.

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