Girone sta male, ma gli indiani lo dimettono con il placet della Difesa italiana

Foto Roberto Monaldo / LaPresse22-12-2012 RomaCronacaAeroporto di Ciampino - Rientro in Italia per le festività natalizie dei due marò detenuti in India Salvatore Girone e Massimiliano LatorreNella foto Salvatore GironePhoto Roberto Monaldo / LaPresse22-12-2012 Rome (Italy)Ciampino airport - Return to Italy for the Christmas holidays of the two soldiers detained in India Salvatore Girone and Massimiliano LatorreIn the photo Salvatore Girone
Foto Roberto Monaldo / LaPresse22-12-2012 RomaCronacaAeroporto di Ciampino – Rientro in Italia per le festività natalizie dei due marò detenuti in India Salvatore Girone e Massimiliano LatorreNella foto Salvatore GironePhoto Roberto Monaldo / LaPresse22-12-2012 Rome (Italy)Ciampino airport – Return to Italy for the Christmas holidays of the two soldiers detained in India Salvatore Girone and Massimiliano LatorreIn the photo Salvatore Girone
L’ultima disavventura accaduta a Salvo Girone a New Delhi è sintomatica di una situazione di grave indifferenza e totale abbandono del governo italiano per la sorte dei Marò e risponde alla domanda che ancora in molti si pongono sul perchè e per come dopo quasi 4 anni di schermaglie politiche, diplomatiche e legali la loro vicenda sia ben lungi dal concludersi e si prospetti, anzi, un’attesa dai 10 ai 14 anni per giungere alla sentenza definitiva di un tribunale, in India od Italia, chissà, per vederne la fine. Qualche giorno fa Salvatore Girone è stato colpito da una grave forma di febbre dengue, una malattia infettiva tropicale causata dal virus Dengue. Ora noi non siamo dei medici, ma in merito ci siamo informati scoprendo che:

Il virus esiste in quattro sierotipi differenti e generalmente l’infezione con un tipo garantisce un’immunità a vita per quel tipo, mentre comporta solamente una breve e non duratura immunità nei confronti degli altri. L’ulteriore infezione con un altro sierotipo comporta un aumento del rischio di complicanze gravi (e vanno quindi evitate ad ogni costo pericolosissime ricadute, ndr).
La malattia è trasmessa da zanzare e si presenta con febbre, cefalea, dolore muscolare e articolare, oltre al caratteristico esantema simile a quello del morbillo. In una piccola percentuale dei casi si sviluppa una febbre emorragica pericolosa per la vita, con trombocitopenia, emorragie e perdita di liquidi, che può evolvere in shock circolatorio e morte. Non esistendo una vaccinazione efficace, la prevenzione si ottiene mediante l’eliminazione delle zanzare e del loro habitat (ma sicuramente non certo lasciando il paziente nello stesso ambiente in cui ha già contratto la malattia e dove rischia ricadute che potrebbero essere fatali, ndr).

In alcuni pazienti la malattia progredisce in una fase critica, successiva alla normalizzazione della temperatura corporea, che dura tipicamente uno o due giorni (che è esattamente quello che è successo a Girone, per il quale quindi nulla fa al momento escludere che possa entrare in tale fase critica, ndr). Durante questa seconda fase in cui la febbre quasi scompare, si può presentare un accumulo di liquidi nel torace (versamento pleurico) e nell’addome (ascite) in conseguenza dell’aumento della permeabilità dei capillari. Questo può generare una condizione di ipovolemia, spesso associata a disfunzione organica ed emorragie, in particolar modo digestive.

La terapia è di supporto e si basa sull’idratazione in caso di una forma lieve-moderata di malattia. Nei casi più gravi, sulla somministrazione endovenosa di liquidi e sull’emotrasfusione (terapie sanitarie da particarsi in strutture ospedaliere attrezzate, non a casa, ndr).

Questo è il quadro della malattia, vediamo ora invece cosa è successo al fuciliere della Marina Militare. Il 24 agosto scorso, al manifestarsi di febbre fortissima e dolori diffusi, Girone è stato prontamente trasportato al Max Hospital di New Delhi dove gli è stata dignosticata l’infezione dengue e quindi curato di conseguenza. In fretta e furia partono da Roma due medici militari specializzati in immunologia e malattie infettive inviati dallo Stato maggiore della Difesa in India per assistere Girone. In un paio di giorni la febbre si abbassa, ma come abbiamo accennato sopra, questo fatto di per sè non elimina i rischi di pesanti conseguenze qualora insorga la tanto temuta fase critica, che suggerisce un periodo di osservazione seguito da una convalescenza sotto pieno e diretto controllo medico. Recluso per recluso, meglio tenere Girone in un ospedale, o magari ricoverarlo per qualche giorno in una clinica privata decidendo di dare un “durissimo colpo” di qualche migliaio di dollari alle finanze di uno Stato sepolto sotto un debito di 2.200 miliardi di euro.

Invece gli indiani che fanno? Dopo tre giorni dimettono Girone, perchè la febbre è bassa e buonanotte. A questo punto qualcuno si immagina che i virologi italiani siano insorti furenti ed indignati contro tanta frettolosa superficialità e che abbiano spiegato ai colleghi indù quali e quanti rischi corra Salvatore Girone così prematuramente dimesso. Errore, perchè i nostri due bravi virologi, quelli che dovrebbero stare dalla parte del paziente italiano, invece di assistere il fuciliere del San Marco se ne tornano in Italia in quanto, secondo loro, le condizioni di salute del militare sono buone e, come sottolinea e conferma un twitter apparso sul sito del Ministero della Difesa: ” Salvatore Girone è stato dimesso dall’ospedale di New Delhi in buone condizioni di salute. Bravi i medici indiani ed italiani”. Come lo sanno che sta bene se non si attende la conclusione di un congruo periodo di osservazione? Semplice, hanno misurato la febbre col termometro della Marina.

Ma che ne pensa invece il diretto interessato, il paziente, il Marò sequestrato di quello che gli sta capitando? Girone ha reagito con misura, ma anche con ferma determinazione ed ha smentito in modo categorico le notizie che lo danno in “buona salute” ed ha spiegato: “Il mio stato di salute non è dei peggiori, ma ci tengo a sottolineare che ad oggi non mi sento neanche così in forma come ero prima di contrarre la malattia virale dengue. Sono ancora ammalato. I valori del mio sangue non sono perfetti come lo erano prima, ho le transaminasi del fegato sballate e altri valori del sangue non ancora nella norma, fra giramenti di testa e senso di destabilizzazione“. Ha poi sottolinato il militare: “Ci vorrà ancora del tempo affinché tutto torni alla normalità; per far sì che questo possa avvenire nel migliore dei modi dovrei seguire delle cure e una dieta sana, con una meritata convalescenza e riposo psicologico”. Possibilmente in Italia aggiungiamo noi interpretandone l’ovvio desiderio, purtroppo destinato a rimanere tale.

La decisione di far rientrare i due medici, spiega lo Stato Maggiore Difesa, è stata presa “a seguito della dimissione del fuciliere di Marina dall’ospedale di Nuova Delhi dopo i controlli finali che avevano indicato che le condizioni di salute erano rientrate nei parametri di normalità (cosa smentita da Girone referti alla mano, ndr) senza alcun problema di carattere clinico e di analisi”. Aggiunge infine il comunicato della Difesa che i due specialisti militari, durante il periodo in India, “hanno collaborato con i colleghi indiani che hanno seguito il decorso della malattia condividendo valutazioni e terapia”. Amen. Girone rimane seppellito laggiù, gli indiani possono farne quello che vogliono perchè per loro, ma anche per i medici militari italiani, lui “sta bene” e chissene frega delle cautele che il caso imporrebbe, dei pericoli di ricaduta, dei dolori alle ossa e dello stato psicomentale da stress di un detenuto che non sa nemmeno perchè lo detengano.

Se neanche gli italiani lo “liberano”, o tentano di liberarlo, non possiamo aspettarci che lo facciano gli indiani. Il ruolo attuale di Girone al momento non è neanche più quello di indagato con custodia cautelare a “tempo indeterminato”, ma quello di un ostaggio vero e proprio. Ed i sequestri si sa quando hanno inizio, ma mai quando e come si concludono. Un sequestro per il quale abbiamo già versato 1.140.000 dollari Usa, di cui 300mila versati alle famiglie delle vittime perchè soprassedessero dal costituirsi parti civili. Inziativa, questa, del pluripensionato d’oro messer Monti, senatore della Repubblica a vita, che ha messo in cattiva luce gli ignari Marò, quasi una ammissione di colpa conto terzi da cancellare col vil denaro, come rientra nella logica prevalente del vampiro del varesotto per cui tutto si compra, e non con fondate argomentazioni difensive. Tutte cose queste che hanno pesato sulla decisione del tribunale di Amburgo di non sindacare sulla decisione degli indiani di trattenere i Marò: “Perchè dovremmo intervenire noi se l’Italia, che ora ne chiede la liberazione, glieli ha consegnati tre volte?” si sono detti i giudici in camera di consiglio. Come dar loro torto?

A New Delhi temono che con i due Marò contemporaneamente in Italia rischiano seriamente di non vederli più. I precedenti dimostrerebbero il contrario, che i loro timori sono infondati perché noi abbiamo fatto fare 80 km di mare in più alla Lexie per servirglieli belli che impacchettati su un piatto d’argento, e poi li abbiamo ripetutamente “estradati” verso l’India alla scadenza dei permessi temporanei loro concessi. Però gli indiani non sono scemi e sanno che stavolta sarebbe Girone, se fosse lasciato tornare, a rimanere in Italia insieme a Latorre, non questi a tornare in India. Se non troviamo una soluzione rapida per Girone, neanche ci vogliamo pensare a quello che potrebbero fargli gli indiani per ritorsione quando a gennaio del 2016 Max Latorre non prenderà quell’aereo per New Delhi.

Rosengarten

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Romana, 19enne, studentessa al Department of Economics presso Primaria Università Usa, ama la discomusic, la storia, la natura selvaggia, gli animali e la finanza etica, ma soprattutto viaggiare. Abituata a lottare contro due fratelli più grandi per trovare uno suo proprio spazio vitale, formazione cattolica, schierata a destra, idealista si contrappone al dissoluto materialismo dilagante di una sinistra immorale, rozza e corrotta. Nel tempo libero si diletta in cucina. Tanti, troppi amici, poco tempo da dedicare a loro.

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2 Comments

  • Ben Reply

    10 settembre 2015 at 12:55 am

    posso dire solo che siamo nelle mani di delinquenti, vigliacchi, assassini e comunisti!!

  • Monica Cappellini Reply

    10 settembre 2015 at 8:04 am

    Mi spiace per questo Maro’; ma che sia la volta che rientra punto e fine.
    Si è capito che se una persona a servizio dello stato italiano non sta per morire non interessa =GOVERNO DI BASTARDI MALEDETTI

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