Gli attentati del Ramadan

606x340_192908Anche questo venerdì, come spesso accade durante il ramadan. c’è stata la quotidiana drammatica razione di attentati di matrice islamica. Prima in Kuwait, poi in Francia ed in Tunisia.
Sdegno e cordoglio sono ovviamente da tutti condivisi, e chi non potrebbe, ma la reazione delle autorità francesi da la cifra di come sia vulnerabile il mondo occidentale perché, se non si riconosce il nemico, non lo si può di certo sconfiggere.

Pochi minuti dopo la notizia dell’attentato il ministro degli interni Francese si è affrettato ad affermare “nessun elemento corrobora per ora la teoria dell’implicazione dello Stato Islamico” poi, di fronte alla terribile evidenza dei fatti, le autorità hanno dovuto fare marcia indietro e hanno cominciato a parlare di un “atto di terrorismo” anche se non hanno mai usato l’aggettivo “islamista”.
La stessa cosa è accaduta in occasione dell’attentato di Graz di sabato scorso. Un uomo di origine bosniaca si è lanciato sui passanti con un SUV, ne ha uccisi tre ed è sceso dall’auto brandendo un coltello, a perfetta emulazione di quanto fanno i “martiri palestinesi” contro i civili in Israele. Anche in questo caso le autorità hanno, a caldo e secondo quanto riportato dal sito del Corriere, escluso “l’attentato terroristico e il movente del «fanatismo»” perché il 26enne “soffrirebbe di problemi psichici”. Poi, almeno sui giornali italiani, più nulla.

Si tratta di una sorta di riflesso pavloviano che ci porta a negare che l’ondata di attentati degli ultimi decenni sia legata ad un problema reale che c’è all’interno dell’Islam, ma a ridurre il tutto a “lupi solitari”, “malati psichici” o a “travisatori del vero Islam”, moderna versione dei “compagni che sbagliano”. O ancora ci si limita a giustificare il terrorismo con le guerre di Bush, anche se l’ondata di attentati contro gli occidentali in genere, e i cristiani in particolare, non è cominciata dopo l’invasione dell’Iraq nel 2003 da parte degli americani, come alcuni vogliono far credere, ma risale molto più indietro nel tempo, almeno al 23 ottobre del 1983, quando due camion bomba uccisero a Beirut 241 Marines americani e 58 militari francesi entrambi appartenenti alle forze di pace schierate in Libano dalle UN.
Da molti questa posizione viene presa un po’ per paura fisica delle ritorsioni dei tagliagole ma, molto più spesso, per paura dei “taglialingue” del politicamente corretto, come li chiama Allam, subito pronti a denunciare o ad esporre al pubblico ludibrio chiunque sia sospettabile di islamofobia. Altri, siano cattolici pauperisti orfani della Teologia della liberazione o uomini della sinistra, sposano il mainstream perché una diversa narrazione potrebbe minare i propri convincimenti sociologici e politici.
Sembra una sorta di déjà vu dell’inizio degli anni di piombo, epoca in cui le BR venivano definite una “favola per bambini scemi o insonnoliti” da Giorgio Bocca, e il vecchio vizio di non voler vedere la matrice di una parte del terrorismo, e quale sia il suo brodo di coltura, è rimasto. Allora perché si era compagni nel Comunismo, oggi perché affini in una visione del mondo occidentale e capitalistico come causa di tutti i mali dell’orbe terracqueo.

Sarebbe invece ora di smetterla di considerare i musulmani come dei “lontani cugini” un po’ bislacchi, che vivono secondo strane regole, e di cominciare a pretendere che abbandonino le interpretazioni ortodosse dell’Islam o che almeno condannino in maniera credibile i continui atti di violenza, anche perché, e i 5 milioni di musulmani francesi sono li a testimoniarlo, non sono poi così “lontani”.
È il cammino intrapreso da al Sisi nel suo discorso tenuto all’università al Azhar del Cairo, quando invocava una “rivoluzione religiosa” e si chiedeva “è mai possibile che un miliardo e 600 milioni di persone possano mai pensare di riuscire a vivere solo se eliminano il resto dei 7 miliardi di abitanti del mondo? No, è impossibile”.
È la tesi del patriarca di Baghdad Sako che, in una intervista rilasciata a Il Foglio, affermava “tutti i musulmani dicono che l’Isis non rappresenta l’islam, che il Fronte al-Nusra non rappresenta l’islam, che al Qaida non rappresenta l’islam. Ed è vero, chiaramente. Ma queste ideologie perpetrano i loro crimini nel nome dell’islam e della sua purezza. E’ per questo che la debolezza delle reazioni della comunità musulmana ufficiale è molto scioccante”.

Ed è anche quanto ha detto David Cameron nel discorso del 20 giugno in cui analizzava le cause della radicalizzazione di tanti giovani musulmani inglesi. “La causa è ideologica. Si tratta di una ideologia islamista estrema, che dice che l’Occidente è cattivo, che la democrazia è sbagliata, che le donne sono inferiori, che l’omosessualità è un male, che la legge religiosa prevale sulla legge dello stato e il Califfato prevale sullo stato nazione, e che la violenza è giustificata – anzi incoraggiata e richiesta – per vincere”. Cameron ha accusato parte della comunità musulmana inglese di perdonare, in sordina e senza dare nell’occhio, le idee estremiste dello Stato islamico. “Non si oppongono, sempre con discrezione e senza arrivare a invocare la violenza, però accettando molti degli stessi pregiudizi” ed ha aggiunto “Il desiderio di passare la patata bollente non è solo ostinatamente sbagliato e ipocrita, permette anche all’estremismo di prosperare. Invece di puntare all’infinito il dito contro gli altri, le comunità musulmane dovrebbero assumersi le proprie responsabilità”.

Pietro Torri

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Mezzo lombardo e mezzo emiliano, sperando di aver preso il meglio di entrambi. Appassionato di politica e di Difesa perché, non seguendo il calcio, un hobby devo pur averlo.

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3 Comments

  • giuseppe Reply

    28 giugno 2015 at 8:33 pm

    Come volevasi dimostrare l’attentato di Graz é stato di matrice islamica, l’attentatore é stato definito dai media occidentali, come uno con dei problemi psichici, ma lo sono tutti quelli che osservano il Corano-Sharia e quindi lo é l’attentatore della Tunisia, quello kuwaitiano, quelli che adorano la setta islamica e via dicendo, il problema non sta in quello che fanno gli islamici, ma come noi li giustifichiamo, problemi psichici. No, sono fedeli esecutori delle volontà di Maometto.

  • giuseppe Reply

    28 giugno 2015 at 8:43 pm

    State attenti quando passeggiate per le strade…….. ci puo’ essere un islamico che vi segue, come a Graz!

  • Aldo Reply

    13 settembre 2015 at 9:30 pm

    L’Islam non può essere praticato in Italia perché la Costituzione repubblicana vieta ogni discriminazione razziale,religiosa e di genere mentre queste sono regole per gli islamici.Solo se rinunciano alle loro pratiche coraniche pozioni essere integrati nella società italiana.Amen

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