Guerra in Yemen: preludio di un conflitto più ampio?

myemenIn merito alla nave mercantile sequestrata i giorni scorsi dalla Marina Militare iraniana, il Governo di Teheran ha, tramite l’agenzia di stampa IRNA, comunicato che:”Secondo l’Organizzazione delle pubbliche relazioni dell’ufficio di navigazione e dei porti, il sequestro del natante è stato ordinato in base ad una denuncia presentata da una società privata denominata “Pars-Talaeeyeh Oil Products Company” contro Maersk Shipping Line che è stata condannata al risarcimento dei danni finanziari.
Nel quadro della legge e dei regolamenti nazionali e internazionali la sentenza del tribunale è stata notificata all’ufficio della navigazione e dei porti, in quanto organo nazionale di governo per gli affari marittimi che ha incaricato la guardia costiera ad operare il sequestro.
L’organizzazione governativa ha sottolineato che la questione è solo una causa legale e non ha nulla a che fare con questioni politiche”.
Questa la versione ufficiale di Teheran ma facendo un salto indietro, secondo fonti israeliane il mercantile imbarcava 34 marinai americani e persino il natante era americano. Inoltre sondando gli avvenimenti “bellici” accaduti pochi giorni prima del sequestro, si scopre quanto segue.

Tra le marine militari degli Stati Uniti e dell’Iran, lunedì notte, vi è stato un vero “faccia a faccia”, più precisamente, tra le navi di Teheran e la USS Theodore Roosevelt mentre, quest’ultima, era in navigazione verso il Golfo di Aden per unirsi alla forza navale americana composta da nove navi da guerra con la missione di intercettare eventuali navi iraniane che trasportano armi per i ribelli Houthi dello Yemen. La USS Roosevelt è stato spedita dal Golfo Persico per intercettare una flotta iraniana composta da 8-9 navi dirette verso il Golfo di Aden con forniture militari per i ribelli.

La Roosevelt è accompagnato da un cacciatorpediniere della marina militare e altre navi da guerra americane, tra cui l’incrociatore lanciamissili USS Normandy. Le navi da guerra degli Stati Uniti stanno portando delle squadre delle forze speciali in accordo con le risoluzioni delle Nazioni Unite.
L’arrivo della portaerei segna un l’alleanza attiva degli Stati Uniti con l’ Arabia Saudita e l’Egitto che è stato approntato intorno alle coste yemenite, sottolineando la volontà di Washington di prevenire qualsiasi tentativo da parte di navi da guerra iraniane di rompere il blocco navale, e svela il coinvolgimento degli Stati Uniti nel contrastare le forze ribelli sciiti in Yemen.
Il 10 aprile, fonti bene informate, hanno sollevato la possibilità di scontri tra la marina dell’ Arabia Saudita e dell’Iran, dopo che il portavoce dell’esercito saudita, Brigadiere Generale Ahmad Al-Assiri, ha avvertito: “navi iraniane hanno il diritto di essere presenti in acque internazionali, ma non sarà loro permesso di entrare nelle acque territoriali yemenite”.
Lo stesso giorno, Washington ha annunciato che la US Air Force aveva cominciato le missioni di rifornimento aereo per le forze della coalizione che conducono attacchi aerei per arginare i progressi dei ribelli Houthi.

Lunedì 20 aprile l’ambasciatore saudita a Teheran è stato convocato al ministero degli Esteri iraniano al quale è stata presentata una formale protesta contro il governo di Riyadh a causa dei suoi bombardamenti aerei nel quartiere della capitale Sanaa vicino all’ambasciata iraniana. Non ci sono state vittime, ma l’edificio è stato danneggiato. L’Arabia Saudita ha dichiarato che il suo obiettivo era il più grande arsenale di armi Houthi nella città, che si trovava molto vicino all’ambasciata iraniana.
Questa protesta è stata indirettamente rivolta a Washington, in quanto anche gli Stati Uniti non hanno fatto mistero di fornire alla Saudi Air Force le informazioni di intelligence utili per i suoi attacchi contro gli sciiti yemeniti.

Intanto, poche ore fa, il vice comandante della Marina Militare iraniana, l’ ammiraglio Mahmoud Mousavi ha dichiarato che la 34a flotta sta pattugliando le acque dello Stretto di Bab Al-Mandab, sottolineando che la 34ma flotta, che comprende la nave logistica Bushehr e la fregata Alborz, per una missione di 90 giorni tra il Golfo di Aden e lo Stretto di Bab al-Mandab
Mousavi inoltre dichiarato che la missione è garantire la sicurezza delle navi iraniane che navigano in alto mare nel quadro delle azioni di prevenzione e sicurezza contro la pirateria.
Negli ultimi anni, Marina iraniana ha aumentato la sua presenza in acque internazionali per proteggere le rotte navali e garantire la sicurezza per le navi mercantili e petroliere.
In linea con gli sforzi internazionali contro la pirateria, la Marina iraniana sta anche conducendo pattugliamenti nel Golfo di Aden dal novembre 2008 al fine di salvaguardare le navi mercantili e le petroliere di proprietà, o in leasing, dell’Iran o di altri paesi.
Marina iraniana è riuscita a sventare diversi attacchi contro navi petroliere iraniane e di altre nazionalità durante le sue missioni in acque internazionali.

Nel frattempo il Pentagono, dopo aver fatto distruggere dall’aeronautica saudita il consolato russo a Sanaa, presso il quale operava l’intelligence iraniana di concerto con gli uomini dell’FSB che da sempre controllano lo Stretto di Bab Al-Mandab, stanno ammassando altre navi, e unità militari, nei pressi dell’isola di Masirah a largo delle coste dell’Oman e nei pressi dell’isola yemenita di Socotra, giusto all’imbocco del Golfo di Aden. Pare che Obama si stia preparando ad n vero e proprio “braccio di ferro” con Russia e Iran ma dagli esiti assai incerti.

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