Hunter killer USA eliminano terroristi in Somalia

DSC01049Un Hunter killer degli Stati Uniti, il dodici marzo scorso, ha attaccato un veicolo blindato con a bordo Adan Garar, responsabile del coordinamento di tutte le operazioni esterne di Al-Shabaab, cellula somala di Al-Qaeda dal 2012 ed allineata con l’Isis e Boko Haram.\Oltre ad Adan Garar, a bordo dei veicolo si trovavano altre tre persone dell’organizzazione. Il drone ha identificato il mezzo a sud della Somalia, lanciando contro di esso tre missili Hellfire. La conferma arriva dal Pentagono. Il drone, che ha sorvolato la zona per alcuni minuti dopo l’attacco, ha identificato il corpo del terrorista. Quest’ultimo non è morto sul colpo, ma è deceduto per le ferite riportate. Garar è la mente del massacro avvenuto al centro commerciale Westgate Mall di Nairobi, in Kenya, il 21 settembre del 2013. Secondo i media locali, molti dei 67 ostaggi uccisi dai terroristi furono trucidati perché non seppero rispondere ad alcune domande poste sul Corano. Furono ferite anche 200 persone.

Il gruppo, che rivendicò l’attacco, definì l’attentato come una risposta alla decisione del governo keniota di inviare truppe in Somalia per combattere i fondamentalisti. Lo scorso febbraio, il ramo mediatico di Al-Shabaab ha pubblicato un video, sollecitando attacchi contro i centri commerciali negli Stati Uniti, Canada e Regno Unito. Il gruppo di Al-Shabaab (con roccaforte nei pressi della città di Chisimaio) è dal 2006 in lotta con il governo centrale per imporre uno Stato islamico in Somalia. Il paese è senza un governo efficace dal rovesciamento del Partito socialista rivoluzionario avvenuto nel 1991.

Il governo federale riconosciuto controlla solo la capitale Mogadiscio e parte della Somalia centrale. Le altre aree del paese sono in mano ai vari signori della guerra. Il leader di Al-Shabaab, Ahmed Abdi Godane, è stato ucciso in un attacco avvenuto lo scorso settembre. L’eliminazione è stata confermata così come anche quella di un altro leader conosciuto solo con il nome di Abdishakur, avvenuto lo scorso dicembre. Ahmed Abdi Godane Ahmed Abdi Godane è stato ucciso il cinque settembre dello scorso anno insieme ad altri undici miliziani. Tra questi si trovavano un’altra figura di alto profilo, un ufficiale finanziario ed uno stratega militare. Contro il convoglio furono inviati due Hunter Killer che lanciarono nove missili Hellfire ed una bomba guidata. Gli Stati Uniti, nel 2012, misero sulla testa dell’emiro Ahmed Abdi Godane una taglia di sette milioni di dollari.

Godane divenne il numero uno di al-Shabab dopo l’eliminazione del suo predecessore, ucciso in un raid aereo americano nel 2008. L’attuale leader di Al-Shabaab è Ubeyda Ahmed Omar che, al momento del suo insediamento, ha promesso attacchi di rappresaglia a Mogadiscio. La Jihad non sì fermerà con la morte di Godane – scrissero in un comunicato stampa dall’organizzazione terroristica – il nostro nemico proverà grande angoscia. Curioso anche il modo in cui si accede al gruppo Al-Shabaab. I futuri terroristi devono prima superare un corso base di sei settimane per poi essere inviati per la formazione avanzata in tattiche di guerriglia ed esplosivi in uno dei tanti campi di addestramento (finanziato dai pirati somali) in Eritrea.

Franco Iacch-Difesaonline
(foto: General Atomics)

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