I rapporti tra Banca Etruria e il papà di Matteo Renzi

banca-etruria-commissariataVi proponiamo questo articolo del Corriere della Sera che evidenzia i rapporti tra i vertici di Banca Etruria e la famiglia Renzi e parla anche del vecchio management di Banca Etruria, di cui il papà di Maria Elena Boschi faceva parte.

di Fabrizio Caccia per il Corriere della Sera

LATERINA (Arezzo) Dalla bella casa rosa di via Fabbrica ora trapela soprattutto amarezza: «Proprio non immaginavo che sarebbe finita così», si sfoga «il Boschi», come chiamano familiarmente qui in Toscana il papà della ministra Maria Elena. Pier Luigi Boschi, 65 anni, dalla sua tenuta de «Il Palagio», si confida al telefono con un altro ex altissimo dirigente di banca Etruria, come lui commissariato a gennaio scorso dopo il tremendo crac finanziario. «Fino all’ultimo provammo a raddrizzare la barca – così il collega di sventura ricostruisce adesso il pensiero espresso dall’ex vicepresidente dell’Etruria nel colloquio avuto -. E facemmo senza dubbio del nostro meglio, stavamo anche pensando a un’aggregazione in extremis con una popolare dell’Emilia-Romagna, ma la barca era ormai irraddrizzabile, gli errori purtroppo erano già stati fatti prima di noi».

Don Mario Ghinassi, il parroco della chiesa dei santi Ippolito e Cassiano, in piazza della Repubblica, si aspetta l’arrivo del Boschi questa mattina per la messa delle 11, accompagnato come ogni domenica dalla moglie Stefania Agresti (preside di una scuola superiore del Valdarno ed ex vicesindaco del paese) e dal figlio Emanuele, anch’egli ex Banca Etruria, che li renderà nonni l’estate prossima.

Emanuele e Pier Luigi Boschi, a Laterina, sono soci della Confraternita del Santissimo Crocifisso, fanno la carità agli indigenti e ogni anno, con la loro cappa bianca, sfilano nella processione del Venerdì Santo. Don Mario, però, non vuole commentare i fatti relativi a quest’altra loro personale Via Crucis: «Qui da noi si dice che bisogna fare 100 passi insieme a una persona e mangiare con lei tanto sale, prima di giudicare. E il Boschi è un brav’omo…».

Intanto, però, il consigliere regionale toscano di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, solleva anche il caso dell’ultimo presidente di Banca Etruria, Lorenzo Rosi, che dopo il commissariamento dell’istituto sarebbe diventato con la sua Nikila Invest socio della Party srl di Tiziano Renzi, il papà del presidente del Consiglio, che costruisce outlet in varie città. E l’amministratrice di questa società sarebbe la mamma del premier, la signora Laura Bovoli. «Il problema però – accusa Donzelli – è il fatto gravissimo che i genitori del capo del governo abbiano volontariamente omesso di citare le loro reali cariche societarie nella dichiarazione che devono alla presidenza del Consiglio. Sul sito di Palazzo Chigi non ve n’è traccia. In un Paese normale, Matteo Renzi si sarebbe già dovuto dimettere».

Gli echi di questa nuova velenosa polemica, però, arrivano molto attutiti a Laterina, dove nel silenzio dei campi di fragole i concittadini di Pier Luigi e di sua figlia Maria Elena, mentre fanno scudo compatti intorno alla famiglia del ministro, spiegano che i loro problemi sono altri: «Il ponte sull’Arno da rifare, le fabbriche dell’oro che per metà hanno chiuso…», così li elenca il farmacista Stefano Bellezza, consigliere dell’opposizione di centrodestra. Già, anche l’opposizione qui si mostra solidale con Boschi senior, l’ex democristiano che tentò di diventare sindaco due volte a Laterina senza riuscirci. L’ex presidente della cantina sociale del Valdarno e della Confcooperative di Arezzo. L’amico dei contadini che è contadino pure lui, «uno che sale sugli alberi per potarli» – raccontano – e infatti si fece pure due mesi d’ospedale dopo essere caduto da una scala, ricorda l’assessore all’Urbanistica e suo amico d’infanzia, Alberto Severi, un tempo insieme nella Margherita. «A Laterina poi la Banca Etruria neppure c’è — concludono al bar Sandy, all’inizio di Corso Italia —. L’unica filiale qui è del Montepaschi. Forse per questo la maggior parte di noi s’è salvata».

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8 Comments

  • Giovanni Bravin Reply

    13 dicembre 2015 at 11:27 am

    Banca Etruria collusa col papà di Matteo Renzi!
    Ma guarda un po’!
    Abdreotti, disse: “A pensare male, si fa peccato, ma spesso ci si azzecca!”
    Le altre TRE banche, servivano per distogliere l’attenzione dall’Etruria oppure hanno altro da nascondere?

  • Federico Reply

    13 dicembre 2015 at 1:12 pm

    Quando le cose sono ovvie non servono tante inchieste giornalistiche, né serve intervistare gli abitanti, basta disporre di un minimo di intelligenza ed osservare le premesse. Le premesse sono le seguenti:
    c’è un’impresa in crisi, quella del signor Renzi (padre). Come si sa, le imprese in crisi hanno disperato bisogno di sostegno finanziario e di trovare qualche banca disposta a darglielo. Nello stesso luogo dell’impresa in crisi c’è una banca che si chiama Banca Etruria. Banca Etruria ha come vicepresidente il signor Boschi (padre) e come dirigente dell’Ufficio Prestiti il signor Boschi(figlio). I signori Boschi (padre e figlio) sono rispettivamente padre e fratello della signorina Boschi (figlia). La signorina Boschi (figlia) è un’amichetta di gioventù del signor Renzi(figlio)il quale, da presidente(non eletto) del consiglio dei ministri, ha nominato ministro la sua amichetta Boschi,in forza di che cosa lo sa solo lui,visto che la signorina Boschi è sconosciuta alla politica.
    Bene, date queste premesse, il signor Renzi (padre) titolare dell’azienda in crisi, non va a farsi prestare i soldi da una banca di fatto diretta dai signori Boschi (padre e figlio)? E i signori Boschi (padre e figlio), non prestano i soldi al signor Renzi(padre)? E il signor Renzi(padre), sempre più in crisi, restituisce i soldi alla banca? E, quando la banca fallisce, il signor Renzi (figlio) capo del governo, non fa il favore alla signorina Boschi (figlia) di salvare la banca e il posto di lavoro ai signori Boschi(padre e figlio)? E, per non dare troppo nell’occhio, non salva anche qualche altra banca, basta solo che non sia troppo lontana e fuori regione-rossa come è, invece, Veneto Banca?

    Spero solo che tra i risparmiatori che hanno perso tutto ci siano molti sostenitori dei Renzi e dei Boschi e che possano riflettere sul fatto che Berlusconi ha sempre protetto i risparmiatori, che non ha mai fatto rapine in banca in stile amato, che non ha mai salvato le banche con i soldi degli altri e, soprattutto, che le troie se le è sempre pagate con i soldi suoi.

    Date

    • Frank Reply

      14 dicembre 2015 at 5:33 am

      Ciao Federico,
      come sempre arguto, esauriente, preciso e del tutto condivisibile!
      Buona giornata prof.

      • Federico Reply

        14 dicembre 2015 at 10:09 am

        Ciao Frank,

        sono contento di sentirti sempre vicino come presenza e come idee.

        Buona giornata anche a te!

    • Giovanni Bravin Reply

      14 dicembre 2015 at 9:50 am

      Spesso le cose avvie e palesi, ci vengono censurate, oppure cadono nell’oblio collettivo (imposto).
      Due esempi: nel settembre 2014, ci fu un dirigente del ministero delle finanze che si impiccò a Roma, “impiccandosi” ad un termosifone! Questa notizia sparì il giorno dopo, e del morto non si seppe nemmeno il cognome o la data dei funerali. Impiccarsi ad un termosifone????
      A Falconara M. (AM) due aerei Tornado, in esercitazione, si scontrarono e l’equipaggio morì. Dopo le cerimonie alla base di Ghedi (BS) non si ebbero altre notizie! In questo caso: censura militare!

      • Federico Reply

        14 dicembre 2015 at 10:18 am

        La mia idea (PERSONALISSIMA) su quei due aerei e che si sono dati appuntamento fuori rotta e fuori vista per giocare un po’ a rimpiattino. Nessun sabotaggio, nessuna evenienza estremamente rara di uno scontro casuale in volo. Soltanto un gioco finito male.
        Forse è per questo che ne parlano poco.

        • Giovanni Bravin Reply

          14 dicembre 2015 at 11:15 am

          Molti fatti sono stati coperti dalla censura militare, e dobbiamo adattarci, anche al fatto che questo incidente sia avvenuto su aerei dotati di elettroniche e radar che permettono di volare a bassa quota e seguendo la morfologia del terreno. Ma tant’è. Invece NON GIUSTIFICO il suicidio di un dipendente pubblico, che sarebbe avvenuto impiccandosi ad un termosifone! Evidentemente abbiamo politici che ritengono, a torto, che siamo pronti ad accettare TUTTO senza pensarci…..

    • de blasi Reply

      21 dicembre 2015 at 9:05 am

      una analisi perfetta bravo

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