I “ricchi contratti di Expo” rifiutati. Giovani pelandroni? No, giornalisti disonesti e superficiali

Immagine 2Oggi l’Italia si è risvegliata con una notizia choc: i giovani d’oggi non hanno voglia di lavorare.
Sono viziati e si permettono pure il lusso di rifiutare un ricco contratto di 1300-1500 euro al mese offerto da Expo. Tutti i giornali ne parlano, la radio pure. E l’indignazione sui social network non si è fatta attendere. “Parassiti”, “meritano di morire di fame”, “buoni a nulla”.
Giudizi senz’altro frettolosi, alimentati da una campagna stampa discutibile. Sono le stesse testate e i giornalisti ha formulare ipotesi in realtà prive di riscontro: “stipendi troppo bassi”, “turni massacranti”, “desiderio di non rinunciare alle vacanze”. Uno schiaffo alla povertà e alla disoccupazione, insomma. Secondo le cattive penne.

In realtà sono gli stessi giornalisti a non fornire sufficienti informazioni. Non si sa quali fossero i profili professionali richieste, le mansioni, le reali tipologie contrattuali. E, ovviamente, non vi è alcuna certezza sulle motivazioni dei “rifiuti”.
Sappiamo solo ciò che viene scritto: un’agenzia interinale, la Manpower, ha selezionato 646 giovani under 29 a fronte di ben 27.000 richieste pervenute. Costoro avrebbero dovuto occuparsi dei padiglioni espositivi di Expo 2015. Come detto, nient’altro viene specificato, neppure sulle mansioni e le competenze richieste.
In realtà capiamo anche che i 1300-15000 euro citati nei titoloni sono il compenso mensile massimo. Ci sono anche stipendi inferiori. E non di poco, come vedremo.

La semplice lettura dei vari articoli fa sorgere qualche dubbio. Innanzitutto 646 persone che vengono selezionate vincendo una “concorrenza” di ben 27.000 rappresentano verosimilmente figure di un certo prestigio. Avranno senz’altro un buon curriculum e significative esperienze lavorative alla spalle. Molto probabilmente, non hanno alcun bisogno di lavorare. Hanno già un lavoro ben retribuito, oppure l’hanno trovato durante la selezione.
Non tutti quelli che presentano la propria candidatura presso le agenzie interinali sono disoccupati alla disperata ricerca di un lavoro. Alcuni, semplicemente, desiderano qualcosa di meglio, oppure fare nuove esperienze, sondare il terreno.
Potrebbe essere stato il caso dei 646 selezionati, un’élite in mezzo a un oceano di 27.000 domande. Semplicemente, il lavoro in Expo non faceva al caso loro, per vari motivi: un’altra occupazione meglio retribuita oppure più stabile e sicura rispetto ad un lavoro stagionale di sei mesi.

Lo stesso vale per la seconda ondata di selezionati, poi la terza e la quarta e così via. Quello che sappiamo dalla Manpower è semplicemente che “non è stato facile trovare 600 profili” perché i primi selezionati rifiutavano, non si presentavano, si defilavano. Ma non c’è alcun elemento per sostenere l’ipotesi che i motivi alla base fossero la pigrizia o il desiderio di non rovinarsi le vacanze.

Esilaranti alcuni titoli, come quello dell’Huffington Post: “Si lavora troppo, tenetevi i 1500 euro”. Un virgolettato che farebbe pensare a una dichiarazione di uno dei giovani “Choosy”, in realtà nessuno ha pronunciato questa frase.
Anzi, proprio all’Huffington Post ha risposto una giovane selezionata e “choosy”.

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Stando al dettagliato commento di questa ragazza in risposta all’Huffington Post (ma anche Il Corriere, Repubblica, Giornalettismo e altri non hanno scherzato affatto), non tutti gli stipendi promessi erano di 1500 euro al mese. Nel suo caso, solo 500 per occuparsi di comunicazione e social network. Una schiavitù.
Ma non è neppure per il misero stipendio che la ragazza ha rifiutato, bensì per evidenti problemi organizzativi in fase di selezione. E soprattutto, per il fatto che già aveva un’occupazione. Evidentemente, la sua candidatura in Expo era solo un sondaggio per valutare un’opportunità.

Altro che choosy. I giovani d’oggi sono già abbastanza bistrattati. Fomentare campagne stampa sulla base della superficialità di certi giornalisti, loro sì cattivi professionisti, non è corretto.

Riccardo Ghezzi

Riccardo Ghezzi1205 Posts

Giornalista pubblicista, scrive di sport e politica su testate locali piemontesi. Appassionato di politica da sempre, ha un unico pregio: non essere mai stato di sinistra in vita sua

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11 Comments

  • fabrizio60 Reply

    22 aprile 2015 at 1:10 pm

    l’unica cosa sicura dell’Expo è l’impeccabile organizzazione, il complesso è ancora un cantiere, coloro che dovrebbero lavorarci vengono convocati una settimana prima dell’apertura, ecc non c’è che dire, i presupposti per un disastro e per l’ennesima figura di m…. planetaria di sono tutti

  • gbravin Reply

    22 aprile 2015 at 1:25 pm

    Sig. Ghezzi, il Suo articolo e l’intervento di Mapu, sono la prova che si tenta di addossare a tutti gli altri, il fallimento proprio. L’EXPO 2015 inizierà con padiglioni non ultimati, mancanza di personale, etc. L’Italia non aveva bisogno di una manifestazione tipo EXPO, e trarranno benefici solo quelli che riceveranno emolumenti per servizi o fronte fatture di fornitura, oltre ai proprietari dei terreni che si vedranno le loro proprietà tramutate da uso agricolo a terreni edificabili dai comuni di Rho e Pero…

  • marco Reply

    22 aprile 2015 at 3:29 pm

    Mi scusi Dott. Ghezzi, ma quando ci vuole … ci vuole. Lei scrive: “Sono le stesse testate e i giornalisti a formulare ipotesi in realtà prive di riscontro..”. Io dico: Sono le stesse teste di .azzo (i giornalisti) a formulare ipotesi in realtà prive di riscontro. E poi ci chiediamo come mai l’informazione del belpaese è agli ultimi posti? Basta guardare RAI, MEDIASET, Corriere, Repubblica, Stampa, ecc. quale informazione forniscono. Tutti al servizio del padrone di turno …..

  • Alessandro Maurizi Reply

    22 aprile 2015 at 3:39 pm

    e quando mai i giornalisti sono corretti e completi nel dare informazioni? Le redazioni sono ormai, da troppo tempo, solo fabbriche di “notizie” tendenti solo a fare presa emotiva sull’opinione pubblica, che da par suo recepisce acriticamente quanto legge.

  • massimo Reply

    22 aprile 2015 at 3:39 pm

    Scusate, ma questa per spendere 350 euro di abbonamento ai mezzi pubblici da dove veniva per lavorare all’EXPO, direttamente dalla Cina???

    • gbravin Reply

      22 aprile 2015 at 5:20 pm

      Per Massimo. Anche a me la cifra per l’abbonamento è sembrata eccessiva. Considerato che Rho-Pero sono nella fascia extraurbana, oltre i € 95 mensili, non spenderei. Altro discorso se una persona deve raggiungere il mezzo pubblico con la propria auto… Posteggi ATM chiudono all’1, e aperti tutta la notte sono pochissimi.

    • Huels Reply

      22 aprile 2015 at 6:15 pm

      in Italia. Mai viaggiato su un treno? Mai affittato una stanza? Non siamo negli anni ’80. I prezzi sono quelli.

  • sergius Reply

    22 aprile 2015 at 4:00 pm

    Mi viene anche in mente che 27mila domande non siano Lombarde ma che provengano da tutt’italia; 1500 euro saranno il lordo è, quindi, come si vive dovendo pagare un affitto con 1000/1100 euro netti al mese? Oggi siamo lanciati verso una sorta di neoschiavismo che solo i radIcal-chic di Repubblica/Espresso e compagni etichettato “choosy”. Per i loro figli ci sono le “altre opportunità” che appunto sono ben altre.

  • Salvatore Messina Reply

    23 aprile 2015 at 9:13 am

    no comment

  • anonym Reply

    18 ottobre 2016 at 4:12 pm

    Ho fatto la volontaria in Expo (e tutti quelli che criticano noi giovani perchè non vogliamo lavorare, hanno criticato me perchè ho lavorato gratis).
    Dopo sono stata chiamata da Manpower per fare un colloquio di gruppo.
    Tramite Manpower a fine luglio 2015 ho fatto un colloquio al padiglione Italia. Premetto che sono laureata, ho un master e parlo benissimo l’inglese e il tedesco.
    Sono stata scartata.
    Mi richiamano a fine agosto per fare un colloquio presso il padiglione Germania, e sono stata scartata anche lì.
    E hanno preso gente che non parla neanche inglese, li ho visti con i miei occhi.
    Tra l’altro pensavo di essere presa dato che avevo maturato esperienza proprio dentro l’Expo.
    Niente.
    E so che quelli accusati di aver rifiutato un lavoro ben pagato, in realtà erano stati SCARTATI COME ME! Poi sono stati richiamati all’ultimo momento ma ormai avevano trovato un altro lavoro.
    Sono laureata da 7 anni, ho fatto dei lavoretti, ogni volta che sui mezzi pubblici qualcuno dice che siamo noi giovani a non voler lavorare io scoppio a piangere. Certo, finchè daranno credito solo a quello che dicono quei cialtroni delle agenzie…

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