I Templari e Giafar-Buttafuoco

Pietrangelo-ButtafuocoÈ certo che i monaci-guerrieri Templari, nel corso della loro presenza in medio-oriente al tempo delle Crociate, intrattennero rapporti di tipo non secolare con i corrispondenti elementi in campo islamico.
Sono relative a questi rapporti le eccezioni che furono portate a pretesto dal Re di Francia e che portarono alla loro persecuzione con tanto di confisca di tutti i loro beni e con ciò alla loro scomparsa.
Furbo e calcolatore Filippo il Bello!

Il tipo di rapporto intellettuale che questi guardiani del Tempio ebbero con le congregazioni sufi, a differenza di alcune conversioni odierne come quella di Pietrangelo Buttafuoco, non portarono mai, ne l’una parte (i Templari), ne l’altra (i Sufi) a disconoscere il carattere conflittuale, al secolo irriducibile, che li opponeva.
Si discuteva su un piano che per comodità definiremo di metafisica pratica o realizzativa, ma, per così dire, il giorno dopo sul campo di battaglia, all’occorrenza, non ci si facevano sconti.
Tanto bastò per farli mettere alla berlina del braccio secolare con tutto ciò che comportò e che la cronaca narra.

Quanto valgano poco i pensatori attuali che flirtano con l’Islam, rispetto alla grandezza di questi antichi monaci-guerrieri, lo si può facilmente constatare proprio dalla modalità di approccio del tutto diversa da quella tenuta dai poveri ed ingiustamente perseguitati Templari.
I pensatori alla Giafar, pur nati e cresciuti qui, non hanno nessuna remora a spostare sul piano secolare o (come si direbbe oggi) politico la loro disponibilità nei confronti dell’Islam, anzi non si pongono nemmeno il problema, molto probabilmente per ignoranza della cosa, della differenza di piano tra un rapporto di tipo spirituale tra individualità particolari di diverso ambiente religioso (sempre possibile) e quello legato alla problematica esteriore di una incompatibilità, tra l’altro attualmente ancora più marcata, tra società occidentale e Islam.

Il conflitto che vide contrapporsi, al tempo delle Crociate, il mondo cristiano europeo e bizantino all’Islam era un conflitto tra due modi diversi di finalizzare a Dio l’ordine sociale, questa fu la sua dominante, senza nulla togliere ai motivi di carattere economico e geo-politico che pure ebbero la loro parte in quella lunga contesa.
Quello che, invece, vede oggi contrapporsi, a livelli sempre più conflittuali, i due ambiti geografici e religiosi è una lotta tra un mondo che ancora lega l’ordine sociale direttamente ad Dio ed un altro, il nostro, che si ritiene libero di determinare tale ordine sociale indipendentemente da esso.
Tra Islam ed Occidente (al netto di tutte le altre componenti di carattere economico e geo-politico anche questa volta del tutto presenti ed ancora più pesanti e determinanti, se volete, di allora, nel produrre gli squilibri attuali in quell’area) i motivi di incompatibilità, tra queste due visioni del mondo e della vita. sono quindi ancora più marcate di quello che furono durante le Crociate.

A quel tempo si contrapponevano due ambienti del tutto omogenei nel mettere Dio al centro di tutto l’ordine sociale, oggi abbiamo a che fare con una conflittualità irriducibile tra una società completamente secolarizzata come l’occidentale ed una che ne rifiuta alla fonte l’incipit: l’ordine sociale non si può slegare da Dio e dalla sua legge rivelata.
Solo ignoranza, sottovalutazione del problema oppure aperta malafede possono sostenere che i processi di secolarizzazione in seno al mondo musulmano possano, in una religione che alla fonte non ammette alcuna separazione tra Dio e l’ordine sociale, avere le stesse caratteristiche e percorrere gli stessi identici itinerari che la secolarizzazione ha determinato in Occidente.

I nostri Giafar non vanno in solitudine, come Francesco, a colloquio misterioso con l’emiro, indifesi, in mezzo al nemico, il quale, non si sa per quali misteriosi motivi, pur non accogliendone le richieste, lo rilascia incolume insieme al suo unico testimone di viaggio.
Non vanno nemmeno a conventicola con i sufi come i Templari, combattendosi il giorno dopo in battaglia o comunque mantenendo ognuno il rispettivo piano di realtà.
Le vere spiritualità di una volta sapevano interiormente che aldilà di ogni ordine di realtà superiore, ognuno di noi non nasce a caso in un posto piuttosto che in un altro.

I Giafar di oggi non sanno nulla ed insieme ai Battiato rappresentano più la new age che la vera spiritualità intellettuale, quella del cuore.
Nel frattempo, però, ci consegnano al nemico, non quello metafisico, quello della dura e cruda realtà.
Quando sono in buona fede, rifiutano, non gli piace la società secolarizzata occidentale e pensano di trovare Dio sull’altra sponda del mediterraneo.

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6 Comments

  • caterina Reply

    7 maggio 2015 at 2:04 pm

    questo articolo è più integralista di una fatwa.

    • Cristiano Mario Sabbatini Reply

      7 maggio 2015 at 5:53 pm

      Gentile Caterina è solo un articolo che, nei limiti di spazio in esso consentiti, cerca di spiegare la differenza tra le vere tensioni spirituali che animarono l’Occidente al tempo delle Crociate e quelle odierne (di tensioni e conversioni) che ne sono soltanto un banale surrogato.

      • giuseppe Reply

        7 maggio 2015 at 9:47 pm

        concordo, e ribadisco che le Crociate erano una risposta parziale e purtroppo non duratura all’espansione islamica, espansioni in territori cristiani, ebrei e zaraustriani. Lo scrivo sempre perché gli ignoranti filo-islamici e anti-occidentali, orfani del terzomondismo pensano alle Crociate in termini offensivi invece che difensivi.

  • giuseppe Reply

    7 maggio 2015 at 9:42 pm

    Buttafuoco lo reputavo pensavo piu’ intelligente, invece sembra un cavallo di Troia degli islamici, l’ideologia islamica é la cultura della morte e della sottomissione delle persone alla teocrazia piu’ infima e la regressione della donna ad essere inferiore rispetto all’uomo.
    Chi conosce il Corano sa che i miscredenti devono essere uccisi, solo cristiani ed ebrei possono salvarsi, a patto che accettino di essere inferiori e pagare la tassa all’ideologia islamica.

    • Cristiano Mario Sabbatini Reply

      7 maggio 2015 at 10:50 pm

      Solo che, gentile GIuseppe, l’Islam non è un’ideologia è una religione. So che alla vulgata questa distinzione dice poco, ma è di una certa importanza, anzi di più. 🙂

      • giuseppe Reply

        8 maggio 2015 at 9:53 pm

        si, é considerata Religione, ma la reputo un’ideologia… di morte, piu’ subdula del nazionalsocialismo e del comunismo, e piu’ pericolosa, opinione personale la mia.

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