Ignazio Marino: i vizi del sindaco gourmet

Ignazio Marino (1)

“Franza o Spagna, purché se magna” e Ignazio Marino, chirurgo specializzato in trapianti, ha trapiantato il detto al Campidoglio, dov’è arrivato spinto dall’onda bulgara dei romani, che avevano visto in lui la panacea a tutti i mali. Peccato che Marino al Campidoglio c’arrivasse con i trentamila euro che Salvatore Buzzi, il boss capitolino delle cooperative rosse, gli regalò per la campagna elettorale.

Chi è Marino, già senatore dell’Ulivo prodiano? Semplicemente uno che ama la bella vita. I ristoranti, poi, sono la sua passione, tanto che, intervistato nel suo ufficio al Campidoglio dalla NBC 10 Philadelphia, confesserà la sua nostalgia per Philly e i suoi ristoranti, Philly, quella Philadelphia dov’era vissuto lavorando al centro trapianti della Thomas Jefferson University: “Naturalmente mi manca molto Philly. Mi mancano in particolare la Jefferson e il luogo dov’ero solito vivere sulla Society Hill e i grandi ristoranti della città”.

Chi è Marino? Di certo non un fior di trasparenza. Da sindaco ha, infatti, mentito, spacciando per cene istituzionali, cene private. Alcuni di questi convivi sono stati smentiti da ambasciatori, rappresentanti Onu, religiosi, vertici di aziende ospedaliere, membri della Comunità di Sant’Egidio, trascinati dal sindaco nel gorgo delle sue bugie.

Marino, il sindaco che per Natale si faceva ritrarre fra i poveri al pranzo della Comunità di Sant’Egidio e che per Santo Stefano andava a banchettare allegramente con la famiglia, a spese dei cittadini, in un ristorante romano.

Fra i documenti con le spese di Marino pubblicati sul sito del Campidoglio ci sono anche alcuni documenti su cene e pranzi “istituzionali” con sottosegretari di Stato, senatori, deputati, giornalisti. Tutti anonimi. Sarà vero? O anche costoro sono fantomatici commensali?

Il sottosegretario di Stato: in un documento del Campidoglio del 10 febbraio 2015, firmato da Marino, il sindaco di Roma dichiara di aver pranzato quel giorno al ristorante Archimede Sant’Eustachio di Roma, spendendo 54 euro, pagamento “relativo ad un pranzo offerto per motivi istituzionali ad un Sottosegretario di Stato, incontrato per discutere di argomenti riguardanti la città di Roma”. Il pagamento del pranzo verrà effettuato alle 14.02 con carta di credito dell’amministrazione capitolina intestata a Marino.

Le cene con i senatori: un documento del Campidoglio del 18 marzo 2014, firmato da Marino, riferisce di un pagamento di 155 euro per una cena offerta per “motivi istituzionali”, quel 17 marzo e al ristorante Archimede Sant’Eustachio, ad un “Senatore della Repubblica incontrato per illustrare alcuni progetti di Roma Capitale”. Il pagamento verrà effettuato con carta di credito alle 22.37.

Altra cena, altro senatore: un documento del Campidoglio del 3 ottobre 2014, firmato da Marino, riferisce di un pagamento di 190 euro per una cena offerta “per motivi istituzionali”, quel 2 ottobre e al ristorante Archimede Sant’Eustachio, ad un “Senatore della Repubblica incontrato per illustrare i prossimi impegni di Roma Capitale”. Il pagamento verrà effettuato con carta di credito alle 23.12.

Altra cena, altro senatore, stavolta con accompagnatore: un documento del Campidoglio del 9 marzo 2015, firmato da Marino, riferisce di un pagamento di 332 euro per una cena offerta “per motivi istituzionali”, quel 6 marzo e al ristorante Archimede Sant’Eustachio di Roma, “a un Senatore della Repubblica ed a un suo accompagnatore, incontrati per discutere di argomenti riguardanti la città di Roma”. Il pagamento verrà effettuato con carta di credito alle 22.49.

Quindi le cene con anonimi parlamentari, con tanto di regalo, da parte del ristoratore, di una bottiglia di champagne da 80 euro. È la cena del 28 giugno 2014 al ristorante Cybo di Roma di cui parla un documento del Campidoglio del 30 giugno, firmato da Marino, dove si fa riferimento ad una cena di 100 euro, sempre per “motivi istituzionali”, offerta a un “Parlamentare della Repubblica incontrato per parlare di iniziative di promozione della Capitale”. Il pagamento verrà effettuato con carta di credito alle 22.39.

Altra cena, altri parlamentari: un documento del Campidoglio del 10 dicembre 2014, firmato da Marino, riferisce di un pagamento di 120 euro per una cena al ristorante Archimede Sant’Eustachio offerta quel 9 dicembre per “motivi istituzionali” a “due Parlamentari della Repubblica per discutere di progetti riguardanti la città di Roma”. Il pagamento verrà effettuato con carta di credito alle 23.33.

Quindi i giornalisti, non quelli della cena del 26 dicembre 2013, smentita dagli interessati, cena rivelatasi di famiglia. Il primo attovagliamento con presunti giornalisti, dopo quello del 26 dicembre 2013, è dell’estate del 2014. Un documento del Campidoglio del 18 luglio, firmato da Marino, riferisce di un pagamento di 96 euro per una cena offerta per “motivi istituzionali”, quel 17 luglio e al ristorante Archimede Sant’Eustachio, a “rappresentanti di testate giornalistiche incontrati per un dibattito sulla città di Roma”. Il pagamento verrà effettuato con carta di credito alle 23.32. Ma nella fattura del ristorante risulta una cena per due persone: due antipasti, due secondi piatti, due dolci dessert, due contorni, cosa ben lontana da una cena per diverse persone.

Altra cena, altri giornalisti: un documento del Campidoglio del 10 ottobre 2014, firmato da Marino, riferisce di un pagamento di 203 euro per una cena, offerta quel 9 ottobre per “motivi istituzionali” e al ristorante Archimede Sant’Eustachio, a “due rappresentanti della stampa italiana incontrati per parlare del Coordinamento dei Sindaci delle Città Metropolitane”. Il pagamento verrà effettuato con carta di credito alle 23.12.

Quindi la cena offerta a giornalisti stranieri per illustrare le meraviglie del Gay Pride. Un documento del Campidoglio dell’11 giugno, firmato da Marino, riferisce, infatti, di un pagamento di 180 euro per una cena, quel 10 giugno e al ristorante Archimede Sant’Eustachio, “offerta per motivi istituzionali a due giornalisti della stampa estera a Roma per il Roma Pride 2015 ed incontrati per spiegare il percorso di questa Amministrazione a favore dei diritti e dell’inclusione, a quattro mesi dall’introduzione del registro delle unioni civili”. Cena con tre menu a prezzo fisso da 60 euro a testa, con pagamento effettuato, alle 23.40, con carta di credito dell’amministrazione capitolina.

Queste ed altre cene: l’unica cosa certa è che Ignazio Marino, il sindaco chirurgo che amava la buona tavola, ha scialacquato, nostalgico dei ristoranti di Philadelphia, i soldi dei romani.

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2 Comments

  • Federico Reply

    12 ottobre 2015 at 10:12 pm

    Da sempre, Marino mi dà l’impressione di una personcina educata ma molto ottusa, vale a dire con capacità intellettive vicinissime allo zero. Lui ha fatto dell’onestà il suo cavallo di battaglia, ma è un cavallo zoppo perché ruba anche lui. La differenza è che gli altri rubano i milioni degli appalti mentre lui ruba il pranzo di Natale coi parenti, la bottiglia da 50 euro per la cena e il Ticket per il parcheggio della Panda parcheggiata fuori. Lui, poverino, è piccino perché, anche volendo, non riuscirebbe a fare di più. Gli mancano le capacità necessarie. Gli altri rubano i milioni truccando gli appalti però le cene se le pagano perché sanno che verrebbero beccati subito. Lui invece non lo sa, non gli passa neanche per la testa. E’ solo una questione di intelligenza.

  • Frank Reply

    18 ottobre 2015 at 11:17 am

    Si, neanche nel cimentarsi come farabutto, Marino non ha la stoffa ne le qualità cerebrali per farlo con successo e finisce di sputtanarsi con imprese da rubagalline. Insomma: proprio l’uomo giusto per amministrare la più antica capitale del mondo civile!

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