Il governo Renzi, l’immigrazione, Marino e la riforma della scuola

news_img1_59608_matteo-renzi-960x540Il governo Renzi ha bisogno di una boccata d’ossigeno per superare l’estate.
Le chiacchiere non producono più attese positive.
I risultati elettorali, l’esplosione del problema immigrati e lo scandalo di Mafia Capitale, sono tre elementi che non gli permettono più di crogiolarsi sugli allori dell’investitura popolare ricevuta alle ultime europee.
Semplicemente, quel consenso non esiste più e nel giro di un anno la leadership di Renzi mostra tutti i limiti strutturali legati all’impossibilità pratica di riformare questo paese dall’interno del contenitore politico che dei suoi problemi atavici (spesa pubblica abnorme e tasse elevatissime) è il responsabile principale.
Per abbassare tasse e spesa pubblica clientelare occorrerebbe azzerare il PD & Associati e questo Renzi non lo può fare.

Per mettere mano alla riforma di questo paese occorre mettere al bando ogni forma di consociativismo ed il PD, nella versione renziana oppure nelle precedenti, ne è la mera incarnazione fatta partito, da sempre e non può essere altrimenti.
Non esiste il PD come visione, esiste come posizione di rendita, come espressione dell’intermediazione di ¾ della vita economica di una nazione a fini clientelari.
Non esiste tema che per il PD può essere declinato diversamente da questo modello sociale che ha divorato e distrutto risorse produttive da decenni e con il quale oggi facciamo tutti noi i conti.
Il PD è sempre e solo un restyling di facciata dello stesso modo parassitario di concepire il rapporto tra politica-istituzionale ed economia.
Sono i professionisti insuperabili di questo genere di cose, a livello locale così come a livello nazionale ed europeo.
Ma ai politici come Renzi questi problemi di lunga gittata interessano nulla, ora deve giocarsi la partita immediata della sua sopravvivenza.
Si ragiona per fasi da qui alla fine dell’estate, poi chi vivrà vedrà.
Si conta sull’inerzia, sulla debolezza degli avversari e sull’incapacità di produrre alternative serie e di peso.
Si naviga a vista.
Ed a vista c’è da rilanciare un minimo di immagine, mai, fino ad ora, caduta così in basso.
E pensare che è passato solo un anno dal suo insediamento in pompa magna.

Oramai, la vecchia politica è costretta a bruciare tutto più velocemente di una volta, quelli si erano bei tempi, dove, oltre ai megafoni filo-governativi, non vi era nessuno o pochi menagrami senza seguito e visibilità a chiamare le cose con il loro nome.

Questo si è un problema per i politici come Renzi, un problema che mette addosso talmente tanto stress ed impone talmente rapidi tempi di reazione che, come tutti hanno visto, ci scappa anche la gaffe in diretta da Bruno Vespa: “Diciamolo chiaramente, siamo quelli che hanno aumentato le tasse.”
Renzi, lo sapevamo già!
Ma veniamo al dunque c’è da rilanciare un’immagine ed occorre studiare una strategia per salvare il salvabile ed eventualmente fermare la caduta di consenso in corso.
Occorrono segnali in controtendenza, obiettivi minimi da dare in pasto all’opinione pubblica ed all’elettorato clientelare di riferimento.
Il tema dell’immigrazione non promette nulla di buono in tal senso. Troppo associata al PD la gestione del business dell’accoglienza per poter suonare ancora la grancassa dell’aiuto umanitario e della solidarietà.
E’ troppo sotto gli occhi di tutti che la retorica del buonismo è funzionale esclusivamente ad un vero amore, non per i poveri ed i diseredati d’Africa, ma per le povertà di quel continente che consentono l’arricchimento e l’alimentazione di quel tessuto parassitario interno ai campi d’accoglienza e alla gestione in generale dei flussi migratori.
Tra l’altro i timori sociali che genera una gestione incontrollata e problematica dell’immigrazione, sono talmente sentiti dalla popolazione e temuti, da mettere a repentaglio anche quella parte di elettorato più incline al voto di scambio, storico serbatoio del partito della spesa pubblica.
Su questo tema della sicurezza, anche il dipendente statale di bassa fascia, se ne comincia a fregare degli 80 euro o del parcheggio per disabili sotto casa, qualora cominci ad aver paura pure a mandare i figli o gli anziani parenti in giro nel quartiere dove abita.

No, dall’immigrazione e dal suo business, a livello di immagine, solo gatte da pelare per Renzi e quindi per dissociare la sua immagine da tutto questo, tanto per cominciare, occorre silurare Marino.
Ma non basta, occorre essere più audaci e mettere a segno anche un altro colpo, per passare serenamente almeno l’estate e dare forza al siluramento del Sindaco di Roma, che di certo farà carte false per rimanere un po’ di più al suo posto e potrebbe creare problemi.
Serve qualcos’altro, assolutamente, per ridare un minimo vigore all’azione di governo.
Per trovarlo ha solo un alleato Renzi in questo momento: la classe politico-parlamentare più ricattabile della storia repubblicana.
Se, per paura di perdere lo scranno parlamentare, cederanno al suo diktat sulla riforma della scuola, Renzi, fatto fuori Marino, può tirare un piccolo sospiro di sollievo estivo.
I meteorologi, tuttavia, indicano che sarà un’estate difficile da immaginare, per l’assenza prevista dell’anticiclone che è il responsabile dei cieli sereni durante la stagione più calda dell’anno.
Ed il centro-destra in ricostruzione in tutto questo turbolento periodo estivo?
Se non continuerà a lavorare per un distacco definitivo dal modello consociativo che lo ha visto comprimario in queste ultime due decadi, lascerà il destino politico-elettorale di questo paese in mano allo status quo, all’astensionismo dilagante e all’anti-politica comunarda di un branco di onesti incapaci già presenti in discreto numero in Parlamento.

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3 Comments

  • Monica Cappellini Reply

    17 giugno 2015 at 2:22 pm

    RENZI MARINO E COMPAGNIA RRRRRRRAUUUSSSSSSS

  • Paolo Reply

    17 giugno 2015 at 9:40 pm

    Una volta di più, non posso se non apprezzare e condividere in toto il senso e lo spirito del presente articolo.

  • Massimo Reply

    20 giugno 2015 at 4:19 pm

    Emigrazione, Isis, Ucraina, manovre navali congiunte russo-cinesi nel Mediterraneo, AIIB: il sistema imperialistico globale, con le sue nuove potenze continentali tenta, come sempre, di esportare le proprie contraddizioni e prepara nuove guerre, inevitabili (credo fosse Einstein a dire di non sapere con che armi sarebbe stata combattuta la prossima guerra mondiale, ma di sapere per certo che la successiva sarebbe stata combattuta con sassi e bastoni).
    Fortunatamente, la finzione democratica parlamentare è sempre più sottile, sempre meno credibile. Pochi votano, spesso per protesta. Si studiano nuovi marchingegni elettorali per legittimare governi sostenuti ormai da sparute minoranze. Ove non basti, si creano grandi coalizioni.

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