“Il linguaggio che rispetta i generi”. L’ultima invenzione del dipartimento per le pari opportunità

elenco_221518Non c’è il Ministro delle Pari Opportunità, come ha ricordato Mara Carfagna a Maria Elena Boschi, ma il governo Renzi tenta di recuperare terreno sulla parità di genere. Spetta all’onorevole Giovanna Martelli, consigliere del Presidente del Consiglio per le pari opportunità, fare le veci della carica vacante. E le idee, a quanto pare, non mancano.
Recentemente è stato annunciato in pompa magna sul sito pariopportunita.gov.it l’ultimo passo importante “per contrastare il fenomeno della violenza sulle donne”: la promozione del linguaggio di genere.
Ne è convinta la stessa Martelli, la prima ad annunciare che “Il linguaggio rispecchia la cultura di una società e ne influenza i comportamenti, educare e sensibilizzare a una comunicazione e informazione rispettosa e priva di stereotipi e visioni degradanti del femminile fa parte della rivoluzione culturale che è necessaria per la lotta alla violenza sulle donne”.

In cosa consiste questo passo importante? Per ora sappiamo di un decreto con il quale si costituisce un gruppo di esperti presso il Dipartimento per le Pari Opportunità. Il compito di questi esperti è “sensibilizzare la società sull’uso corretto della lingua italiana in un’ottica rispettosa di entrambi i generi”. Un gruppo “composto da esperte ed esperti del linguaggio di genere, del mondo del lavoro, di modelli educativi e di sociologi che svolgeranno l’incarico a titolo gratuito e avranno vari compiti tra cui quello di predisporre delle linee guida per promuovere il linguaggio di genere presso la pubblica amministrazione e nel settore dei media”, come annuncia il sito del Dipartimento per le Pari Opportunità.

Ci insegneranno a dire e scrivere direttora anziché direttore? Oppure consigliera e ministra anziché consigliere e ministro? Fortuna che noi giornalisti non facciamo discriminazioni: il termine “giornalista” è unisex, potrebbero sentirsi discriminati gli uomini e pretendere di essere definiti “giornalisto”.
Al di là delle battute, siamo in attesa che anche i vocabolari e l’accademia della crusca si adeguino o quanto meno siano in grado di recepire i dettami del pool di esperti. In fondo, è per una buona causa: prevenire la violenza sulle donne.

Riccardo Ghezzi

Riccardo Ghezzi1205 Posts

Giornalista pubblicista, scrive di sport e politica su testate locali piemontesi. Appassionato di politica da sempre, ha un unico pregio: non essere mai stato di sinistra in vita sua

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3 Comments

  • giuseppe Reply

    4 marzo 2015 at 10:28 pm

    Si scrive e si scriverà Presidente della Camera, si scrive e si scriverà Ministro, si scrive e si scriverà consigiere, checché ne dica l’amica degli islamici, il Presidente della Camera, Onorevole Laura Boldrini.

    • giuseppe Reply

      4 marzo 2015 at 10:31 pm

      e mentre la sinistra discute di Presidente e Presidentessa, i Veneti stanchi delle continue rapine, stupri, spaccio, clandestini, stanno reagendo ai criminali amati dalla sinistra, spaventando i ladri sparando in aria. Grazie al governo catto-comunista che sta depenalizzando le pene per furti, sabotaggi, occupazioni di case, rapine, borseggi, omissioni di soccorso…..

  • Stefano Carboni - Forlì Reply

    6 marzo 2015 at 6:35 am

    Ci deve essere un virus che contamina la Camera ed il Senato (e che, forse, si estende fino ad alcuni consigli regionali e comunali) e che fa sì che chi entra in tali consessi perda ogni collegamento con la realtà ed i problemi veri della gente che invece, da tali luoghi, dovrebbero contribuire a risolvere 🙁

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