Il padre, il fratello e la cognata della Boschi in Banca Etruria, ma non c’è conflitto d’interessi

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse.31-03-2014 Roma.Politica.Conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri n°10.Nella foto Maria Elena Boschi..Photo Fabio Cimaglia / LaPresse.31-03-2014 Rome (Italy).Press conference after the Council of Ministers No. 10.In the photo Maria Elena Boschi

Resistere, resistere, resistere era il grido di battaglia di Saverio Borrelli ai tempi di mani pulite. Negare, negare, negare è diventato il motto del Pd. Perché al Nazareno nemmeno di fronte all’evidenza riescono ad arrendersi. Ieri Renzi e compagnia sono tornati a ribadire che il caso di Maria Elena Boschi con il conflitto d’interessi non c’entra assolutamente nulla. Il Corriere della Sera ha persino offerto lo spettacolo degradante di un’intervista “sdraiata” alla mamma del ministro per le riforme.

Eppure la realtà, che come spesso ultimamente accade, diverge totalmente dalle idee dell’universo renziano e racconta tutta un’altra storia. Ed è quella che mezza famiglia Boschi invischiata con Banca Etruria. Il padre di Maria Elena, Pierluigi è stato vicepresidente di quella banca fino al febbraio scorso, quando è decaduto dalla carica in seguito al commissariamento dei vertici da parte di Bankitalia. Con lui in Banca Etruria c’era anche il figlio Emanuele, dirigente, process analyst, program e cost manager, non un semplice impiegatuccio per intenderci.

Mamma Boschi dice che è stato assunto perché bravo e, fin qui, nessuno può dire il contrario in assenza di prove evidenti. Non è finita qui. Perché oltre al padre e al fratello, in Banca Etruria Maria Elena aveva anche Eleonora Polsinelli, moglie di Emanuele, communication specialist presso l’Istituto di credito. Un bel quadretto familiare, insomma. Ed è per questo che risulta difficile credere alla favoletta del Pd sulla mancanza di un conflitto d’interessi. Tre persone della famiglia Boschi lavoravano in Banca Etruria, un’altra era ministro (peraltro tra i più influenti) di un governo che ha salvato la banca. Possibile che non si siano mai parlati a riguardo? E’ una domanda che si risponde da sola.

@eugcipolla

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4 Comments

  • Federico Reply

    16 dicembre 2015 at 7:12 pm

    Sì, la faccenda è sospetta. Un premier che salva (a spese degli altri) una banca dove ci lavorano tutti i parenti del suo ministro-amichetta (sembra anche ex amante)puzza di favoritismo. Tuttavia non è questo il punto. Il punto più importante, secondo me, sarebbe andare a vedere la lista completa di tutti quelli che hanno avuto prestiti “brevi manu” dalla banca, prestiti che poi non sono rientrati e che hanno mandato la banca in malora, con il beneplacito di quelli che hanno favorito quei prestiti. Il signor Boschi(padre) era dentro in 14 consigli di amministrazione di vari consorzi e cooperative. Non ci credo che non abbia favorito i prestiti verso di essi. E poi, il padre di Renzi con la sua azienda in crisi, non ci credo che non abbia avuto soldi a senso unico da quella banca amministrata dagli amici del figlio. Su questo, secondo me, dovrebbero indagare i giornalisti per poter parlare di un effettivo conflitto di interessi.

  • Franco Reply

    17 dicembre 2015 at 3:42 pm

    Questa donna è una disgrazia. Con la complicità del capo del governo, (suo amante)ha portato alla rovina tanti risparmiatori mentre i responsabili non sono ma stati nominati. Praticamente hann incassato i risparmi dei cittadini lavandosene le mani. Uno schifo!

  • Marco Reply

    18 dicembre 2015 at 12:22 am

    No sono in banca perché sono bravi ….

  • Banca Etruria & C: un paese da ricoverare « La diceria dell'Abate Reply

    3 gennaio 2016 at 4:15 pm

    […] cui spicca quello del padre della ministra, capostipite dei Boschi impiegati in Banca Etruria, ovvero figlio e nuora), essenzialmente il personale di tali banche è rimasto invariato, direttori di filiale, […]

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