Il Pd regala 1 miliardo e mezzo alle banche

 

Pensioni-il-Premier-Matteo-Renzi-chiede-più-flessibilitàSono lontani i tempi in cui Pierluigi Bersani, nel tentativo goffo di respingere l’accostamento scontato tra il suo partito e il Monte dei Paschi di Siena, affermava convinto che “il Pd fa il Pd, le banche fanno le banche”. Oggi, a quasi due anni di distanza, la situazione è rimasta pressoché invariata, con il Partito Democratico che continua ad essere il partito di riferimento di banche e banchieri. Ne abbiamo avuto dimostrazione con l’affaire Boschi senior, che ha visto il governo guidato dall’ex sindaco di Firenze esporsi in un conflitto di interessi talmente grande che a confronto quello del Berlusconi premier-tycoon era poca cosa.

L’altro giorno, poi, con gli emendamenti presentati in commissione bilancio su Pos e micro pagamenti ne abbiamo avuto un’ulteriore conferma. Un regalo che alle banche frutterebbe un miliardo e mezzo di introiti. La stima l’ha fatta la Confesercenti, calcolando che l’obbligo di  accettazione di pagamenti via bancomat e carte di credito sarà comunque un intervento ‘pesante’, anche tagliando le commissioni sotto i cinque euro. I costi di installazione e di utilizzo di un nuovo POS costituiranno infatti un aggravio per le imprese quantificabile in circa 1.700 euro l’anno.

A risentirne maggiormente saranno i settori di commercio e turismo. Lì ci sono circa 900mila imprese che ancora non si sono dotate di terminali per bancomat e carte, e l’obbligo comporterà una spesa complessiva di 1,5 miliardi l’anno.

«Se l’obiettivo è aumentare la tracciabilità – dice l’associazione – è meglio puntare sull’invio telematico dei corrispettivi. Anche perché 7 italiani su 10 non cambieranno abitudini di pagamento e nel nostro Paese ci sono milioni di persone senza conto corrente, carte di credito o bancomat.
Come configurato attualmente, l’obbligo diventerà per le imprese una ‘tassa’ superiore per esborso alla Tari. Il rischio e’ di mettere in difficoltà le imprese del commercio, soprattutto quelle piu’ piccole e caratterizzate da margini molto stretti – come i distributori carburanti – proprio nel momento in cui si vedono i primi barlumi di ripresa della spesa delle famiglie».

Nel 2011 con la legge 183 si era previsto di tagliare le commissioni per i distributori carburanti nelle transazioni sotto i 100 euro. Normativa mai applicata dalle banche, dato che nessuno aveva previsto sanzioni.

@eugcipolla

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3 Comments

  • Giovanni Bravin Reply

    3 dicembre 2015 at 12:53 pm

    Solo banche e assicurazioni sono state salvate dal 2011, e Renzi non cambia rotta, anzi!
    Da una parte si vuole elevare la soglia di pagamento in contanti a € 3000, dall’altra si potrebbero pagare piccoli importi col bancomat o carta credito.
    Bah…

  • Mar il Ligure Reply

    3 dicembre 2015 at 1:24 pm

    Non è lui che ha messo la Boschi; è Boschi che ha messo lui al governo.

    • Giovanni Bravin Reply

      3 dicembre 2015 at 5:47 pm

      Magari fosse un gioco tra loro!
      Purtroppo il nome Renzi fu imposto a Mapolitano dai finanziatori esteri, che non volevano che i soldi da loro prestati all’Italia, facessero la fine di quello che poi successe in Grecia. L’articolo “Eurozone economy 2014 Outlook” che trova in rete è illuminante! Fu redatto il 7/1/2014 quando avevamo ancora Letta come PdC. Pagg. 10 e 11 riguardano l’Italia…

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