Il Pd vuole premiare chi delinque:”I carcerati hanno diritto a fare sesso”

carcere (2)“Non fatemi vedere i vostri palazzi ma le vostre carceri poiché è da esse che si misura che si misura il grado di civiltà di una nazione”, sosteneva il grande Voltaire. E in questo siamo pressoché quasi tutti d’accordo. Trasformare le carceri italiane in qualcosa di vivibile non è solo un atto di civiltà, ma anche di rispetto verso l’uomo. Perché, nonostante si tratti sempre di persone che hanno commesso reati, chi più chi meno gravi, siamo e ci professiamo un paese moderno e occidentale, dove la pena carceraria deve essere un atto di rieducazione e non certo uno di tortura.

Ma c’è chi, come il Partito Democratico, non solo vuole trasformare le carceri in posti vivibili (tutto ad un tratto è diventata priorità, nonostante abbiano governato 12 anni negli ultimi 21 senza fare nulla), ma si propone persino di premiare chi delinque. Come? Consentendogli di fare sesso. La proposta di legge, che porta la firma di Alessandro Zan, ex deputato Sel ora al Pd e per giunta di fede renziana, inizierà domani il suo iter legislativo in Commissione Giustizia.

La proposta punta ad aprire le porte delle carceri a mogli, mariti, fidanzati, conviventi, amanti e amici, consentendo loro visite speciali una volta al mese da un minimo di sei ad un massimo di 24 ore. Gli incontri dovrebbero consumarsi in “locali adibiti e realizzati a tale scopo senza controlli visivi e auditivi” e saranno permessi con qualsiasi persona che già effettua i colloqui ordinari. Zan assicura che la proposta ha buone probabilità di andare in porto e che ci sarebbe persino il via libera del ministro della Giustizia, Andrea Orlando.

Insomma, dopo aver già svuotato le carceri, depenalizzando diversi reati, tra i quali anche alcuni molto gravi, il Pd si appresta a trasformare gli istituti penitenziari in celle a luci rosse, dove chi dovrebbe essere rieducato sarà al contrario coccolato, con vitto, alloggio e sesso gratis.

@eugcipolla

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6 Comments

  • Paolo Reply

    2 novembre 2015 at 7:23 pm

    Ma, a questo punto, trasferiamo direttamente detenuti e detenute negli Hotel 4-5 stelle, e facciamola finita!!! 🙁

  • 174VAM Reply

    2 novembre 2015 at 9:41 pm

    E nel caso in cui il detenuto/a non abbia un “partner ufficiale”, povvederà l’amministrazione a reperirne uno?
    Magari taglindo sugli stipendi della Polizia Penitenziaria per reperire la “copertura finanziaria” …….

    • Carlo Lauletta Reply

      3 novembre 2015 at 8:35 pm

      Sì, ma solo nel caso che il detenuto sia un migrante.

  • 174VAM Reply

    2 novembre 2015 at 9:41 pm

    E nel caso in cui il detenuto/a non abbia un “partner ufficiale”, povvederà l’amministrazione a reperirne uno?
    Magari tagliando sugli stipendi della Polizia Penitenziaria per reperire la “copertura finanziaria” …….

  • Carlo Lauletta Reply

    3 novembre 2015 at 12:34 am

    Da qualche secolo la sensibilità generale si è affinata e più nessuno difende i supplizî nelle pubbliche piazze o l’incarceramento
    in pozzi. Questo, però, non esclude affatto che si possa restare favorevoli alla pena capitale: applicata, questo è il punto, con
    mezzi indolori, in concreto la fucilazione mediante plotone. Similmente, l’abolizione delle prigioni incubo non implica che la
    reclusione debba, o possa, essere scontata in luoghi piacevoli. La Costituzione vigente statuisce che le pene devono tendere
    alla rieducazione del condannato; ma, a mio parere, nessun proclama di giuristi o di politici può contraddire quella che
    a ogni persona riflessiva appare come la verità logica: fine primario della pena è il castigo del condannato. Ognuno di
    noi, per forza di cose entrando a far parte della società organizzata, rinuncia, nel caso (lui o lei o persona cara) subisca un’
    offesa, a soddisfare il naturale impulso alla vendetta; a fronte di questa rinuncia, peraltro, lo Stato si impegna ad assumere
    esso l’onere di sanzionare l’offensore, infliggendogli una sofferenza simile o almeno equivalente a quella da lui procurata.
    Se lo Stato non fa questo, come il nostro Stato non fa, si comporta in modo perverso (“calcando i buoni e sollevando i pravi”)
    e si rivela autenticamente disonesto. L’idea odierna di organizzare nelle prigioni orge e baccanali aventi durata da sei ore a
    ventiquattro è una delle tante stazioni sulla via dell’assurdo. Ma non sorprende più di tanto, se solo pensiamo che i governanti
    cui vengono in mente simili idee sono quelli stessi che riducono le pensioni ai loro concittadini per pagare l’albergo a giovani
    stranieri scampaforche.

  • Frank Reply

    3 novembre 2015 at 10:17 am

    Parole sacrosante!

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