Il piano di Berlusconi per rilanciare Forza Italia

Salvini e Berlusconi a Bologna Silvio Berlusconi non si dà mai per vinto, e sta provando a mettere in piedi un qualcosa di nuovo per tornare a vincere e a governare. Cosa ha in mente ce lo ha spiegato Salvatore Dama su Libero.

di Salvatore Dama

«Allora ho deciso, mi ritiro!». Successe qualche tempo fa, in una delle ultime e rare riunioni politiche a Palazzo Grazioli. L’ uditorio era composto da una mezza dozzina di notabili azzurri riuniti intorno al tavolo senza un criterio gerarchico. Silvio Berlusconi introdusse l’ argomento come un coltello nell’ addome. Fu un lamento: «Mi ritiro, sono stanco». L’ ex premier, nel monologo che seguì, mise in fila le sue motivazioni. Le solite.

Anzitutto lo svilimento per gli ultimi due anni durissimi fatti di amarezze politico-giudiziarie. La condanna definitiva per frode fiscale, la decadenza dal Senato, l’ affidamento ai servizi sociali, gli effetti della legge Severino che gli impediscono di tornare alla politica attiva. Una via crucis, come la chiama lui, che ha prosciugato ogni entusiasmo per l’ impegno pubblico. L’ altro problema enunciato riguarda l’ anagrafe. Silvio, all’ alba degli ottanta giri di calendario, si sente ancora un giovanotto. Ma sa che, nel 2018, si troverebbe di fronte a un doppio salto generazionale. Con Matteo Renzi da un lato e un Luigi Di Maio o un Alessandro Di Battista dall’ altro. Un sandwich di carne fresca in cui il Cavaliere non vorrebbe sentirsi fagocitato.

A questo punto del ragionamento, però, le suppliche di una senatrice convinsero Silvio a interrompere il discorso di commiato: «Senza di te dove andiamo? Ci ritiriamo tutti!». Chissà se Berlusconi intavolò il tema dell’ addio per farsi dire «rimani, sei insostituibile». Oppure se faceva sul serio. Di certo, il fatto principale che colpì i suoi commensali fu questo: nell’ elencare i possibili successori al trono, l’ ex premier non mise in nomination nessun dirigente di Forza Italia. Anzi, facendo nomi e cognomi, lamentò l’ assenza di quid anche negli ultimi cavalli sui quali si era illuso di poter puntare.

Insomma: se non si dovessero verificare le condizioni per la sua sesta candidatura a premier, Berlusconi continuerà la ricerca del “Papa straniero”. Ai suoi occhi le covate forziste sono aride di talenti. Perlomeno, nessuno è al suo livello. Nella riunione di (mancato) commiato, Silvio fece il nome di Paolo Del Debbio.

Non perché ci credesse lui, ma per dei sondaggi particolarmente lusinghieri dovuti alla «esposizione televisiva» dell’ uomo Mediaset.

Per carità, precisò Berlusconi, non è una soluzione da scartare, ma il leader azzurro vuole cercare ancora. Il suo sogno, se proprio deve fare un passo indietro, è quello di riunire attorno al tavolo del prossimo Consiglio dei ministri il meglio che esprima l’ Italia non di sinistra. Un governo di bomber: il presidente della Bce Mario Draghi, il patron della Fiat Sergio Marchionne, l’ amministratore di Finmeccanica Mauro Moretti, il signor Tod’ s Diego Della Valle, il comandante dell’ Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli.

Il presidente di Forza Italia sostiene di aver già contattato alcuni di questi personaggi, strappando loro anche una mezza disponibilità a scendere in campo.

Silvio vuole gente nuova, «uomini del fare», non politici di professione. D’ altronde, in questi venti anni, quanti ne ha spiaggiati di delfini? I casi più eclatanti sono quelli di Gianfranco Fini e Giulio Tremonti. Ma la successione fu promessa anche a Roberto Formigoni e Angelino Alfano. Si sa come è andata a finire.

L’ intenzione di andare oltre Forza Italia, però, si ferma sempre a metà strada. I Circoli della libertà di Michela Vittoria Brambilla dopo qualche mese furono assorbiti dal partito. I Club Forza Silvio hanno fatto più o meno la stessa fine. Del progetto di costituire un movimento gemello, L’ Altra Italia, per coinvolgere gente nuova, finora respinta dalla geometria correntizia di Fi, si sono perdute le tracce. «Se ne parla l’ anno prossimo», dice Berlusconi, senza precisare di quale anno stia parlando.

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6 Comments

  • monica cappellini Reply

    31 dicembre 2015 at 9:31 am

    Fare e politica ……non sono d’accordo il fare è conseguente ad una politica “raffinata” . G F Fini è stato defenestrato ed era il solo ad avere una certa sostanza. Gli altri per carita’: ALfano Brutus; Tremonti il professorino 2+2 che non fa mai 4 con panegirici irreali; e poi la lega con la fisima del regionalismo invece di un governo compatto . No NO questa volta, anche se il cavaliere per me è una persona che vede lontano, non M piace.
    RIpeto il fare è conseguente ad una idea politica allargata ad una visione realistica del mondo. E pochi sono preparati.
    Draghi? forse ; ma per ora ci ha fatto fare figure di vassalli della Germania. Renzi non lo conosco; nessuno l’ha votato ed ha portato ogni istituzione COSA GRAVISSIMA ad un vuoto di potere in ogni ufficio ministeriale.
    Insomma cavaliere scegli meglio con chi andare.

    • Sandro Cecconi Reply

      2 gennaio 2016 at 1:18 pm

      Gentile Signora,

      concordo con quanto da lei scritto e a proposito di “un governo compatto”
      le posto un servizio del Corsera davvero illuminante e contemporaneamente allucinante.

      http://video.corriere.it/news/cose-altro-mondo

      Questo nostro paese è da rifondare completamente prendendo a calci nel sedere gran parte di coloro che continuano a picconare l’Italia pur essendo profumatamente pagati proprio con la fiscalità generale arrivata ormai a strangolare gli italiani.

      Questa gentaglia va assolutamente cacciata e mandata in galera dopo aver restituito quanto percepito indegnamente e immeritatamente.

      Parlo di tutti, nessuno escluso.

      Le porgo i miei auguri di un buon anno.

    • Sandro Cecconi Reply

      2 gennaio 2016 at 3:42 pm

      Cara Signora,

      ciò che mi fa ben sperare in questo momento è che alcuni giovani hanno un’anima che giustamente dimostrano in modo molto semplicemente e le persone condividono e incoraggiano come nel caso di questo ragazzo qui a Roma.

      http://www.lastampa.it/2016/01/02/multimedia/italia/il-ragazzo-che-restituisce-la-vita-agli-alberi-u5f1z6VUM3EhuhnDuj2EhL/pagina.html

  • ex FI, ex PdL Reply

    5 gennaio 2016 at 12:51 am

    ?

  • ex FI, ex PdL Reply

    5 gennaio 2016 at 12:58 am

    Sono lavoratore autonomo.
    Manca in Italia un movimento antistatalista che inibisca la ricerca del posto fisso pubblico, offrendo bassi salari pubblici.
    Incentivazione del lavoro autonomo con tasse al 10% max.
    Lo stato italiano deve essere messo a dieta non a parole.
    Taglio drastico di 300MLD/anno di spesa improduttiva, con taglio delle regioni.
    Altrimenti andate a casa..

  • Leon Reply

    18 gennaio 2016 at 6:22 am

    Non puo’ ricandidarsi in base alle leggi vigenti.
    Quindi non puo’ ricandidarsi.
    Questo per legge.
    Poi ci sono lo scontro di civilta’ da lui provocato (Iraq,Afghanistan e Libia)che stiamo pagando noi (Isis),la Fini-Giovanardi che ha incarcerato migliaia di CONSUMATORI INCALLITI di cannabis sottraendo posti a picchiatori,stupratori e ladri convinti,L’economia italiana che durante il suo ventennio e precipitata nell’abisso con il ‘suo’ Tremonti che smentiva e intanto pero’ si tutelava.
    E poi tutto cio’ che ha detto fatto che ha reso l’Italia un paese ridicolo da cui tutti vorrebbero fuggire…

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