Il “prodotto miracoloso” che il Pd vuole spacciarci dopo Marino

pdlogoMarino, Marino, Marino. L’augurio è che venga presto ricordato solo come il nome di un alito di vento. Lo #staisereno renziano é toccato anche all’imbarazzante marziano, il chirurgo col bagaglio americano pesante, che negli Usa è ricordato solo per questa poco edificante storiella.

Eppure il rottamatore di Rignano lo aveva voluto,  l’uomo della società civile che avrebbe ripulito l’immagine della sinistra romana, uomo di apparato ma non troppo. Poi il grande amore è finito così come è finito l’interesse per la scomoda Roma. La palla é stata lanciata all’assonnato  Orfini con l’ordine ben preciso:”Levamelo da torno e nessuno si farà male”. Invece il “sindachì” ha scelto di cadere su 26 lame bipartisan ben piazzate; lui, uomo Pd, sfiduciato dal Pd. Niente di nuovo in realtá, i 101 contro Prodi non li abbiamo dimenticati.
Il Partito Democratico è un’azienda che ogni tanto cambia AD e, di conseguenza, la linea commerciale e i venditori. Non ci credete? Ascoltatevi le parole pesanti di Concita De Gregorio (ex direttore de “l’Unità”) in questo video del 2011 postato da Alberto Bagnai nel suo blog Goofynomics.
Ogni scelta viene fatta con lo scopo di vendere il prodotto Pd che l’elettore paga con il voto. Non puoi pagare? Non avrai attenzione e sostegno. La crisi? Utile per risolvere problemi interni. Ogni mossa ha l’obiettivo di far assurgere al potere il partito, non bada all’etica ma alla convenienza. “Roma si è rivelata una piaga inguaribile, il dottore scelto era sbagliato, abbandoniamo il capezzale al più presto”, questo sembra il ragionamento di chi non può permettersi cali di attenzione mediatica e, soprattutto, critiche. L’immagine, messa a dura prova, deve ritrovare quel falso splendore accecante che, per ora, sembra abbagliare l’elettore del Pd.
Dreamteam di tecnici per risanare la Capitale e via verso nuove avventure abilmente pubblicizzate dallo spin doctor di turno. Il “prodotto Marino” verrà inesorabilmente spazzato via dalla scena, sostituito da qualcosa di più spendibile e proficuo. Forse un Expo’ magicamente assurto all’onore delle cronache come “‘o miracolo”, del quale avremo modo di costatarne la veridicità. Per ora limitiamoci a ricordare che queste erano le aspettative.
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