Il segretario regionale sardo di “Noi con Salvini”: “Aggressione immotivata contro di me”

safe_imageRiceviamo e volentieri pubblichiamo da Daniele Caruso, segretario regionale del Movimento Sociale Sardo – Destra Regionale e del movimento “Noi Con Salvini”, recentemente finito nel mirino del giornale SardiniaPost per un commento apparso sulla sua bacheca facebook ma non scritto da lui. E per questo costretto a subire le forche caudine della gogna di internet: insulti, minacce, spam.
Per dirla alla SardiniaPost
, La direzione di QQ-Quotidiano Qelsi segnala alle autorità competenti gli insulti e le minacce comuniste contro l’attivista politico Daniele Caruso e lo invita a vigilare sulla sua sicurezza. Esprime totale solidarietà alla persona che ha esercitato, con rigore e correttezza, il diritto di replica e di opinione su facebook senza trascendere e che non può essere considerata colpevole di ciò che altri scrivono sui suoi spazi.
Ecco il comunicato di Caruso:

Mi vedo costretto a scrivere un Comunicato per difendermi dalla forte aggressione che sto subendo in queste ore, istigata da un caso montato ad arte associando al mio nome, a Noi con Salvini e al Movimento Sociale Sardo un commento lasciato nel mio profilo su Facebook da uno sconosciuto che non è tesserato con le citate formazioni, fatto che si può dimostrare coi libri soci. Diffido chiunque dal continuare ad associarmi e ad associare le citate formazioni politiche alla frase incriminata, e prego i giornalisti che tanto spazio hanno dato a una sterile e inutile polemica, di non censurare la mia replica. Il caso è nato quando una giornalista di Sardiniapost.it dopo una serie di articoli “coloriti” che mi ha dedicato negli anni, nei giorni scorsi ha sfoderato un dossier pieno di errori, scambiando Movimenti per altri e confondendo iniziative politiche e formazioni studentesche. Ha fatto di più, perchè ha cercato foto di anni fa nel mio profilo su Facebook e ha anche chiesto l’amicizia alla mia fidanzata senza mai rispondere ai messaggi privati. Il dossier, è stato condito dall’affermazione che io avrei “contraffatto le parole del Prefetto ad arte”, e che le avrei inventate per istigare i militanti e i simpatizzanti contro il Prefetto, che, secondo il suo dossier, avrebbe proferito altre parole, e non quelle da me riportate. L’articolo, così confezionato, è stato dato in pasto all’opinione pubblica. E questo costituisce una evidente diffamazione e un ingiustificato attacco personale, se non qualcosa di più grave.

In replica, ho pubblicato, sempre su Facebook, il video in cui il Prefetto pronuncia esattamente la frase da me riferita. Sono partiti i commenti di chi mi segue. quasi 5000 contatti, tra i quali molto sconosciuti, come la persona che si è resa protagonista del fatto.
Noi siamo abituati, nel silenzio o sotto i riflettori, come successo nei giorni scorsi, a subire la violenza, e non a praticarla. Siamo preparati ad affrontare qualsiasi critica politica. Non siamo disposti a farci carico di affermazioni in cui non ci riconosciamo fatte da sconosciuti. Criticai io stesso, in passato, l’operato del politico sardo del PD che augurò uno stupro a una atleta russa. Ma si trattava di un politico. La frase incriminata, lo ripeto, è stata scritta da uno sconosciuto sulla mia bacheca, non da me, non da un militante, non da un tesserato ma da un utente generico medio di Facebook, uno di quelli che commentano le notizie nelle pagine Facebook dei quotidiani, anche con tanti insulti al sottoscritto, che in genere non vengono rimossi. Chi non vive su Facebook, sa quanto sia difficile tenere a bada i commenti. Consiglierei a Sardiniapost di controllare anche le offese rivolte al sottoscritto sulle proprie bacheche , anche in queste ore. Non sono abituato, a meno che io sia presente al momento, a controllare i vecchi post per rimuovere i commenti al limite, e in genere lascio anche critiche e insulti al sottoscritto. Il clima di inquisizione generale coi riflettori puntati sui commenti di terzi nei profili personali la dice lunga sul tipo di aggressione che sta venendo orchestrata a nostro danno su tutti i fronti.

Nel merito della frase incriminata, ovviamente, mi esprimo in totale disaccordo con l’augurio di uno stupro e esprimo solidarietà a tutte le donne a cui viene augurato uno stupro, si chiamino Isinbayeva o Mulas, ci mancherebbe altro. Non posso non annotare che in questo caso non si è trattato di un augurio e non si è trattato di un politico, ma di un utente sconosciuto su Facebook, che non nomino per evitare che a sua volta subisca ritorsioni di qualsiasi tipo. Mi pare che la gogna pubblica lo abbia già massacrato abbastanza.

Daniele Caruso*
*segretario regionale del Movimento Sociale Sardo – La Destra e del movimento “Noi Con Salvini“

Riccardo Ghezzi

Riccardo Ghezzi1205 Posts

Giornalista pubblicista, scrive di sport e politica su testate locali piemontesi. Appassionato di politica da sempre, ha un unico pregio: non essere mai stato di sinistra in vita sua

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