Il successore?

tajani_428128507Tramontata l’epoca del cesaricidio inizia quella della successione naturale a Silvio Berlusconi.
Non vi è, nel novero dei suoi collaboratori storici più stretti, figura più adatta a rappresentarla che quella di Antonio Tajani.
Chiunque volesse, al suo posto, rinnovare i fasti dello spirito del 1994 non potrebbe disporre, al contrario di lui, e del necessario background storico nel partito e dell’altrettanta necessaria autorevolezza in ambito internazionale.

Solo i figli (quelli più grandi) del Cesare di Arcore potrebbero dare meglio di Antonio Tajani il senso della continuità alla guida di quel che resta del più grande partito dei moderati italiani, ma sembrano non voler essere della partita, al momento.
Vi è da rilanciare un partito, rinnovarlo, fargli passare un difficile test di credibilità con il suo target elettorale di riferimento.
Un’impresa che, allo stato attuale delle cose, è ben lungi dal poter essere considerata a portata di mano di chiunque in Forza Italia, fondatore compreso.

Lo stesso Tajani, proprio in virtù, delle qualità su espresse e che fanno di lui la personalità più idonea a prendere in mano il timone di una simile impresa, allo stesso tempo, difetta di quella necessaria discontinuità dal passato che può consentirgli di dire tutto meno che: “Io non c’ero o non contavo abbastanza”.

In questo caso, per non minare alla fonte le sue eventuali chance di riuscita, la continuità che Antonio Tajani rappresenta nei confronti di Silvio Berlusconi dovrebbe essere associata ad una discontinuità concreta e palpabile delle personalità di cui dovrebbe circondarsi per portare a termine con successo l’operazione di rilancio del nuovo partito.

Tertium non datur, nelle sue condizioni di partenza, pena il fallimento.
Saprà essere così lungimirante, di polso e concreto da capire che questa criticità sopra descritta non è una condizione accessoria o negoziabile rispetto alla possibilità di portare a compimento questa opera di ingegneria politica? Oppure preferirà rimanere nel dietro le quinte del suo ruolo di euro-parlamentare?

Molto presto tireremo le somme anche di questa eventualità!

Certo è che se lo fosse, si aprirebbero per Antonio Tajani traguardi rimasti irrealizzati anche per colui che fu il fondatore del partito più grande del centro-destra di questo paese, primo fra tutti poter essere eletto un giorno Presidente della Repubblica di un paese rinnovato e non più bloccato tra le fauci della peggiore social-democrazia di tutto l’Occidente.

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1 Comment

  • Monica Cappellini Reply

    22 luglio 2015 at 1:23 pm

    Se si guardano solo i ma ma ma ,
    no si va in alcun luogo
    andare avanti con convinzione ANCHE SE NESSUNO T CREDE
    FOLLIA? NO
    CERTEZZA DI CIO’ CHE SI FA NEL BENE TERZI ( UNA POPOLAZIONE) …..E HAI DETTO NIENTE???????

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