Il suo idolo Tsipras omaggia Putin, ma Vendola tace

VendolaChissà cosa deve aver pensato Niki Vendola, vedendo il suo idolo Alexis Tsipras tutto sorridente a fianco di Vladimir Putin. Chissà se non si sarà pentito di aver appoggiato, durante le ultime europee, una lista con il suo nome. Il premier greco in questi giorni è a Mosca in visita ufficiale, nel tentativo di riallacciare i rapporti tiepidi con la Federazione russa. E ci è riuscito anche bene, perché la Grecia, vista da molti come un cavallo di Troia utile a scardinare l’Ue, otterrà molto dalla Russia: prestiti, sconti sul gas, persino la cancellazione dell’embargo sui prodotti del settore agroalimentare ellenico, che da mesi stanno penalizzando la già fragile economia di Atene.

Ieri durante la conferenza stampa congiunta con Putin, Alexis Tsipras ha avuto parole mielose per il suo nuovo partner. Ha parlato di una nuova alleanza con Mosca, della necessità di non isolare la Russia dall’Occidente, dell’inutilità della sanzioni, considerate parte di una vera e propria guerra economica «che non porta da nessuna parte». Non è finita qui. Il premier greco tornerà altre due volte in Russia. La prima il 9 maggio, in occasione della Parata del Giorno della Vittoria sulla Germania nazista da parte dell’Unione Sovietica, la seconda in vista del forum economico di San Pietroburgo, che si terrà dal 18 al 20 giugno.

Nonostante ciò, Vendola non ha detto nulla, ma è rimasto in un silenzio quantomeno imbarazzante, preferendo diversificare su Salvini e i campi rom. Eppure in passato il leader di Sel non ha mai perso occasione per condannare le frequentazioni dei suoi nemici politici con Vladimir Putin. «Ha le physique du rôle di un belzebù di quella parte del mondo», disse il 7 gennaio 2013, in piena campagna elettorale. L’obiettivo, ovviamente, era quello di attaccare Berlusconi.

All’ex premier, nell’ottobre del 2011, durante una manifestazione della Cgil sul pubblico impiego, Vendola rimproverò l’amicizia con il “tiranno” Putin. «Di fronte al Paese reale, che è quello della tragedia di Barletta e delle manifestazioni di piazza, il capo del Governo fugge. Va dal suo amico, va da Putin, grande e luminoso esempio di tiranno democratico. Va alla festa di compleanno nella sua dacia, si rifugia nel Paese incantato», disse sfoderando la sua solita retorica.

Nel settembre 2013 su Twitter, il governatore della Puglia si concesse anche una battuta, replicando ad alcune affermazioni di Putin in difesa di Berlusconi. «Fa tenerezza Putin, noto esperto di diritti umani, nel difendere il suo amico Berlusconi. Putin dice che la colpa di Berlusconi è di non essere gay. Peccato, anche perché i due si piacciono molto».

Berlusconi comunque non è stato l’unico ad essere preso di mira dal moralista Vendola. Anche Enrico Letta cadde sotto il fuoco del doppiopesismo vendoliano. «Caro Enrico Letta, il modo migliore per difendere i diritti dei gay è fare ad esempio leggi giuste e civili da troppo tempo attese in Italia, non certo andando a Sochi 2014 ad omaggiare Putin, noto esperto di diritti umani e il suo regime omofobo», disse nel febbraio 2014.

Viene naturale, dunque, chiedersi perché Vendola non abbia fatto lo stesso con Alexis Tsipras. Nessun tweet? Nessun comunicato? Nessuno sdegno? Per ora solo silenzio. La cosa che gli riesce meglio quando è in difficoltà.

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2 Comments

  • Ben Reply

    9 aprile 2015 at 4:06 pm

    perchè si deve parlare di un invertito pazzo, sexomaniacale,pedofilo e ignorante comunisTa? Non sentite puzza di “cloaca” quando lo vedete in tv?

    • Paolo Reply

      9 aprile 2015 at 7:08 pm

      Concordo!

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