IlSole24Ore: anche Il giornale di Confindustria alla corte di Salvatore Buzzi

5Dopo aver rivelato tempo fa i rapporti fra Buzzi e il quotidiano La Repubblica, Qelsi pubblica, primo quotidiano a farlo, una notizia che conferma come il sistema di Mafia Capitale fosse riuscito a violare anche un altro tempio del giornalismo italiano blasonato.

Salvatore Buzzi, l’allora iscritto al Pd e gran capo delle cooperazione romana, bussò alla porta de IlSole24Ore e gli fu aperto. Provate voi ad ottenere una bella pagina con annesso box sul quotidiano più ambito e corteggiato d’Italia. Vi risponderanno: prego? O forse non vi risponderanno mai, cestinandovi. Ma Buzzi, lui no, lui ci riuscì. Del resto, fu o non fu lui, come risulta dall’ordinanza della Procura di Roma su Mondo di Mezzo, a vantarsi di finanziare tutti, giornali compresi? “Finanzio giornali, faccio pubblicità, finanzio eventi, pago segretaria, pago cena, pago manifesti”. Una cassa continua.

Nel giugno 2013 Buzzi pensò, lui che pagava e finanziava tutti ore ventiquattro, di farsi aprire le porte de IlSole24Ore. La notizia fu data il 20 giugno di quell’anno: “Intervista al nostro Presidente. La Cooperativa 29 Giugno su IlSole24ore”, annunciò la sezione news del sito cooperativo, con rimando della notizia all’interno: “Lunedì 24 giugno sull’inserto Cooperazione de IlSole24ore verrà pubblicato un lungo articolo sull’attività della cooperativa 29 Giugno con un’intervista al suo Presidente Salvatore Buzzi”.

Il 24 giugno, a pagina 19 di Cooperative & Consorzi del quotidiano di Confindustria, uscì a tutta pagina l’articolo “Quando il sociale diventa impresa d’avanguardia”. Un vero e proprio elogio a Buzzi e alla sua cooperativa, con Buzzi ora ritratto insieme a Marco Morganti, amministratore delegato di Banca Prossima del Gruppo Intesa San Paolo, e Giuliano Poletti, attuale ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del governo Renzi e all’epoca presidente della Lega delle Cooperative.

Un inno alla cooperativa di Buzzi, ramificatasi in più settori con ampliamento dell’attività di business e, nonostante la crisi, un fatturato di 50 milioni di euro. “Siamo cresciuti tanto e velocemente e in controtendenza rispetto all’attuale crisi economica”, dirà Buzzi. Un fatturato vertiginoso celebrato il maggio di quell’anno, alla presenza di Poletti, durante l’assemblea di bilancio. “Si può fare: 986 occupati e 50 milioni di fatturato”, così la copertina del magazine sociale del 17 maggio 2013, con Buzzi ritratto accanto a Poletti. “All’ultima assemblea di bilancio, alla presenza di Giuliano Poletti, presidente della Lega delle cooperative” dirà Buzzi a IlSole24Ore “abbiamo registrato dati significativi: 50 milioni di euro di fatturato, 1,6 milioni di utile, 13 milioni di patrimonio netto e abbiamo erogato 700 mila euro ai soci fra ristorno, remunerazione e rivalutazione del capitale sociale”.

Fosse venuto il dubbio al quotidiano di Confindustria del perché di questo fatturato così brillante nonostante le difficoltà dei tempi, con tante realtà cooperative, tranne quella di Buzzi, rimaste a bocca asciutta. Niente, nulla. Pubblicare tutto, senza battere ciglio, la storia, le partecipazioni, i progetti europei di Buzzi e del suo universo cooperativo, “punto di riferimento per Roma e Lazio” scriverà IlSole24Ore, con una “partecipazione importante nel consorzio Formula Ambiente, costituito anni fa insieme ad alcune cooperative dell’Emilia Romagna e grazie all’aiuto della Lega delle cooperative alla quale aderisce Formula Ambiente” e che “lavora su tutto il territorio nazionale nel settore della raccolta dei rifiuti”.

“Finanzio giornali, faccio pubblicità, finanzio eventi”, la domanda è d’obbligo: il quotidiano di Confindustria fu pagato da Buzzi? E se sì, quanto? E ancora, si accertò dell’origine dei suoi affari?

Il 21 ottobre 2014, come da noi rivelato tempo fa su Qelsi, la cooperativa di Buzzi fu tra gli inserzionisti del quotidiano La Repubblica, diretto da Ezio Mauro.

Ma ancor prima, il 14 gennaio di quell’anno, La Repubblica pubblicò, nel Focus Onlus e Associazioni e anche in questo caso sotto forma di informazione pubblicitaria a cura della A. Manzoni & C., uno speciale sulla 29 Giugno dal titolo “L’inclusione attraverso il lavoro” e con tanto di riferimento ai buoni rapporti fra Buzzi e la Giunta Marino, là dove si parla di una “nuova iniziativa” che la cooperativa era “riuscita a mettere in atto” nel Comune di Roma. “In questi giorni” vi si legge “insieme ad altre sei cooperative sociali, la 29 giugno opera nei servizi di supporto ad AMA decisi dal sindaco Ignazio Marino nella riunione della Giunta del 30 dicembre 2013. La decisione è stata presa a seguito dell’emergenza rifiuti verificatasi durante le feste natalizie”.

Tempo dopo, a scandalo scoppiato, tutti avrebbero negato di aver mai conosciuto Buzzi e anche quei giornali italiani, che gli avevano spalancato le porte, oggi si ergono a suoi censori, dimenticando di aver fatto da megafono, proprio loro, a un simbolo del malaffare.

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4 Comments

  • marco Reply

    14 giugno 2015 at 12:48 pm

    Il marciume di questo disgraziato paese si chiama “sinistra”! Ma non si può farlo emergere ed indagarlo perchè crollerebbe lo stato.

  • victor Reply

    14 giugno 2015 at 4:48 pm

    Repubblica e Sole 24 ore non sono diversi da tutti coloro che,adesso,fingono di non aver mai conosciuto o frequentato Buzzi&C. Anzi, ne sono i censori sdegnati, giacobini crociati nel mondo della corruzione. E, sicuramente, nelle cronache dei due quotidiani italiani – spesso in cattedra con la spocchia dei maestri di virtù civiche – non si troverà nulla dei trascorsi proficui e,talvolta, celebrativi rapporti con Buzzi. Questi accomunato, nell’enfasi di più occasioni, a personaggi quali l’attuale ministro renziano del lavoro Poletti, all’epoca nume di riferimento della piovra cooperativistica gestita da tandem Carminati-Buzzi.
    Il giornale di Confindustria e Repubblica hanno venduto a Buzzi soltanto spazio pubblicitario redazionale in cui riversare acriticamente dietro fattura panegirici e “marchette” nella consolidata tradizione del giornalismo italiano? Anche se così fosse – ma non sembra davvero – quelle pagine non appartengono a testate diverse ed estranee. Sono pagine che nascono dal lavoro delle stesse rispettive redazioni, sono destinate allo stesso pubblico di lettori. E,non si dimentichi, restano sotto la primaria responsabilità dei direttori. In misura – semmai! – maggiore di quella legata alla pubblicazione di qualsiasi annuncio di ordinaria pubblicità. Onde, resta assodato che le generose ed ammirate celebrazioni di Buzzi e del suo mondo (di mezzo) imprenditoriale non erano passate sotto il naso di direttori indifferenti ed estranei. Ne avevano l’approvazione oggettiva, alla stregua del principio di responsabilità professionale e istituzionale valido per ogni testo pubblicato.
    Ma si dice, i direttori non avrebbero potuto sospettare l’inopportunità – per il giornale . di quanto pubblicato. Vero. Di certi retroscena non se ne sapeva nulla. Ma è la stessa giustificazione per la quale Poletti è entrato e resta, contro ogni opportunità, nel governo Renzi. Tuttavia, nel caso dei due giornaloni, s’aggiunge il fatto di aver ricavato proventi da quegli incontri. E se ora Buzzi si vanta di aver finanziato tutti – politici, funzionari, portaborse e giornali – la sensazione di sgradevolezza non trova attenuanti. Così funzionano le cose in Italia.

  • Andreana Reply

    14 giugno 2015 at 7:30 pm

    È’ vergognoso il comportamento servile dei giornalisti televisivi e della carta stampata nei confronti del delinquente Buzzi . Tutti a tesserne le lodi senza mai chiedersi perché avesse tanti buoni risultati economici in un periodo tutte le altre cooperative avevano un bel po’di problemi . Erano tutti all’ oscuro della vera natura dei successi di Buzzi ? Non credo . Ora che le pecche sono venute alla luce , da vigliacchi , dichiarano con un incredibile faccia tosta che non conoscono e non hanno mai avuto contatti con l’ indagato. Un minimo di dignità mai vero ? I componenti del partito pidduino dovrebbero riconoscere di aver sbagliato e dimettersi . Ma sono convinta che non lo faranno e continueranno a predicare bene e a razzolare male . Poveri italiani !

  • IlSole24Ore: anche Il giornale di Confindustria alla corte di Salvatore Buzzi | aggregator Reply

    16 giugno 2015 at 1:50 pm

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