Ilva, colpo di scena al processo

ilvaSei mesi persi, sei mesi letteralmente “buttati via”, sei mesi di soldi pubblici in indagini ed atti giudiziari spesi inutilmente. Ieri mattina la Corte d’Assise di Taranto ha deciso di annullare il decreto che dispone il giudizio e, con una mossa da “gioco dell’oca”, ha trasmesso l’intero fascicolo nuovamente al Giudice dell’udienza preliminare.

Nel corso dell’udienza “Ambiente Svenduto”(sull’inquinamento dell’Ilva a Taranto…), la Corte d’Assise ha rilevato che, per alcuni difetti di trascrizione nel verbale dell’udienza preliminare del 23 luglio scorso, almeno una decina di imputati non risultava essere assistita da un legale.

Spetta ora al GUP decidere nuovamente circa le richieste di rinvio a giudizio, sanando le anomalie rilevate dalla Corte d’Assise.

Certo, la Corte d’Assise ha rilevato (dopo l’evidenziazione della Procura) e sanato il problema  il prima possibile, per evitare che la questione venisse poi sollevata dinanzi alla Cassazione, ma fa rabbia sapere che si sono persi circa sei mesi per un mero “errore”, sei mesi persi nella lotta per una Taranto più pulita od almeno più vivibile.

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1 Comment

  • Rosengarten

    Rosengarten Reply

    10 dicembre 2015 at 4:05 pm

    Ma quale errore. E’ cominciata la tiritera per salvare lo Zar di tutte le Puglie con la prescrizione del reato. La sola trascrizione della conversazione con Archinnà basterebbe a condannarlo per una serie di reati che potrebbero includere l’omicidio colposo plurimo, la tentata strage (dei tarantini con la diossina, l’abuso ed omissione di atti d’ufficio, la concussione e chissà quanti altri potenziali violazioni della legge e dell’interesse comune. Se ritiene di essere innocente, Vendola bypassi i tribunali, si rivolga a chi come noi è garantista e rilasci una dichiarazione spontanea in cui ci spieghi cosa intendesse dire quando ha rimproverato all’ex capo dell’Arpa, l’agenzia regionale per l’ambiente, di non avere fatto sapere ai vertici dell’Ilva che essi erano al centro di oggi attenzione del presidente (della Regione), cioè di lui stesso, in relazione alle manovre attuate per ottenere il rilassamento delle severe specifiche fissate nelle Aia che arrivavano da Roma (governo Berlusconi) per limitare la nocività delle emissioni degli altoforni. Rosengarten

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