Immigrazione: Gad Lerner vs Leopardi

Gad-Lerner-giornalistaSecondo Pirandello non era indispensabile trovare l’assoluto fra due punti di vista; e gli si potrebbe anche dar ragione, a patto però di riconoscere ad entrambi i punti di vista la medesima dignità di partenza.
Invece, sul tema “immigrazione”, pietra dello scandalo dei nostri tempi, si santificano i “pro” e si criminalizzano i “contro” ancor prima d’averci ragionato sopra, e, nel mentre, anziché optare per strategie neutre e prudenti, si spalancano le porte della Casa comune, i confini nazionali, a miriadi di pasciuti sconosciuti meritevoli solo di non aver nemmeno bussato.

Osservandoli bene, però, gli attuali profeti dell’immigrazionismo non vedono tra le proprie file alcuna trasversalità democratica: sono un manipolo di “pensatori”, attori, giornalisti e politici di quella sinistra-chic che, anche volendo, mai potrebbe rinunciare al dogma del “privilegiare il diverso”, dopo averne fatto un mantra elettorale destinato a portarle sempre più voti e consensi soprattutto man mano che gli immigrati acquisteranno la cittadinanza.

Secondo costoro “l’immigrazione deve farsi progetto perché senza di essa non c’è né ripresa né risorgimento”.
Ma che frase è? Che cosa significa? In quali precedenti storici, sociologici, logici trova conforto una simile astrusità?

E quanta capricciosa arroganza c’è in questi pensatori nel momento in cui, dopo aver espresso la propria opinione, non accettano le conclusioni tratte in proposito dal Pubblico amministratore che agisce in contrasto con le loro idee, decidendo così di ricattarlo col broncio come farebbe un bambino a cui si negasse il lecca-lecca.

Ebbene, vediamo ora chi c’è dall’altra parte del ring dialettico: anzitutto tanta gente stufa delle manifeste controindicazioni del “cosmopolitismo”, ma che, ammutolita dal terrore di essere definita “razzista”, resta silente, pur non per questo divenendo inesistente.
Certo, andrebbe aiutata ad essere consapevole del proprio diritto costituzionale a dissentire, ed a questo stanno provvedendo i pochi veri anticonformisti rimasti a sfidare la censura politicamente corretta (citiamo Povia e Ruggeri, ma non sono i soli) che tentano in tutti i modi di svelare il “Re Nudo” che si cela dietro il carrozzone buonista.

Ma soprattutto ci sono grandi voci dal Passato: un certo Giacomo Leopardi scriveva:
“Quando tutto il mondo fu cittadino Romano, Roma non ebbe piú cittadini; e quando cittadino Romano fu lo stesso che cosmopolita, non si amò né Roma né il mondo: l’amor patrio di Roma divenuto cosmopolita, divenne indifferente, inattivo e nullo: e quando Roma fu lo stesso che il mondo, non fu piú patria di nessuno, e i cittadini romani, avendo per patria il mondo, non ebbero nessuna patria, e lo mostrarono col fatto ” (Leopardi, “Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura”, Firenze, Successori Le Monnier, 1898, pp. 457-8.)

Con chi stare, dunque, con Gad Lerner e Manconi, o con Leopardi? Anzitutto bisognerebbe saper stare con la propria testa; e poi bisognerebbe ricordarsi che il Passato è come un genitore, un adulto che ha già vissuto ciò che il giovane vive per la prima volta, iniziando dai traumi, dagli abbagli e dalle delusioni. L’Adulto non deve impedire al Giovane di compiere le proprie cadute con le proprie gambe; ma nemmeno il Giovane può essere così stolto da disattendere gli insegnamenti derivanti dalla migliore scrematura delle esperienze storiche che l’Adulto può e deve tramandargli.

Quindi, chi oggi pensa di trovare soluzioni epocali tirandole fuori dal cilindro di dottrine che hanno ancora il mocciolo al naso, non rischia di farsi male solo a proprie spese, ma mette in gioco il destino di tutti: e questo è inammissibile.

Helmut Leftbuster

Helmut Leftbuster189 Posts

Nasce e cresce alla corte della Pittrice Sandra, nota acquarellista romana, conduttrice radiofonica degli anni '90 e patronessa del circolo cultural-gastronomico denominato "Aristocrazia Dvracrvxiana" . Inizia la collaborazione con Qelsi proprio in nome del suo cognome che letteralmente significa "sfata-sinistra" !

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9 Comments

  • Carlo Lauletta Reply

    12 maggio 2015 at 10:25 pm

    Il titolo dell’articolo è imbarazzante. Finora io ho visto Leopardi messo a confronto solo con Schopenhauer; quanto a Gad Lerner, non conosco suoi competitori: se proprio dobbiamo sceglierne uno, proporrei il calciatore Palotello o Pallatelli.

    • Paolo Reply

      13 maggio 2015 at 7:43 pm

      Sono pienamente concorde; impensabile accostare ad uno “Spirito Magno” come il grande Leopardi, un guitto di terz’ordine quale il lerner…

  • Monica Cappellini Reply

    13 maggio 2015 at 5:17 am

    e dunque? o dicasi : quod? dopo tante parole e pensieri cosa farebbe in modo pratico questo autore?

  • attilio raffaghello Reply

    14 maggio 2015 at 12:59 pm

    cosa aveva detto Berlusconi nei confronti della Bindi “E’ piu’ bella che intelligente” con Lerner e’ lo stesso discorso.

  • Immigrazione: Gad Lerner vs Leopardi | aggregator Reply

    16 maggio 2015 at 12:33 pm

    […] Immigrazione: Gad Lerner vs Leopardi […]

  • Sandro Cecconi Reply

    16 maggio 2015 at 11:54 pm

    Leftbuster,

    il problema andrebbe inquadrato in modo diverso, non come lo ha posto lei. Cercherò di spiegarmi meglio.

    L’oceanica immigrazione attuale non può essere fermata ma si può e si deve governare a patto che l’intera Europa sia compatta e coesa nel mettere in campo tutte le soluzioni del caso e una politica univoca rivolta verso questo grandissimo problema che è nato per colpe più che gravi anche di tutto l’occidente che lo ha voluto affrontare in modo del tutto pressapochista, ognuno per proprio conto, da dilettanti allo sbaraglio e da veri professionisti del nulla se non del proprio potere e del proprio portafogli. Come facilmente intuibile sto parlando dei politicanti da strapazzo che si sono occupati soltanto di cercare di vendere di tutto agli stati del terzo e quarto mondo, armi comprese, infischiandosene di quanto accadeva in quegli stati sperando in un miracolo generalizzato, cosa che ovviamente non è accaduto e non sarebbe potuto accadere con quel tipo di decisioni.

    Ed ora ci ritroviamo a far fronte a una probabile invasione di massa che nessuno degli stati europei sarebbe in grado di sopportare.
    Nessuno paese è stato in grado in grado neanche di integrare al proprio interno le diversità esistenti, nel senso di saper amalgamare sia i cittadini di quel paese sia degli immigrati per cercare di formare un popolo indipendentemente dalla razza e provenienza. E il dramma per tutti i cittadini della UE è che questi quattro ignoranti e stupidi politicanti attuali, sto parlando di tutti – nessuno escluso – continuano imprterriti a comportarsi allo stesso modo chi da una parte e chi dall’altra.

    Non c’è che dire, ci ritroviamo una classe dirigente politica in tutta l’Europa che fa piangere e anche schifo sotto ogni punto di vista.

    Eppure basterebbe rifarsi proprio al Diritto Romano sull’argomento con i suoi due punti cardine fondamentali: IURIS CONSENSUS e UTILITAS.

    Ma questi sono “proprio de legno, de coccio e de marmo”, come si dice a Roma in modo appropriato degli imbecilli e purtroppo la situazione andrà avanti sino a che non scoppierà una guerra civile vera e propria e, giunti a quel punto, si salvi chi può!

    Un saluto.

  • dina Reply

    17 maggio 2015 at 12:21 pm

    credo che il pensiero di Leopardi debba essere contestualizzato al periodo in cui visse e soprattutto al momento della suo soggiorno a Roma che trovò alquanto deludente rispetto alle sue aspettative dopo una vita passata in provincia…ogni confronto penso sia veramente fuori luogo.Andare a ripescare un pensiero di Leopardi per giustificare atteggiamenti xenofobi sia decisamente da ignoranti. E poi chissà che anche Leopardi non fosse avulso da atteggiamenti discutibili, mica era una santo e infallibile!!??

  • Carlo Lauletta Reply

    18 maggio 2015 at 2:59 pm

    Le mie idee sull’immigrazione possono dare fastidio sia alla destra che alla manca: ma mi sembra che da tempo queste si siano scambiati i posti. Orbene, arrivano, in Italia e in Europa (salva la Città del Vaticano, che non accetta nessuno), milioni di africani. Non li abbiamo invitati né li conosciamo. Per giunta, possiamo presumere che essi appartengano, in prevalenza, alla feccia delle loro società: possiamo presumerlo sia in base a come si comportano qui, sia al fatto che hanno viaggiato in modo irregolare e tra tutti non hanno uno straccio di documento. Verosimilmente, non fuggono la fame (molti sono fior di atleti), bensì l’autorità di polizia e le corti di giustizia (diserzione dal servizio militare, seduzione di ragazze, abbandono di moglie con sei figlî, ecc.). Chiedo: chi ha motivo di volere o assecondare questo fenomeno? “Cui prodest”, a chi giova? Giova, e quindi è voluto, dalle potestà sovranazionali o straniere che ci dominano (le stesse che alzano lo spread per far sostituire un primo ministro poco malleabile con uno di loro scelta, o che intimano al governo di disobbedire alla Corte Costituzionale). Queste potestà hanno come mira gli effetti che
    questa invasione è destinata a produrre: rottura della coesione nazionale, guerra tra poveri, disfunzionamento dei servizî pubblici, alfine il collasso dello stato sociale. A quel punto ci diranno “Vedete? Lo Stato non può provvedere a ogni cosa. Basta con la sanità e le pensioni pubbliche. Ognuno si arrangî e si salvi chi riesce”. Il liberismo assoluto determinerà la concentrazione della ricchezza nelle mani dei pochissimi eletti. D’altronde, la Chiesa Cattolica riguarda il collasso dello stato sociale come propria finalità, poiché nello stato sociale lo spazio per la carità privata si riduce e poiché in esso il sentimento religioso si affievolisce e il clero perde prestigio e potere. Tutto questo la sinistra di oggi non lo capisce, perché “A chi vuol perdere, Dio prima toglie il senno”. Ma noi ricordiamo le leggi che la sinistra seria (piaccia o non piaccia) adottò in tema di frontiere quando e dove era al governo. Immigrazione: una Kyenge, compiuti gli studî di medicina-oculistica a Mosca, sarebbe stata immediatamente rimpatriata, perché il numero di oculisti nell’URSS era adeguato, nel Congo disperatamente insufficiente. Emigrazione: giovani praghesi si laureavano a spese della collettività; dopodiché non accettavano di guadagnare quanto i coetanei operai agli altiforni e volevano espatriare. Chiedevano il passaporto. Questo veniva loro negato. Allora i più spavaldi cercavano di passare “sans papiers”. Ma c’era la polizia. Negli Stati serî le leggi sono fatte rispettare a ogni costo, perché altrimenti si premiano i furbi e i prepotenti. Perciò i nostri “profughi” o tornavano immediatamente indietro per essere ammanettati e condotti in prigione, oppure finivano fucilati sul posto.

  • Sandro Cecconi Reply

    18 maggio 2015 at 3:32 pm

    Leftbuster,

    A conclusione del mio precedente intervento sull’argomento, voglioaggiungere che Roma nell’età imperiale aveva una popolazione di un milione di abitanti provenienti da tre continenti. Inoltre i Romani sapevano benissimo che Roma si doveva difendere dai confini che non erano quelli delle immediate vicinanze della Città/Stato perchè i confini erano giustamenti quelli dell’impero, come risulta da recentissimi studi archeologici eseguiti con i satelliti che hanno rivelato importanti resti romani lungo tutta la fascia del Mediterraneo e non solo.
    I Romani avevano ben chiaro il concetto di Patria/Nazione/stato, noi non sapiamo neanche cosa sia minimamente.

    E questo è il grande dramma dell’Italia attuale e dell’intera Europa: la crassa ignoranza della storia, come la crassa somaraggine di non saper elaborare una strategia efficace ed efficiente per cercare di risolvere in modo utile per tutti il problema dell’immigrazione. Noi tutti cosa abbiamo fatto negli ultimi trent’anni quando è iniziata in modo contenuto questo esosdo? Abbiamo nascosto sempre la testa sotto la sabbia e abbiamo sempre rimandato e ora l’intera Europa, Italia per prima, rimane completamente paralizzata nelle discussioni alquanto noiose, sterili, sciocche, becere, inconcludenti, ideologiche e del tuttoprive di qualsiasi fondamento.

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