Italia in silenzio sul voto euroscettico dell’Austria

Map-Austria-1994131L’informazione che i media italiani danno tende sempre più a dare un taglio politico non solo alla lettura delle notizie, ma, cosa più importante, alla selezione delle stesse.
Per quanto centrale sia oggigiorno la consultazione greca, non si spiega altrimenti l’assoluta indifferenza riservata alla Volksbegehren (petizione) austriaca sull’indizione di un referendum per l’uscita dall’euro.
E’ un mese che se ne parla in Austria. I complottisti dicono che non sia un caso se proprio in questo paese, il famoso club “Bilderberg” abbia tenuto una riunione di recente, con dispiego di oltre duemila agenti di polizia e proteste da parte dei cittadini, che non hanno gradito una così vasta operazione di sicurezza per una riunione di un club privato con impossibilità di accesso al pubblico.

Ma il problema che qui interessa riguarda l’informazione italiana: quanti in Italia sono a conoscenza che questa petizione si è svolta l’ultima settimana di giugno? Quanti sanno che ha raccolto due volte e mezzo le firme necessarie per la discussione in parlamento, la quale potrebbe portare ad un referendum, il cui risultato sarebbe vincolante per il legislatore?

In fondo con l’Austria abbiamo molti scambi commerciali, abbiamo anche problemi dovuti all’immigrazione, non è che ci sia la volontà di non dare risalto a notizie scomode? La situazione qui è estremamente diversa rispetto a quella che greca, ancorata all’europa per non fallire. I cugini dei tedeschi sono appena sotto di loro come tasso di disoccupazione, i giovani trovano lavoro, certo non l’Austria economicamente non è la Germania, ma neanche il Lichtestein.

Un sondaggio regolare nel tempo, l’Eurobarometro, mostra come un quarto degli austriaci sia attualmente a favore dell’UE, mentre il 41% mostri nei confronti dell’organismo sovranazionale indifferenza. Questo dimostra come gli austriaci siano un popolo tra i più euroscettici (pare il terzo) anche se c’è chi non dimentica di sottolineare come, nella consultazione del 1994, un terzo dei nostri vicini non voleva unirsi sotto la bandiera blu stellata, mentre adesso questa percentuale sia di molto diminuita.
Ad avviso di chi scrive, comunque, il referendum non si farà, in quanto osteggiato sia dall’attuale governo sia dai “Grünes”, i Verdi, anche se le spinte euroscettiche stanno cominciando a trovare un certo consenso popolare, considerando che le firme sono state raccolte in una sola settimana.

Il politologo Filzmaier ha affermato di ritenere improbabile un’uscita dell’Austria dall’Euro, perché, dice che è stato un moto popolare, manca un’organizzazione partitica poderosa che lo sostenga (cosa che, ad avviso di chi scrive, lo rende ancora più importante agli occhi presbiti dei media italiani).
Resta l’amaro in bocca per non aver potuto sentire anche nel nostro paese dei dibattiti su questa situazione, per la grave carenza del servizio pubblico RAI, che continuiamo ad essere costretti a pagare, seppure sotto forma di tassa sul possesso.

Informazione libera vuol dire anche informazione completa: capiamo che la Coppa America sia essenziale nella vita di tutti noi e che fuori faccia caldo, tanto caldo; ma, forse, due parole su ciò che accade di là del confine non sarebbero gettate al vento.

Stefano Teso

Stefano Teso26 Posts

Nato il 2 gugno 1991. Maturità classica, studente di giurisprudenza all'Università di Padova. Appassionato di politica e sport, si interessa anche di finanza.

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1 Comment

  • gbravin Reply

    8 luglio 2015 at 2:36 pm

    Molte notizie vengono censurate, od omesse, dai media italiani. Ad esempio le frequetazioni al Bilderberg. Per diversi anni venne invitata Lilly Gruber de la La7. Nel 2015, fu sostituita dalla Maggioni (Televideo RAI) e nel 2015, tornò la Gruber, sempre La7, TV privata e non tanto importante…

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