Italiani brava gente senza giustizia

giustizia-1024x735Guardare in faccia alla cronaca è come assistere alla decadenza della società, della cultura, della giustizia.
Potete pensarla come vi pare, potete credere che la legge non esista o che vi piace che la stessa sia solo un modo per compiacere un modo di esistere o di essere, potete fare quello che vi pare tanto, ormai, non conta più nulla.
Si passa continuamente dall’esercizio della gogna mediatica a quella dell’opinione speculativa passando attraverso quella del semplice diritto di critica e sentimento personale senza giungere però a voler inquadrare le cose nella loro giusta dimensione perché l’obbiettivo principale è solo speculare.
E categorie che sino a qualche tempo fa erano considerate intoccabili oggi diventano vittime di quel meccanismo perverso e distruttivo della denigrazione gratuita, idoneo solo a ricomprendere quelle persone entro determinati canoni negativi senza individuare reali incapacità professionali così da poterle rimuovere.
Ed anche a rimuoverle bisogna stare attenti, prendiamo ad esempio quel Giudice della provincia di Lucca che a seguito della sentenza contro quel carabiniere reo di aver esercitato un arresto troppo energico è stato condannato a risarcire i danni al ladro di origine nordafricana.
In quella incredibile storia, perché è incredibile da qualsiasi punto la vogliate prendere, nessuno si è chiesto quanta professionalità sia stata effettivamente profusa da quel militare tanto da spingere un giudice a far apparire una giustizia che si muova al contrario.
Toga che peraltro a seguito di questa vicenda è stata posta anche sotto protezione visto che sui social si sono sprecate minacce nei confronti di chi, carta alla mano, ha esercitato la professione per la quale, forse sbagliando non lo sappiamo, è pagato.

Perché oggi questo paese si schiera per partito preso dalla parte del carabiniere e ieri era pronto a impalare in piazza tutte le divise?
La giustizia e il suo elevato senso è per caso una moda in base anche a chi colpisce?
Così l’opinione pubblica continua, con altre dinamiche, a muoversi con logiche da stadio, di tifo, senza crescere: ieri stavamo con i magistrati purificatori della società, su quell’onda lunga degli anni ’90, di Mani Pulite, oggi stiamo con le forze dell’ordine vessate da quella magistratura incapace di garantire la sicurezza delle nostre città.

Ancora una volta un paese di voltagabbana, di colore rosso un giorno e, il giorno dopo, tutti vestiti di nero.
Così continua e si rinnova lo spaccato di un paese infantile, che segue l’opinione in maniera acritica, che si fa rincoglionire dagli schermi LCD e da tutto ciò che da essi passa in maniera preconfezionata.
Una stagione questa che, per come la vogliate vedere, è figlia di quella lotta contro il “Berlusconismo” non come ideologia ma come demonizzazione della persona che al posto di essere combattuta con le idee è stata perseguita a suon di carte bollate e eccessiva delazione.

Vogliamo veramente credere che l’unico e vero mostro contemporaneo di questa nazione venga da Arcore?
Ma davvero vogliamo credere che l’azione penale esercitata verso un qualsiasi personaggio sia sempre animata dal puro e immacolato senso di giustizia?
Siamo sicuri che la speculazione suscitata da vicende diverse e lontane come quelle di Milano e di Lucca non sia figlia di quell’esasperazione determinata da quel senso di giustizia che in questo Paese probabilmente non è mai esistito?
Possiamo davvero essere arrivati al punto che le sentenze non sono la consacrazione delle reali risultanze di un’indagine ma solo il sentimento di un popolo capace di vedere anche la cosa pubblica come un match calcistico?

Sapete che c’è?
È che questa società deve essere distrutta, rifondata, rimodulata, rimessa nelle condizioni di percepire il bene dal male scegliendo una strada che, se pur sbagliata, almeno sia certa perché la cosa pubblica, il far tornare le cose nel loro alveo naturale determina scelte spesso dure e dolorose perché ciascuno, politici, giudici, magistrati, agenti della forza pubblica, devono avere la certezza di andare nella stessa direzione e non stare dalla parte di chi in quel momento muove, come sempre accade, uno sterile e puerile senso di rivalsa.
È fatica essere coerenti e non si può continuare ad accontentare sempre tutti, delinquenti compresi.
Italiani brava gente ma tanto tanto infantili.

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