La bufala dei Marò condannati a morte

Immagine 6Pensavamo non fosse necessaria smentirla, ma sta girando eccessivamente. Sono soltanto due le fonti che riportano la notizia della “pena di morte comminata ai Marò”, la cui esecuzione sarebbe stata fissata ad “aprile”. LaRepubblicaXL, che non è il quotidiano debenedettiamo ma un semplice blog e non una testata giornalistica registrata in tribunale, e il sito Catena Umana. Non sono esattamente due fonti autorevoli ed è sicuramente un buon motivo per prestare attenzione prima di condividere la notizia.
Ma è anche l’unico indizio di inattendibilità, perché purtroppo il resto della bufala è ben congegnata, quindi altamente ingannevole: sia RepubblicaXL sia Catena Umana citano a loro volta come fonte il The Hindustan Times, un giornale indiano che esiste davvero.
Esiste anche la legge indiana anti-terrorismo, il Sua Act, che prevede la pena capitale e pure la NIA (National Investigation Agency) indiana che avrebbe invocato tale legge per i Marò. Una polemica che dura a lungo e che ha coinvolto persino i canali diplomatici dei due Paesi.
Esiste, infine, il portavoce indiano Syed Akbaruddin che avrebbe detto “il caso non rientra tra quelli che sono punibili con la pena di morte”. Ed in effetti il Sua Act si riferisce agli atti terroristici o di pirateria che coinvolgono navi battenti la bandiera indiana. Non sembra proprio il caso dei Marò.
L’ultimo organo di stampa, in ordine di tempo, ad aver parlato di “rischio pena di morte” per i Marò è stato Libero Quotidiano, il 10 gennaio 2014. Più di un anno fa.

La sensazione è che tanto RepubblicaXL quanto Catena Umana riprendano alcuni concetti dall’articolo di Libero, per poi infarcire il pezzo con altre notizie vecchie, a partire dalle dichiarazioni del ministro degli Esteri italiani, che secondo Catena Umana sarebbe ancora Emma Bonino, RepubblicaXL invece correttamente riporta il nome di Paolo Gentiloni, il quale però mai si è dovuto soffermare sulla questione.
Una notizia ormai superata, riportata in auge ieri con discreto successo: quasi 4.000 like su Catena Umana, più di 8.000 su RepubblicaXL. I due articoli, in effetti, stanno facendo il giro della bacheche facebook.

C’è solo un problema: oltre alla macedonia di notizie e dichiarazioni vecchie e superate, negli articoli dei due siti non c’è traccia di ciò che appare sul titolo: “Condannati a morte i Marò, ad aprile l’esecuzione”. Un titolo cattura-click che riporta una non-notizia. Inutile ricordare quanto sia inverosimile che due imputati vengano condannati nonostante non sia ancora cominciato il processo. E neppure siano stati formulati i capi d’accusa.

Riccardo Ghezzi

Riccardo Ghezzi1205 Posts

Giornalista pubblicista, scrive di sport e politica su testate locali piemontesi. Appassionato di politica da sempre, ha un unico pregio: non essere mai stato di sinistra in vita sua

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5 Comments

  • actarusdj Reply

    1 marzo 2015 at 8:02 pm

    Riccardo, sei troppo indulgente nel definire Catena Umana una fonte poco attendibile. Chi crede in quel sito andrebbe seriamente rieducato, ammesso sia possibile. Grazie sempre per i tuoi articoli

  • Reffraff Reply

    1 marzo 2015 at 8:42 pm

    Pure corriere.it l’ha pubblicata 😀

  • Ste Reply

    6 marzo 2015 at 12:20 am

    L’italiano medio legge i titoli (se in grassetto) non gli articoli

  • A.S. Reply

    8 marzo 2015 at 6:11 pm

    Uno dei problemi attuali della stampa italiana è il proliferare di queste finte testate prive di autorizzazione (sembrano la versione digitale e malfatta dei celebri unstamped inglesi), blog dalle sembianze di pseudo giornali che non solo producono un giornalismo becero e privo di fondamento (alimentato da improbabili teorie complottistiche), ma creano anche allarmismo e disinformazione gratuita (da quella politica a quella alimentare e così via). Pertanto penso che anche lo stesso giornalismo debba intraprendere una campagna che stronchi questi siti e chi pubblica queste notizie. Potrebbe apparire come un attacco alla libertà di stampa, ma per il concetto di giornalismo che ho personalmente, è l’esatto contrario. La libertà di stampa va difesa da questi sciacalli dell’informazione, perché il giornalismo è un missione, e sia il lettore che il giornalista vanno tutelati. Complimenti per l’articolo, un saluto.

  • susanna Reply

    12 luglio 2015 at 12:11 pm

    preciserei che, almeno su catena umana, è soltanto il titolo dell’articolo ad essere fuorviante in quanto nel corpo del testo si evince che la pena di morte per i marò è esclusa. si tratta semplicemente di una trovata di cattivo gusto per aumentare esponenzialmente i click sulla pagina. mah.

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