La croce impugnata

legaLa vittoriosa conferma elettorale della Lega in Veneto, mi ha stimolato a leggere, “Chi impugna la Croce”. Lega e Chiesa”, editrice Laterza (2011), un libro inchiesta sui rapporti tra Lega e la Chiesa cattolica, scritto da Renzo Guolo, professore di sociologia delle culture e della politica presso l’università di Padova e editorialista del quotidiano La Repubblica.
Renzo Guolo si pone alcuni interrogativi: perché il Carroccio si espande proprio su quell’Italia bianca in cui il Cattolicesimo e la DC hanno avuto sempre una forte rilevanza. Perché ha incontrato un sola resistenza: la Chiesa. E poi perché oggi il Carroccio e i vertici ecclesiali, dopo gli scontri iniziali, sembrano avviati verso strade meno conflittuali. Fino al punto che in Parlamento qualche mese fa, è rimasta solo la Lega a difendere quei “principi non negoziabili”, come per il caso “divorzio breve”. Ma soprattutto Guolo nel testo evidenzia nella Lega il passaggio dal neopaganesimo iniziale a una certa riscoperta del cristianesimo. Al riguardo Guolo vede tra la Lega e la Chiesa quasi una sfida che non interessa la salvezza delle anime, ma è soprattutto orientata verso l’identità del territorio, su chi riesce per primo a dare forma alla società. Si tratta, a parere del professore dell’università padovana, di un conflitto, uno scontro egemonico nella società del Nord Est.
Per la verità il libro mi sembra sufficientemente equilibrato e in parte sgombro da certi pregiudizi negativi in riguardo alla Lega.

Certamente il rapporto tra la Lega e la Chiesa è atipico. Peraltro la loro relazione non è riconducibile allo scontro classico Stato-Chiesa. Secondo Guolo, la Lega si presenta come un partito che interviene attivamente nelle vicende della Chiesa, rovesciando “i crismi del partito confessionale”. Infatti il partito leghista, “tende a dare una linea alla Chiesa”. Scrive Guolo: “la Lega privilegia un corpus dottrinale anziché un altro; agisce come attore ostile a interpretazioni dottrinare e azioni pastorali ritenute potenzialmente destinate a sfociare in sistemi concorrenti alternativi”. E qui probabilmente Guolo si riferisce alle polemiche innescate all’interno del mondo cattolico sull’ermeneutica del Concilio Ecumenico Vaticano II. Dopo il celebre discorso alla Curia Romana di Papa Benedetto XVI nel dicembre del 2005, Papa Ratzinger ha ben inquadrato il Concilio, nella “giusta ermeneutica”, definendolo in continuità con tutta gli altri concili. Mentre altre interpretazioni invece vedono il Vaticano II come discontinuità, come rottura con la Chiesa di prima. La Lega si schiera con l’interpretazione della continuità e non disdegna di criticare teologi, intellettuali, e specialisti, “che avrebbero imposto alla Chiesa quell’ermeneutica della discontinuità”.

Per Guolo questo sembra un interventismo anomalo, che vede un partito definire pubblicamente ciò che è bene o meno nella condotta della Chiesa”
La Lega ribadirà sempre, “di non essere ostile alla Chiesa in quanto tale, ma solo nei confronti di quella post-conciliare”. E proprio qui, forse, in maniera grossolana, individua amici e nemici della sua politica religiosa. Tra i suoi “nemici” individua il cardinale Martini nella diocesi di Milano e poi il suo successore cardinale Tettamanzi. Poi c’è il vescovo monsignor Paolo Magnani di Treviso. Nel testo Guolo esamina il “caso Treviso”, dove forse c’è stato il contrasto più forte con la Chiesa. Il contendere è la questione immigrazione, il rapporto con i musulmani , che chiedono moschee per il loro culto. Il culmine della contesa si ha quando ai primi di gennaio del 2009, un corteo contro i bombardamenti israeliani su Gaza si conclude con la preghiera dei musulmani sul sagrato del Duomo di Milano, episodio molto grave per i leghisti milanesi, ma anche per tanti altri cittadini milanesi. Ma se ci sono vescovi “nemici”, ci sono anche gli “amici”, e tra questi c’è il cardinale Giacomo Biffi di Bologna, che gode della simpatia leghista.

Il sociologo Guolo, fa un’ottima sintesi del magistero biffiano. Viene spiegato il celebre discorso di San Petronio del settembre 2000, quando il cardinale chiarì quale doveva essere la posizione politica del nostro Paese nei confronti dell’immigrazionismo. Per quanto riguarda la Chiesa, il prete giustamente deve accogliere tutti, bianchi, neri, verdi etc. Lo Stato, invece, deve discriminare, non può far finta di nulla, deve stare attento alla cultura, alla religione degli uomini e donne che fa entrare nel nostro Paese. Naturalmente il primate bolognese, fa riferimento agli immigrati musulmani che per la loro “diversità”, costituiscono un serio problema per l’integrazione. Secondo Biffi, gli immigrati dovrebbero conoscere e rispettare le nostre tradizioni e la nostra cultura e identità. Per lo meno se dobbiamo rispettare le “minoranze”, bisognerebbe rispettare anche le “maggioranze”. Pertanto abolire i crocifissi nei luoghi pubblici, per non urtare la sensibilità di minoranze di altre religioni, è aberrante.

Il cardinale di fronte alle dinamiche demografiche sul futuro dell’Italia e dell’Europa, propone l’unica “medicina” possibile: o riscopriamo la nostra vera identità e ridiventiamo cristiani, oppure saremo conquistati dall’Islam o dalla “cultura del niente”. “Solo la riscoperta dell’avvenimento cristiano potrà dare, secondo Biffi, un esito diverso a questo inevitabile confronto”. Ma a distanza di quindici anni ancora oggi, né i “laici”, né i “cattolici”, sembrano rendersi conto del dramma che si sta profilando all’orizzonte.
Nel libro, Guolo dà conto di un diverso apprezzamento dei leghisti nei confronti di Papa Wojtyla e di Papa Ratzinger. Secondo l’editorialista di Repubblica, il leghismo italiano non ha digerito molto il pontificato di Giovanni Paolo II, mentre si è trovato in perfetta sintonia con Benedetto XVI. Addirittura al papa polacco viene idealmente contrapposto il bergamasco Giovanni XXIII. La contrapposizione mi sembra abbastanza forzata, anche perché Benedetto XVI ha continuato l’opera magisteriale e di riforma di san Giovanni Paolo II. Ma non bisogna meravigliarsi, ormai è abitudine di certo giornalismo contrapporre i vari pontefici.

Il testo di Guolo descrive correttamente il superamento della Lega della prima fase neopagana anticlericale, del culto al dio Po e ai Celti, intriso di new age e di panteismo. Peraltro, è il periodo del secessionismo duro e puro, all’approdo al cattolicesimo.
Anche sulla faccenda dei rapporti tra il cattolicesimo padano e quello tradizionalista dei lefebvriani, anche su questo tema non riscontro squilibri, Guolo descrive i fatti come sono stati e poi tira delle conclusioni. L’aspetto della strumentalizzazione, forse, affiora quando Guolo descrive le battaglie della Lega in difesa del crocefisso e del presepe. Si nota una certa esagerazione nella difesa dei simboli religiosi. Chiaramente il crocifisso non si impone per legge o con i carabinieri. Anche se per il leghismo, la mobilitazione a favore dei simboli cristiani, “dà forma e valorizza i sentimenti di appartenenza alla comunità locale”. Pertanto secondo Guolo, “la presenza del crocifisso viene vista da questi cittadini come segno della continuità identitaria della comunità locale più che come simbolo del messaggio di fratellanza cristiana”.

Il testo, naturalmente affronta altre questioni dei rapporti complessi tra Lega e Chiesa. Per l’autore, il Carroccio esalterebbe una religione senza Chiesa, addirittura il cattolicesimo del Carroccio, che pure si richiama alla Tradizione, si nutrirebbe di un’interpretazione della fede più simile alla matrice protestante, soprattutto, quando intende mettere in discussione la stessa forma romana del cattolicesimo. Ma queste, forse, sono interpretazioni del professore Guolo, simili a quelli che identificavano i leghisti nei riti neopagani dei celti. A questo proposito, il professore Massimo Introvigne che ha diretto una ricerca scientifica nel 2001sul tema, “Aspetti spirituali dei revival celtici e tradizionali in Lombardia”, proprio tra gli iscritti e gli elettori della Lega in Lombardia, con notevoli sforzi, ha trovato ben quindici persone che dichiarano di professare la religione dei celti e partecipano a riti neo-pagani: una minoranza colorita, dunque, ma infima. Ma sugli studi del professore e sociologo Introvigne sarà opportuno in futuro dare conto.

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10 Comments

  • Ben Reply

    10 giugno 2015 at 10:52 am

    in sintesi voglio dire che anche per me il polacco woitila non fu un papa predisposto a favore della Chiesa Cattolica, ma molto più propenso a venderci all’ islam…divenne famoso per essere il papa (che DIO lo perdoni) che baciava il CORANO ovunque gliene fosse capitata l’ occasione; grande è stata l’ umiliazione per i cristiani nel vedersi denigrati dal loro stesso rappresentante…da quando fu nominato il massone woitila ( perchè il GRANDE e indimenticato PAPA LUCIANI aveva già predisposto la PULIZIA dentro la CHIESA ormai diventata una cloaca, voleva eliminare la MASSONERIA all’ interno del vaticano, egli fu UCCISO dai banditi che oggi domina il vaticano) al trono di SAN PIETRO non sono più andato in chiesa perchè l’ ho ritenuta essere un covo di pervertiti, ladroni a cui la religione era solo un mezzo per il clero (la maggioranza) di fare4 i cazzi suoi, molto mATERIALI ecc. BENEDETTO XVI è il papa (quello VERO e UFFICIALE) che stava recuperando le porcate fatte dal suo predecessore , servo degli islamici, massone e pure servo dei sionisti dell’ ordine mondiale…ma appunto per questo VENNE DESTITUITO dalla massoneria americana a fronte di una DENUNCIA (l’ ho letto in internet circa 20 giorni prima che il povero Benedetto XVI desse le SUE REPENTINE dimissioni da PAPA..(fatto quasi unico e gran bvrutto segnale per il cristianesimo) da parte di una Corte Internazionale, sui delitti fatti, UDITE, UDITE dai GESUITI nell’ America del Nord, delitti OVVIAMENTE di PEDOFILIA con assassinii di bambini….e chi ci viene dato al posto di BENEDETTO XVI? UN GESUITA, massone, anticattolico al 100%, falso, servo del demonio….se le profezie hanno qualcosa di vero, questo misero individuo, marcio dentro e fuori sarebbe il famoso LUPO camuffato da AGNELLO che anticiperà di poco la venuta sulla terra dell’ esercito di DIO!!speriamo sia vero!

  • roberto Reply

    10 giugno 2015 at 11:10 am

    la lega direbbe di essere buddista, se questo le permettesse di guadagnare voti. così fanno i populisti.

  • Sandro Cecconi Reply

    10 giugno 2015 at 3:14 pm

    Bonvegna,

    Il Cardinale Biffi ha colto nel segno. E’ una sacrosanta verità il concetto espresso. Il problema è che i nostri politicanti affermano e scrivono solo sciocchezze senza senso. Come condivido i suoi pensieri.
    Aggiungo che è assurdo la concezione di accogliere chiunque solo per un senso di buonismo idiota. Anzi, lo trovo idiota e razzista. Mi spiego meglio. Sono fortemente convinto che i razzisti sono proprio tutti coloro che sono per l’accoglienza indiscriminata in quanto poi lasciano questi poveri migranti in balìa della delinquenza organizzata perché non riescono a trovare un lavoro, dipendente o indipendente ha poca importanza, che li espone alle lusinghe proprio della delinquenza indigena e a tutto ciò che ne consegue. E’ il solito discorso di questi idioti buonisti che cercano di lavarsi la coscienza in pubblico affermando di essere a favore dell’accoglienza indiscriminata e fregandosene altamente se questi poveracci di migranti non possono neanche mangiare.
    Questa è la cruda e amara verità, il resto rappresenta solo chiacchiere da bar dello sport e, in alternativa, chiacchiere per i salotti radical chic composto sempre da idioti e ipocriti. Altro che storie. Mentre per i Rom (termine coniato da dei poveri cretini) occorre fare un discorso completamente diverso ed ora non è il caso.

    Cordialmente.

  • Carlo Lauletta Reply

    10 giugno 2015 at 6:37 pm

    Chiesa Cattolica e Lega Nord: il problema è l’immigrazione. La Chiesa benedice questo fenomeno, la Lega lo maledice. Esaminiamo le ragioni delle due posizioni. Cominciamo con la Chiesa. Agisce essa per bontà ? Pensano questo le anime candide, religiose e non religiose. Punta a chiedere finanziamenti con il pretesto dell’assistenza? Magari si trattasse solo di soldi, di soldi spiccioli! In verità, la Chiesa Cattolica, caldeggiando l’ingresso, in Italia e in Europa (salva, si noti, la Città del Vaticano), di stranieri sconosciuti (molti scampaforche, tutti profittatori), la Chiesa, dicevo, così facendo mira a un evento grandioso e terribile. Prepareranno questo evento la rottura della coesione nazionale, l’indebolimento delle strutture pubbliche, la guerra tra poveri e il disfunzionamento dei pubblici servizî. L’evento sarà il collasso dello stato sociale, nel quale la gente vive tranquilla e sicura per quanto umanamente possibile. Dopo questo collasso, i sentimenti religiosi si ravviveranno e il clero (che assorbirà le funzioni dell’INPS e del SSN) riprenderà prestigio e potere. Passiamo alla Lega Nord. Perché la Lega è contraria a questa invasione? Basterebbe rispondere “per buon senso”. Aggiungerei : perché i leghisti sono mossi dai sentimenti di comune umanità e altruismo, grazie ai quali ci interessa che nostra madre o nostra moglie o altra persona cara, se si ammala, riceva sollecite cure ospedaliere e non sia invece postergata a questi pirati che la scavalcano in quanto sprovvisti di tessera sanitaria. In tale situazione, ho l’impressione che la Lega Nord, per la quale simpatizzano persone religiose e non religiose, avendo di fronte la massima potestà mondiale, provi ad assecondarla su altre questioni, come i simboli religiosi o i matrimonî omogeneri.
    C’è da chiedersi se questioni di principio possano essere trattate in modo strumentale; constatiamo però che per la Chiesa Cattolica gli immigrati, in quanto procacciatori di prestigio e potere come si è visto, sono più importanti di Gesù Cristo e perciò gli amministatori leghisti, anche se espongono crocefissi e allestiscono presepi, sono invariabilmente trattati, dai sacerdoti, a pesci in faccia.

  • giuseppe Reply

    10 giugno 2015 at 10:17 pm

    Concordo con il Card.Biffi: i preti facciano i preti e lo Stato faccia lo Stato, non si possono accogliere tutti i clandestini del Mondo. Ci sono un miliardo di africani che vorrebebro venire in Europa, gli accogliamo tutti? e a gratis? o con le organizzazioni coop pronte a ricevere lauti compensi da parte degli italiani.
    S.S.Benedetto XVI é il Papa rimpianto, il Cardinale Biffi sarebbe meglio di Papa Francesco I.

    • giuseppe Reply

      10 giugno 2015 at 10:22 pm

      Difendere l’identità cristiana degli italiani, per non farci sottomettere dagli islamici, questo é il compito del Vescovo di Roma, compito che non mi sembra all’altezza. Non vedo pericoli buddisti o confuciani, ebrei o di altre confessioni, neanche l’ateismo mi fa paura, essndo un liberale tutti possono prefessare la loro fede, basta che non la impongano, e questo vuole l’Islam.

  • Sandro Cecconi Reply

    11 giugno 2015 at 12:06 pm

    Bonvegna,

    da alcuni giorni ho iniziato a seguire nuovamente alcune trasmissioni di approfondimento delle varie emittenti dopo un periodo durato alcuni anni di totale rifiuto, non per mia colpa.

    Ebbene oggi ho deciso di nuovo di non seguire più queste passerelle per politicanti beceri, ignoranti, senza alcuna capacità di fare proposte serie e razionali tese alla risoluzione dei tantissimi problemi che attualmente affliggono il nostro paese, continuo a ripeterlo perché non faccio sconti ad alcuno, da oltre quarant’anni. In questi ultimi quarant’anni infatti, i cittadini italiani sono stati costretti, loro malgrado, ad assistere un completo sfilacciamento di tutti i valori per mera colpa di truffatori, figuranti e aspiranti politici i quali ci hanno “deliziato”, si fa per dire, con le loro idee bislacche e con falsi propositi nei confronti degli stessi elettori. I falsi propositi come la loro totale imbecillità globale e totalizzante la si può tranquillamente riscontrare dai vari provvedimenti messi in atto a partire dagli inizi degli anni ’70 del 1900 in poi e che sono via via peggiorati man mano che gli anni trascorrevano sino ad arrivare ai nostri giorni in cui siamo stati fatti cadere nel più profondo dell’inferno, Bonvegna mi consentirà questa metafora.
    Prima eravamo in pochi ad aver rinunciato a recarci alle urne per esercitare il nostro diritto/dovere di cittadini per eleggere i nostri rappresentanti in parlamento, il governo e via via tutto il resto.
    Poi, grazie a Dio, i cittadini hanno iniziato a ragionare seriamente con se stessi e la “riserva di noi pochi indiani” non votanti si è e si sta ampliando sempre più.
    Questa è l’unica arma che è rimasta ai cittadini per far comprendere che siamo ormai giunti ad un punto tale che l’Italia ora è in una situazione talmente esplosiva che non sarà più possibile porvi rimedio per traghettare il nostro paese in un nuovo Rinascimento.
    Non più tardi di qualche mese fa ho scritto un mio commento ad un articolo comparso affermando che forse il punto più elevato di questa crisi etica, morale, di competenze, programmatica e politica giungerà proprio con quest’altro governicchio, così come tutti gli altri.
    Altre approfondite riflessioni sarebbero più che opportune per dare un’idea reale sul completo servilismo più che becero e pazzesco raggiunto dalla gran parte di coloro che si ritengono essere “giornalisti” ma che, a mio avviso, sono tutt’altro.

    Ma ora non ne ho voglia perché sono totalmente schifato.

    Cordialmente.

  • giuseppe Reply

    11 giugno 2015 at 12:08 pm

    Legge fondamentale dello Stato della Città del Vaticano sulla cittadinanza del 7 giugno 1929, nonchè la Legge fondamentale dello Stato della Città del Vaticano del 26 novembre 2000, l’anno del Grande Giubileo di Giovanni Paolo II, che aveva sostituito la precedente – la prima – emanata nel 1929 dal Papa Pio XI di v.m.
    CAPO II. Dell’accesso e del soggiorno nella Città del Vaticano

    12. Coloro che non sieno cittadini vaticani per accedere alla Città del Vaticano debbono munirsi di un permesso, secondo un modulo, da stabilirsi con provvedimento del Governatore, che, previo accertamento dell’identità personale, è rilasciato dai funzionari od agenti incaricati della custodia degli ingressi.
    Per giusti e gravi motivi, da apprezzarsi insidacabilmente dai funzionari ed agenti suindicati, il permesso può essere rifutato.
    Il permesso ha effetto per rimanere nella Città del Vaticano soltano per le ore stabilite con provvedimento del Governatore.
    Il permesso deve essere conservato ed esibito a qualsiasi richiesta.

    13. Per l’ingresso di comitive, di pellegrinaggi e simili può essere rilasciato cogli effetti suindicati un permesso collettivo, intestato al capo {*17} o ai capi o diritgenti di dette comitive o pellegrinaggi, e colla sempliced indicazione del numero di coloro che l’accompagnano.
    Il governatore o l’ufficio da esso delegato può concedere permessi di accesso permanenti.

    14. Chi non sia cittadino vaticano, per soggiornare nella Città del Vaticano oltre l’orario iindicato nel penultimo comma dell’articolo 12, deve ottenere l’autorizzazione del Governatore o dell’ufficio all’uopo delegato.
    L’autorizzazione determina la durata del siggiorno e può contenere le limitazioni e condizioni, che il Governatore e l’ufficio suddetto credano convenienti.

    15. Somo dispensati dal permesso di cui all’articolo 12 gli stranieri muniti di passaporto che sia vistato da un rappresentante diplomatico della Santa Sede o da altra autorità a ciò delegata dal Pontefice. Questo visto non autorizza a permanere nella Città del Vaticano oltre l’orario di cui nel penultimo comma dell’articolo citato.
    Sono dispensati dal permesso d’ingresso e dall’autorizzazione di soggiorno occorrente per restare nella Città del Vaticano oltre l’orario suindicato, i Cardinali che non siano cittadini vaticani col loro seguito, i membri del Corpo diplomatico accreditato presso la S. Sede, la famiglia del Sommo Pontefice, i dignitari della Corte Pontificia, gli ecclesiastici ed altre persone addette ad uffici o tribunali della Sede Apostolica, il Consigliere generale dello Stato, gli impiegati e salariati del Governatoriato e degli altri uffici vaticani, coloro che appartengono ai corpi armati, quando accedano per ragioni di servizio, e le altre persone che potranno essere indicate nel regolamento.

    16. Il Sommo Pontefice, per motivi da apprezzarsi sec0ondo la sua sovrana potestà, si riserva di autorizzare chunque a soggiornare a temp indeterminato nella Città del Vaticano, senza che ciò induca acquisto della cittadinanza.

    17. Il Governatore o l’ufficio all’uopo delegato possono rilasciare, collo stesso effetto, autorizzazioni di soggiorno a tempo determinato:
    a) a persone di famiglia dei cittadini vaticani, nnei limiti di parentela indicati nell’articolo 2, quando pure non concorrano o abbiano cessato di concorrere le condizioni di cui negli articoli 4 e 5, nonché a parenti ed affini, anche oltre i gradi indicati in detti articoli, sempre che la loro permenenza nella Città del Vaticano sia necessaria all’assistenza personale di un cittadino vaticano o al governo della casa di lui. Tale autorizzazione non può concedersi, di regola, se non per una sola persona per ciascun {*18} cittadino vaticano. Per concederio a più di una persona occorre un permesso da rilasciarsi personalmente dal Governatore;
    b) alle persone indicate nella lettera precedente, quando per legge siano dovuti gli alementi da un cittadino vaticano ed egli non sia in grado di prestarli se non nella propria casa;
    c) ai domestici ed inservienti di cittadini vaticani o di persone che abbiano diritto di risiedere nella Città del Vaticano;
    d) in altri casi straordinari di necessità assoluta.

    18. Nessuno può dare alloggio né temporaneo, nè permanente, con o senza corrispettivo, anche a persona autorizzata al soggiorno, senza l’autorizzazione del Governatore o dell’ufficio all’uopo delegato.

    19. Le autorizzazioni indicate nel presente capo sono sempre revocabili, osservato, quanto all’eventuale preavviso, il disposto dell’articolo 9.

    20. La assegnazione degli alloggi nella Città del Vaticano a coloro che vi risiedono, salvo il caso eccezionale di alloggio di proprietà privata e ferme in tale caso le norme circa l’affitto, il subaffitto e la facoltà di rfequisizione, è fatta insiindacabilmente dal Sommo Pontefice e per esso dal Governatore.
    La concessione di alloggi è revocabile, con congruo preavviso, salvo che ragioani di ordine pubblico, di servizio, di morale o di disciplina impongano la revoca immediata.
    L’alloggio è permutabile con provvedimento dell’autorità che l’ha concesso e con analoghe norme circa il preavviso.
    La capacità degli alloggi assegnati od assegnabili deve essere tenuta presente, insieme ad ogni altra circostanza del caso, nel concedere o negare l’autorizzazione a risiedere dei parenti ed affini, secondo le disposizioni del Capo I e del presente.
    La revoca della concessione dell’alloggio implica di diritto revoca dell’autorizzazione a risiedere nella Città del Vaticano, salvo che sia altrimenti disposto.

    21. Coloro che si trovano nella Città del Vaticano senza le autorizzazioni previste negli articoli precedenti o dopo che esse sieno acadute o revocate, possono essere espulsi anche colla forza pubblica.
    Per gravi motivi o quando si tratti di persone condannate dai Tribunali Vaticani, per qualsiasi reato, all’espulsione può essere aggiunto, con provvedimento del Governatore, il divieto perpetuo o temporaneo di accedere alla Città del Vaticano.

    22. Il Governatore tiene un registro di anagrafe. Nel medesimo vengono annotati i nomi delle persone autorizzate a risiedere nella Città del {*19} Vaticano a tempo indeterminato o determinato colle norme di cui agli articoli precedenti, le revoche delle autorizzazione stesse, i provvedimenti di espulsione e i divieti di accesso.
    http://www.civile.it/news/visual.php?num=69530

    voglio le stesse leggi, in materia immigratoria e di clandestini, del Vaticano. Le voglio applicate in Italia.

  • Sandro Cecconi Reply

    11 giugno 2015 at 4:33 pm

    Bonvegna,

    per concludere il mio ragionamento dei miei due interventi al suo articolo posto, non vorrei ma lo debbo fare, illink di un quotidiano di questa mattina.

    Eccolo:

    http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/15_giugno_11/foto-choc-piccola-grande-svolta-534bb95a-1010-11e5-8d37-c0a6c8114972.shtml

    Invito tutti a leggere e osservare come questi beceri politicanti hanno ridotto le nostre magnifiche città, ma poi vanno in televisione e volendo apparire ciò che non sono mai stati, non sono e non saranno mai. Anzi. Si esercitano allo specchio pur di apparire dei santi e martiri.

    Il risultato quale è? E’ la vergogna e la negazione della nostra cultura più che bimillenaria e poi c’è qualcuno che ancora vorrebbe pontificare ergendosi a paladino per spingere i cittadini ad andare a votare.

    Le nostre città sono state ridotte tutte in questo stato di cloaca a cielo aperto senza mai prendere un provvedimento.

    Ma perché questi politicanti guitti, beceri, bislacchi, incapaci, incompetenti e avanti così fino all’infinito, non hanno neanche la dignità di apporre le proprie firme in calce in calce alle proprie dimissioni in massa?

    Ogni giorno che trascorre sento montare la rabbia e rimango ogni istante più schifato che mai.

    P.S. Accetta la scommessa che ora ci sarà la fila per criticare tizio, caio, sempronio ecc.. ma mai riconoscere la loro condizione di incapaci totali?

  • La croce impugnata | aggregator Reply

    13 giugno 2015 at 3:44 pm

    […] La croce impugnata […]

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