La demagogia sull’allarme delle polveri sottili

inquinamento_atmosferico I limiti di inquinamento dell’atmosfera sono stati superati da circa un mese eppure tutti se ne sono ricordati soltanto ora. Qualcuno non ha esitato a sfruttare l’occasione per fare campagna elettorale ed è a loro che si rivolge Sarina Biraghi in un editoriale su Il Tempo.

di Sarina Biraghi

Anche il caldo anomalo viene usato per fare demagogia. Quello che sta per chiudersi sarà ricordato anche per essere uno degli anni più caldi almeno della storia della meteorologia, ovvero dal 1850. Ed è un anno così caldo per effetto della combinazione tra il riscaldamento globale che prosegue la sua inesorabile avanzata e un intenso fenomeno di El Nino, l’anomalo aumento periodico della temperatura superficiale del Pacifico meridionale. E questo vale anche per il nostro Paese dove temperature e mancanza di pioggia fanno superare i limiti dello smog. Da Milano a Roma le città si “attrezzano” tra targhe alterne e blocco del traffico ma c’è qualche politico che entra a gamba tesa e brandendo la bandiera ambientale attacca gli amministratori. Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, aspetta il 30 dicembre per convocare sindaci e presidenti di regioni per una riunione di coordinamento degli interventi contro lo smog nelle città italiane. È dall’inizio di dicembre che siamo oltre i limiti, che la conferenza sul clima di Parigi ci ha detto che la crescita non può superare i due gradi entro il 2100 e noi già uno lo abbiamo consumato, ma qui in Italia si aspetta il 30 dicembre per “decidere”. Così Grillo ne approfitta per fare un po’ di allarmismo: “Il 2015 si chiuderà secondo l’Istat con 68.000 morti in più rispetto al 2014. Come ai tempi delle grandi guerre. Lo smog sta rendendo le città sempre più simili a Pechino. Premier e ministri sono una sciagura per il Paese, il prezzo della loro spocchia lo stiamo pagando col sangue”. E se il leader della Lega Nord Salvini è contro il blocco delle auto ma quasi con un ambientalista ritiene necessario controllare seriamente le caldaie, abbassare il riscaldamento negli uffici e nelle case e comprare bus che inquinano di meno, i Verdi pur di essere contro lo attaccano e pur riconoscendo che l’inquinamento è prodotto da una serie di concause come trasporto, riscaldamento, aree industriali e centrali di produzione di energia, è sbagliato dire che le auto inquinano poco specialmente in città come Roma. E proprio nella Capitale il Codacons si dice pronto a nuove denunce penali se i valori di inquinamento dell’aria non torneranno entro i valori limite: “L’amministrazione comunale è responsabile della salute pubblica, e deve adottare tutte le misure idonee a tutelare i cittadini e se i provvedimenti assunti risultano inadeguati, possono configurarsi precise responsabilità penali in capo all’amministrazione”. Consigli? Ipotesi di soluzioni? Strategie ambientali? Non pervenute da nessuna parte politica, a parte il consiglio di Salvini cil controllo delle caldaie. Gli altri soltanto critiche sui provvedimenti dei sindaci e nessuna idea. Solo sana demagogia più che botte di caldo…

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1 Comment

  • Giovanni Bravin Reply

    29 dicembre 2015 at 10:48 am

    Strano che il controllo caldaie parta a Frosinone nel 2016, città minimamente inquinata e siccome il controllo dei fumi delle caldaie è in vigore da decenni, vuole dimostrare che NESSUNO l’ha attuato in tutta Italia.
    Ci sono molti modi per abbassare l’inquinamento e diminuire la dipendenza dal petrolio, ma in Italia non se ne parla, oppure si scoraggiano gli investimenti sia nel settore pubblico e sia privato.

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