La destra degli intellettuali francesi

Le vraie droiteFino a poco tempo fa baluardo della sinistra, gli intellettuali “hanno cambiato sponda”, scrive il periodico liberale Le Point, e oggi sono sempre di più schierati a destra.
D’altronde non è la prima volta che l'”intelligencija” francese si pone su posizioni reazionarie, conservatrici e nazionaliste: prima della seconda guerra mondiale il movimento “Action Française” ne rappresentava una grossa fetta; dopo la parentesi collaborazionista di Vichy, la maggior parte degli intellettuali conservatori trovò rifugio nel movimento tradizionalista degli “ussari” opposti all’esistenzialismo di Jean-Paul Sartre.

Adesso però la destra francese si trova di fronte ad un bivio, il lepenismo da una parte (criticato da Eric Zemmour, editorialista de Le Figaro, il quale afferma che “il FN, dalle presidenziali del 2012, è divenuto un partito di sinistra”) e i libertari di centro dall’altra, ma come al solito non sa decidersi.
Il motivo dell’attuale popolarità degli intellettuali tradizionalisti è dovuta proprio a questa incertezza della “droite” conservatrice, decimata da lotte intestine e oramai isolata e quasi più ascoltata, nonché una volta al potere incapace di mantenere le promesse fatte quando era all’opposizione.

La nuova avanguardia tradizionale è guidata dagli intellettuali che, sempre secondo Le Point, “hanno ancora delle idee”: il filosofo Alain Finkielkraut, membro dell’Acadèmie française, il già nominato Eric Zemmour, il quale condanna l’egemonia culturale della sinistra affermando che “l’ideologia antirazzista e multiculturale della globalizzazione sarà per il Ventunesimo secolo quello che il nazionalismo è stato per il Diciannovesimo e il totalitarismo per il Ventesimo”, e lo scrittore Michel Houellebecq.

Commenta con il tuo account social

2 Comments

  • Sandro Cecconi Reply

    9 marzo 2015 at 2:30 pm

    Pur essendo culturalmente vicino a molte idee di Eric Zemmour non posso tuttavia non rendermi conto che per il presente e il futuro l’Europa tutta non può esimersi da declinare nel modo più appropriato il fenomeno del multiculturalismo. Per più appropriato non dovrà comunque essere inteso come una resa al nuovo che sta incalzando nel senso che noi paesi ospitanti dovremo assolutamente aver sempre ben presente l’intera nostra cultura, le nostre tradizioni, la nostra identità, la nostra religione e via discorrendo, ma allo stesso tempo saper convivere nel pieno rispetto degli altri ma anche obbligare, ove necessario, i nuovi venuti a saper convivere nelle nostre rispettive diversità culturali e di tradizioni. In sintesi i nuovi arrivati dovranno comprendere appieno che alla base di una convivenza civile occorre prima di tutto accettare i due concetti del Diritto Romano dello Iuris Consensus e della Utilitas.
    Tutto ciò per evitare inutili razzismi sia da parte nostra come da parte loro.

    Tutti insieme, nessuno escluso, ci riusciremo mai? Da quanto sta accadendo da alcuni anni a questa parte la vedo molto difficile.

  • La destra degli intellettuali francesi | aggregator Reply

    12 marzo 2015 at 11:28 pm

    […] La destra degli intellettuali francesi […]

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

Seguici

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua Email

Unisciti agli altri iscritti:

Realizzato da You-Com.it