La destra italiana che mostra i selfie con la Le Pen

le pen«La Francia ha rialzato la testa! Il FN è l’unico partito a difendere la nazione e la sua sovranità». Con queste parole Marine LePen ha salutato i risultati elettorali del primo turno delle regionali francesi. Ed ha pienamente ragione ad esultare, comunque vada il secondo turno, il suo lungo lavoro è stato premiato.

L’errore che stanno facendo molti commentatori mascherati da polititologi è non comprendere la natura di una scelta: il voto al FN non é affatto conseguenza della paura seguita dopo gli attentati di Parigi. Nella regione dell’ Ile de France, il partito è terzo. Non poteva raccogliere il consenso delle elites visto che è proprio queste combatte. Marine LePen ed i suoi collaboratori hanno un progetto in testa ben chiaro: far tornare la Francia ed i suoi cittadini artefici del proprio destino, liberi dai diktat fallimentari di un Unione Europea proiettata verso l’ultraliberismo, in favore dei mercati e mai dei popoli. Un progetto talmente voluto da comprendere il parricidio politico del padre e una pulizia interna molto profonda. Chi sono gli elettori dell’”estrema destra” francese? Sono operai, commercianti, piccoli imprenditori, contadini. Quelli che hanno sofferto di più le politiche economiche basate sulla libera circolazione di beni ed di uomini con conseguente disoccupazione e malessere sociale. Un manifesto politico che si riassume in ” ni droite ni gauche”, portato nelle periferie e nelle campagne francesi, a contatto con gli improbabili elettori di una volta.

Marine ha vinto il primo round, ha sbaragliato Hollande ma, soprattutto, ha dato voce a chi non crede più in quella stramba sinistra amica dei potenti. E in Italia? La sinistra grida alla pericolosa deriva fascista da paura del califfato perché sarebbe troppo ammettere gli errori dei cugini d’Oltralpe (gli stessi di Renzi &co, sia chiaro). La destra, invece, mostra i selfie con la roca signora bionda come per una uguaglianza di intensi e programma. In Italia la destra ha smesso di esistere da tempo, se non per vantare qualche numero in convegni e manifestazioni di nessuno spessore o sbraitare slogan dalle poche piazze in cui si degna di essere. Progettualità zero, voglia di ricambio meno, lavoro duro nemmeno a parlarne. Talmente convinta che “uniti si vince” da fare incesti con il Pd. Una destra frammentata in mille partitini/movimentini, creati dal politico di lungo corso, stanco di poca visibilità all’interno della vecchia compagine.

Si tratta per la maggior parte di uomini e donne che in passato hanno ricoperto ruoli di governo, votando le peggiori nefandezze in nome del “dovere verso la Nazione”. Ora, riciclati in nuove realtà, si mascherano da condottieri dei diritti. Realtà “né di destra né di sinistra” non per ideologia, ma perché confusi tra liberismo, finto sovranismo, Stato ladro e difesa della Costituzione.

Forse Marine LePen non trionferà al secondo turno ma sarà veramente difficile dimenticare lo schiaffo che ha dato a tutti i supponenti nostrani e non. Con soddisfazione di chi, da anni e inascoltato, consigliava di prenderla come esempio di coerenza. “Le FN s’appuiera pour ce faire sur la restauration de l’Etat, de ses moyens, de son autorité.” (Marine LePen)

@PgGrilli

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2 Comments

  • Alberto Reply

    9 dicembre 2015 at 1:20 pm

    E quale sarebbe la destra italiana? NCD o Forza Italia? Ma per favore! L’unico leader politico, al quale la Le Pen ha fatto gli auguri di uguali successi, è stato Salvini (da lei del tutto ignorato). Sarà un caso?

  • Carlo Lauletta Reply

    9 dicembre 2015 at 6:04 pm

    Il fatto è che destra e sinistra si sono scambiate i posti. Marine Le Pen 1) È laica (diversamente dai nostri personaggetti
    tipo Enrico Letta il quale, l’indomani della visita del papa a Lampedusa, per compiacerlo ideò la famigerata operazione
    Mare Nostrum). 2) Combatte per la dignità e la sovranità nazionale e conseguentemente nega ossequio e ubbidienza
    agli Stati Uniti (mentre il governo D’Alema partecipò attivamente alle forse più infame tra le guerre americane di fine secolo,
    quella contro la Serbia). 3) Opponendosi all’immigrazione di masse di profittatori (quando pur non scampaforche), difende
    lo stato sociale (la cui distruzione è proprio il fine cui mirano, astutamente promuovendo la xenofilia, le superpotestà liberiste).

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