La destra senza idee sul carro di Marine Le Pen

marine_le_pen_bbr1“Ha vinto!”, “Finalmente”, “Era ora”, “Ci voleva”, “Brava Marine”, “Ora pure da noi”. La vittoria di Marine Le Pen ha scatenato reazioni di questo tipo praticamente ovunque qui da noi in Italia. Almeno in chi si è sempre riconosciuto politicamente di destra. Sarà per quello sguardo coraggioso, per il carisma, per le idee forti, per la passione che ogni volta si percepisce da ogni sua parola. Dappertutto, in particolar modo sui social, gente festante ha postato foto della leader del Fronte National, bandiere francesi, citazioni del sempre più probabile prossimo presidente francese. «Grande Marine Le Pen, primo partito di Francia! Cambia la Francia, cambieranno anche l’Europa e l’Italia. Più sicurezza e lavoro, con coraggio e onestà si può fare», ha detto uno giubilante Matteo Salvini. «Con Marine Le Pen ha vinto il popolo francese e inizia il riscatto dell’Europa», ha scritto Giorgia Meloni.

Una festa, insomma. Per la destra francese sicuramente, perché ha trovato la propria dimensione, il proprio equilibrio, il proprio leader. Un po’ meno per la destra italiana, perché sottolinea un vuoto di idee e di progetti spaventoso. Per carità, nessuno vuole criticare il programma di Marine Le Pen, nessuno vuole usare il termine “lepenismo” come arma di spregio politico nei confronti di chi crede in un’idea di Europa diversa rispetto a quella mal riuscita della burocrazia europea, nessuno vuole asserire che il Fronte National al governo sarà un disastro assoluto (prima vediamoli all’opera, poi giudichiamoli). Il punto è un altro: che prospettive ha una parte politica che per galvanizzare il proprio elettorato ha bisogno di sventolare le vittorie altrui? Che futuro ha una coalizione che riesce a tenere vivo il proprio popolo esaltando un leader straniero?

E’ brutto dirlo, ma la destra di oggi è un po’ come la sinistra di ieri, quella triste e sciatta guidata dai leader che venivano dal Pci. Quella che aveva bisogno delle vittorie di Zapatero e Hollande per darsi una ragione di vita. E’ così anche ora, ma a parti inverse e non accettarlo significa aver perso contatto con la realtà. Servono nuove idee, nuovi volti, nuova energia, non certo il programma che qualcun altro ha studiato per un altro paese, dove, che si voglia o no, ci sono altre persone, altri problemi, altre soluzioni.

@eugcipolla

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2 Comments

  • maboba Reply

    8 dicembre 2015 at 10:37 am

    Nota da sottoscrivere in pieno. Se la “sinistra” è ormai senza anima dopo il fallimento storico della sua ideologia della palingenesi sociale, anche la “destra” (usando quelli che sono ormai archetipi superati) non sta molto meglio. Si concede troppo al parastatalismo degli exMSi e di parti di FI affezionati alle poltrone così come oscilla verso i falsi idoli del laicismo moderno (matrimoni gay etc.) senza mai elevarsi con forza e con coraggio a difesa della nostra storia e cultura, senza scadere nella sterile difesa del passato. Lo scritto di Socci su Libero del 6 u.s. è paradigmatico al riguardo. Compito difficile, senza il quale però non ha alcuna possibilità di incidere sulla realtà. Salvini è un tentativo in questa direzione, ma non sufficiente.

  • Monica Reply

    8 dicembre 2015 at 4:15 pm

    Verissimo.
    Anche io, guardando agli esponenti di Destra, a quelli che hanno governato, provo sincero sconforto.
    Ho partecipato anche ultimamente a convegni sulla Destra, e devo dire che la base è migliore di quello che s’immagina.
    La base.!
    Ora chi puo’ rappresentarli e portare ai vertici queste nuove leve pieni di energia?
    Penso a Giorgia Meloni,
    Perche’ le idee, le energie, servono, ma poi bisgna anche governare, scontrandosi con i camaleonti che da anni, fanno accordi anche sottobanco, creando alleanze strane, deleterie, ma senza le quali, sembra, non si possa piu’ governare.

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