La farsa di Grasso e Boldrini sui vitalizi ai condannati

boldrini-grasso1Un successo, una forte ventata di moralità, una svolta tanto attesa. Nelle ultimi ore i complimenti nei confronti di Pietro Grasso e Laura Boldrini si stanno sprecando. Gli uffici di presidenza di Camera e Senato, infatti, hanno deciso che gli ex parlamentari condannati per reati gravi non dovranno più ricevere il tanto vituperato vitalizio. «A Montecitorio è stata approvata la delibera per lo stop al vitalizio agli ex deputati condannati per reati gravi. E’ segnale forte di moralizzazione», ha scritto su Twitter il presidente della Camera, Laura Boldrini. Gli ha fatto eco, sempre attraverso l’uccellino azzurro, il collega Pietro Grasso: «Senato approva delibera stop vitalizi: un segnale forte, significativo e concreto dalle istituzioni ai cittadini. Un bel segnale».

Nel Pd si sono viste scene di giubilo per questa decisione. Anche perché, a venti giorni dalle regionali, e con il voto contrario di quasi tutte le opposizioni, che contestavano il metodo e non il merito, è un bello spot da portare in campagna elettorale. Eppure dietro il semplice slogan “abbiamo abolito i vitalizi ai condannati” c’è molto di più. Sono in tanti, dopo questa discutibile decisione, ad aver espresso dubbi. E non si tratta di parlamentari.

Cesare Mirabelli, ad esempio, presidente emerito della Corte Costituzionale, stamattina sul Messaggero ha completamente stroncato la decisione del duo delle meraviglie Grasso-Boldrini, già protagonista di farse simili che Qelsi vi ha raccontato in maniera dettagliata. «La revoca o la sospensione del trattamento pensionistico nei confronti degli ex parlamentari che abbiano subito una condanna penale – scrive Mirabelli – quale che sia l’entità della pena che viene presa in considerazione, si configura come una pena accessoria. Ci si domanda allora se non valga anche in questo caso il principio costituzionale di stretta legalità: le pene e anche le pene accessorie non possono che essere disposte da una legge». Insomma, una semplice delibera dell’ufficio di presidenza non basta.

Questo, spiega ancora l’ex membro della Consulta, «può determinare un contrasto con la garanzia che la Costituzione prevede per trattamenti previdenziali che abbiano una base contributiva». Il rischio, abbastanza scontato, è che fioccheranno ricorsi su ricorsi. E la possibilità che la Corte Costituzionale li accolga è davvero molto alta.

Franco Bechis su Libero, invece, ha sottolineato alcune assurdità relative alla delibera che altri media hanno ignorato con disinvoltura, in ossequio alla propaganda filorenziana che giornali e tv devono portare avanti per compiacere la sinistra. «Uno degli aspetti più grotteschi del Boldrini&Grasso show è che la delibera di ieri individua una serie di reati per cui se si è condannati a più di due anni si perde il vitalizio a partire dal prossimo 7 luglio, ma in cambio chi non percepirà più l’assegno mensile si vedrà restituire tutti i contributi versati (non da lui, ma dalle Camere) durante la propria carriera parlamentare al netto delle mensilità già percepite». L’esempio che fa Bechis riguarda Silvio Berlusconi. Parlamentare per 19 anni e 7 mesi, riceve dal vitalizio solo da 17 mesi. Dunque, avrà diritto alla restituzione di 221 mensilità di quei contributi versati, circa 1000 euro al mese. In tutto parliamo di 222.438,71 euro. Alla faccia del cambiamento epico.

Ma la cosa più assurda non è tanto questa, quanto la questione relativa alla reversibilità del vitalizio. «Le disposizioni – si legge nel testo finale della delibera – non si applica agli assegni e pensioni di reversibilità che spettano ai familiari superstiti laddove l’ex deputato sia deceduto prima dell’entrata in vigore della delibera». Ciò significa, fa notare il giornalista di Libero, che «Anna Craxi potrà continuare a ricevere il vitalizio del compianto marito. E tante altre o altri come lei».

Dov’è dunque il segnale significativo di cui parlava Grasso? Non c’è, come non c’è ritegno circa la lista dei reati definiti gravi dall’ufficio di presidenza. Ci sono mafia e terrorismo, ma non l’abuso d’ufficio, reato di cui molti esponenti di sinistra si sono macchiati in questi anni. Dopo averlo depenalizzato con Prodi per salvare proprio il professore e averlo modificato con la legge Severino per salvare Penati, ora l’ennesima beffa. Abusate pure delle vostre cariche, tanto il vitalizio non ve lo leva nessuno. Soprattutto se siete di sinistra.

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