La moglie del kamikaze del Bataclan:”Sono fiera di mio marito”

bataclan“Sono molto fiera di mio marito, tanto da vantarmi dei suoi meriti”, “sono così felice qui”. Parola di Samy Amimour, moglie di uno dei kamikaze che si sono fatti esplodere nel teatro Bataclan, contenute in alcune lettere inviate a una conoscente in Francia e sequestrate dagli inquirenti, di cui il quotidiano Le Parisien ha pubblicato alcuni estratti.

Scrive Ticino Online:

La ragazza, appena diciottenne, nei messaggi inviati dal territorio controllato dall’Isis tra Siria e Iraq, dove si trova con un gruppo jihadista, prende in giro l’amica “scioccata dagli attentati”, che ancora “resta a passeggiare a Parigi”.

Poi, rivela di essere stata a conoscenza dei piani di Amimour “fin dall’inizio”, quando è partito dalla città irachena di Mosul, in cui si erano stabiliti dopo aver lasciato la Francia, aver trascorso un primo periodo a Raqqa ed essersi sposati con rito religioso. “Ho incoraggiato mio marito a partire per terrorizzare il popolo francese – scrive Kahina – Lo invidio così tanto, avrei talmente voluto essere con lui e farmi esplodere anch’io”.

I messaggi della giovane, unitasi alla jihad quando era ancora minorenne ed iscritta a un liceo della banlieue di Parigi, sono pieni di odio e violenza: “La vita non è pace, pace, amore, baci – recita una delle lettere – Tu ci uccidi, io ti uccido, tu ci combatti, io ti combatto. Fino a quando continuerete a offendere l’Islam e i musulmani sarete dei potenziali obiettivi, non solo i poliziotti e gli ebrei, tutti”.

L’intervento armato della Francia in Siria è la giustificazione degli atti di terrorismo, spiega: “Una volta quando ero in Siria, ero in un mercato tranquilla e di colpo abbiamo sentito un enorme esplosione. Per il momento, mandano i loro aerei e voi in Francia e altrove vivete bene, e la gente qui muore, è ingiusto. Presto, inshallah, la Francia e tutta la coalizione sapranno cos’è la guerra a casa loro. Voi ci uccidete noi vi uccidiamo, l’equazione è semplice”.

Samy Amimour è stato sepolto in gran segreto la notte della vigilia di Natale nel cimitero di La Courneuve, nella banlieue nordest di Parigi, vicino alla cittadina di Drancy di cui era originario. Sono state prese precauzioni per non rendere riconoscibile la sua tomba.

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3 Comments

  • Giovanni Bravin Reply

    29 dicembre 2015 at 11:11 am

    Per favore, Qelsi, smettete di usare la parola kamikaze.
    I Giapponesi “kamikaze” erano soldati che combattevano una guerra contro altri militari. I terroristi suicidi, coinvolgono nei loro atti, persone inermi e indifese, perciò NON possono essere minimamente accomunati agli eroi giapponesi!

    • Paolo Reply

      29 dicembre 2015 at 8:35 pm

      Mi unisco al pensiero del Sig. Giovanni : assolutamente ingiusto accomunare (nel nome) questi attuali, squallidi fanatici, ai grandi guerrieri del passato.

    • Joe Reply

      10 gennaio 2016 at 12:07 pm

      Condivido in tutto, non infanghiamo il coraggio dei piloti giapponesi

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