La nuova frontiera della stupidità occidentale

Gabbiani-discarica-586x375La giornata di Ferragosto, si sa, è sempre avara di notizie e forse per questo il Tg2 delle 20.30 ha deciso di dedicare un approfondimento al problema degli animali antropizzati che, sempre più di frequente, attaccano gli esseri umani.
L’idea non era di per se malvagia, anche perché dopo le valanghe di commenti sdegnati che si sono visti in rete, alcuni al limite dell’isteria collettiva, prima per il caso dell’orso bruno morto in Trentino, poi per il leone Cecil ucciso in Zimbabwe e la quasi totale indifferenza verso l’uomo ucciso in Sicilia da un cinghiale, era giusto riportare le cose su un piano un po’ più equilibrato.

Il primo dei servizi trattava dei numerosi casi di attacchi a persone ed a animali domestici portati dai gabbiani, uno Yorkshire è stato letteralmente dilaniato, che si susseguono in Cornovaglia.
In Inghilterra, una delle patrie dell’amore per la natura, i gabbiani sono specie protette, neanche fossero a rischio estinzione, ed è vietato anche solo spostare uno dei loro nidi, quindi i cittadini non sanno come reagire. A questi attacchi andrebbero aggiunti quelle delle volpi, sempre più frequenti nelle aree metropolitane inglesi, dove uno di questi animali si è addirittura introdotto in un appartamento ed ha azzannato un neonato nella culla.
Il secondo servizio faceva il punto sulla diffusione dei cinghiali in Italia, sembrano essere 400.00, che hanno causato due morti negli ultimi mesi anche se la notizia solleva molto meno scalpore dei giovani morti in discoteca.

In una società dove ci sono sempre più ambientalisti ed animalisti e sempre meno cacciatori è ovvio che gli animali più o meno selvatici si sentano sempre più al sicuro, e questo li spinge anche ad attaccare l’uomo per rubare il cibo, come avviene con i gabbiani inglesi, tanto sanno di non correre alcun rischio.
A queste stesse, ovvie, conclusioni è giunto anche Enrico Alleva, etologo dell’Accademia dei Lincei che, intervistato dal Tg2, ha affermato “le nostre città offrono cibo, riscaldamento d’inverno e assenza di predatori e gli animali arrivano”.

Fin qui nulla di strano se non fosse per il prosieguo dell’intervista quando l’etologo ha affermato “è l’Italia non più contadina ma fatta di cittadini che non sanno come gestire gli animali che deve imparare ad accoglierli… una convivenza serena è possibile dunque solo se abbiamo qualche nozione di comportamento animale, gli amministratori locali devono fare cultura sul loro territorio… per evitare che questo terzo millennio non sia un continuo attrito tra mente umana e mente animale”.

A parte il fatto che sia l’uomo ucciso a maggio nella bergamasca che quello ucciso l’otto agosto nelle Madonie erano entrambi dei contadini, questo ragionamento può avere senso quando si parla di attacchi all’uomo che avvengano in un ambiente selvaggio ma non certo quando questi attacchi accadono nelle nostre città o nei nostri giardini.
Il succo della faccenda, secondo il nostro etologo, è che comunque la colpa è sempre della nostra società che, oltre ad essere causa di ogni nefandezza sull’orbe terraqueo, adesso ha anche la colpa di essere “cittadina”. …e causa del riscaldamento globale.
In pratica, cari cittadini europei, sappiate che se un cinghiale vi uccide nell’orto della vostra villetta, un gabbiano vi stacca quasi un dito o una volpe entra nel vostro Bed&Breakfast a Londra e vi azzanna, non dovete prendervela con la “mente animale” perché si comporta secondo la propria “cultura e tradizione”. È con voi che ve la dovete prendere perché non siete stati educati all’accoglienza…

Pietro Torri

Pietro Torri116 Posts

Mezzo lombardo e mezzo emiliano, sperando di aver preso il meglio di entrambi. Appassionato di politica e di Difesa perché, non seguendo il calcio, un hobby devo pur averlo.

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1 Comment

  • attilio raffaghello Reply

    19 agosto 2015 at 7:35 am

    Io penso che chi ha fatto certe asserzioni deve aver studiato!Ma non ha capito nulla o si e’ bevuto il cervello.

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