La ridicola mancia elettorale di Renzi ai diciottenni

Nel piano per contrastare l’ondata di terrorismo che ha investito l’Europa la previsione di spesa è di 2 miliardi. Un miliardo da destinare alle forze di polizia, intelligence e alla difesa ed un miliardo da investire in cultura. Sul primo miliardo poco da dire, se qualcuno ti dichiara guerra è giusto fare investimenti maggiori per potersi difendere, ma è su come verrà speso il secondo miliardo che sorgono parecchi dubbi.

Il concetto espresso, ossia che per ogni euro speso nella difesa ne debba essere speso uno in cultura, potrebbe anche avere un senso, se per “cultura” si intende la valorizzazione delle proprie radici storiche e culturali. Fa un po’ effetto sentire parlare da un politico di sinistra di quello che una volta si sarebbe chiamato “orgoglio patrio”, soprattutto dopo che per decenni si è cercato di diluire l’identità nazionale in nome di un internazionalismo di matrice socialista, ma si potrebbe dire “meglio tardi che mai”.

Le perplessità nascono quando si va a vedere come questi stanziamenti per la cultura verranno suddivisi. Secondo le parole del Primo Ministro “Investiremo 150 milioni di euro per donare a tutti i cittadini che lo vorranno la possibilità di donare il 2 per mille a una associazione specifica. Oggi si possono dare solo ai partiti. Ciò che è possibile per i partiti deve essere possibile anche per le associazioni della cultura, come i teatri di quartiere. Cinquecento milioni poi andranno alle città metropolitane per un intervento sulle periferie di riabilitazione e, come direbbe Renzo Piano, rammendo. I progetti dovranno essere presentati entro il 31 dicembre e spesi nell’anno solare 2017”. Ma la vera chicca sta alla fine quando Renzi ha aggiunto “I 550mila italiani che compiono diciotto anni potranno usufruire di una carta, un bonus di 500 euro a testa per poter partecipare a iniziative culturali”.

Il fatto che i cittadini possano finanziare le associazioni culturali è una buona cosa, si sarebbe potuta aumentare la possibilità di dedurre le donazioni fatte da privati o aziende, come avviene in tanti paesi esteri, senza tirare in ballo il 2 per mille ma comunque la norma potrebbe avere effetti positivi.
I 500 milioni stanziati per la riqualificazione delle periferie sono invece figli di quella concezione tanto cara a sinistra che i terroristi islamici siano il prodotto dell’emarginazione. Il fatto che la stragrande maggioranza di loro siano laureati o provengano da famiglie agiate non scalfisce minimamente questa loro granitica convinzione che confonde da sempre il terrorismo islamico, figlio di indottrinamento religioso, con i movimenti di rivolta dei contadini del Chiapas, forse perché ancora ingabbiata nella logica marxista della “lotta di classe”. Se verranno ben spesi forse ci regaleranno delle periferie più vivibili ma con la lotta al terrorismo c’entrano ben poco.

Ma la “marchetta elettorale” di cui si parlava all’inizio è quella del bonus ai 550mila nuovi diciottenni. Per prima cosa bisognerebbe capire se il suddetto bonus avrà valenza erga omnes o sarà limitata ai cittadini italiani. La matrice di questa ondata di terrorismo è innegabilmente religiosa e sono proprio gli immigrati di seconda o terza generazione, con l’aggiunta di alcuni occidentali convertiti, che hanno compiuto atti di terrorismo in Francia ed Inghilterra. Dato che in Italia gli immigrati di seconda generazione e cittadinanza italiana sono ancora relativamente pochi, se il bonus si rivolgesse solo agli italiani avrebbe ben poco impatto visto i numeri dei convertiti.

Se invece si rivolgesse a tutti i 18 non si capirebbe lo stesso il senso dell’operazione. Non è ben chiara la logica per cui la visita ad un museo, l’assistere ad un’opera di Verdi o alla proiezione di un film, e qui si può spaziare da Nanni Moretti a Checco Zalone, possa far cambiare idea ad un futuro terrorista. Che la vista del Cristo morto del Mantenga abbia simili capacità taumaturgiche ci sembra sinceramente un po’ eccessivo.

Visto che si avvicina la tornata delle amministrative di maggio, che potrebbe diventare una sonora batosta per il PD, l’unica cosa che la promessa dei 500 euro ai diciottenni fa venire in mente sono le campagne elettorali di Achille Lauro a Napoli, quando, racconta la leggenda, il “Comandante” faceva consegnare agli elettori la metà di mille lire o una scarpa. L’altra metà delle mille lire o la seconda scarpa sarebbero arrivate in caso di vittoria.

Pietro Torri

Pietro Torri116 Posts

Mezzo lombardo e mezzo emiliano, sperando di aver preso il meglio di entrambi. Appassionato di politica e di Difesa perché, non seguendo il calcio, un hobby devo pur averlo.

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2 Comments

  • Mar il Ligure Reply

    26 novembre 2015 at 10:21 am

    se non fosse che, per cultura, si intenda una sola dottrina; di fatto, il bonus sarà spendibile esclusivamente in iniziative di chiara matrice “progressista” per indottrinare l’elettorato giovanile, oggi poco coinvolto; una via alternativa ai vecchi “figli della lupa”.

  • Mario Pascucci Reply

    26 novembre 2015 at 8:40 pm

    È un trucco per sperare (lui che è il terzo presidente del consiglio non eletto, bensì nominato) di avere qualche possibilità di prevalere anche nelle urne.
    I dotti la chiamano CAPTATIO BENEVOLENTIAE.
    Inter nos, in politica si chiama VOTO DI SCAMBIO.

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