La rinascita parte da Venezia!

basilica-di-san-marco-veneziaLa vittoria di Luigi Brugnaro, nuovo sindaco di Venezia, migliore espressione di un Centrodestra compatto, ci induce ad alcune riflessioni di tipo culturale. Venezia, dal punto di vista simbolico, è la città italiana a livello internazionale più celebrata, più conosciuta, più sognata. Essa contiene memorie fastose della nostra grandezza, è un giacimento inesausto di beni artistici del passato, ma anche uno dei centri propulsivi dell’arte contemporanea.

Per una felice concomitanza di fatti casuali (non legati alla politica), in Laguna si è consolidato un modello di gestione culturale straordinario per il nostro paese in cui privato e pubblico competono. Il pubblico è presente nei suoi vari livelli con alcune eccellenze, in primis la Biennale di Venezia nel cui consiglio siedono Stato, Regione, Comune e che oggi è la manifestazione d’arte più importante del mondo. Lo Stato vanta il polo museale (Accademia e Ca’ d’Oro…). Il Comune ha approntato una sorta di privatizzazione in house, costituendo la fondazione Musei Civici che gestisce 11 musei compreso Palazzo Ducale (pur essendo proprietà dello Stato). I privati sono radicati sul territorio da sempre: il Guggenheim, ma anche – più recenti – grandi mecenati come Pinault che detiene palazzo Grassi e Punta della Dogana, Prada e l’eponima fondazione. Sul territorio insistono e funzionano – caso quasi unico in Italia – istituzioni come Save Venice o Venice Foudation preposte al fund raising internazionale per restaurare e conservare l’immenso patrimonio. A parte questo, c’è il cinema, il teatro, la lirica… Senza contare un tessuto universitario e formativo di ottimo livello.

Certo anche a Venezia non tutto splende. Come chiosava Stefano Zecchi – professore di estetica, veneziano, e consigliere comunale – spesso la città è stata usata come mera vetrina di eventi extra-lagunari e le amministrazioni passate non hanno mai creduto fino in fondo nelle enormi potenzialità economiche che la cultura genera, non hanno mai pensato a “un progetto organico per lo sviluppo”, né a riqualificare il turismo, né a rianimare l’artigianato artistico (si pensi a Murano). Economia attraverso la bellezza: questo il binomio vincente che propone Zecchi da sempre sostenitore della Bellezza come valore politico, poiché la Bellezza genera senso, imitazione positiva, appartenenza.

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3 Comments

  • Monica Cappellini Reply

    16 giugno 2015 at 11:13 am

    ora non si punti il dito solo sul sindaco che dovra’ pero’ essere i rrrrrrrrreprensssssssibiiiiiiiiileeeeeee verso contra tante situazione. N 1 finire Mose; n 2 NO liners in laguna e poi ed in contemporanea tutto cio’ che serve alla citta’ piu’ bella del mondo

  • La rinascita parte da Venezia! | aggregator Reply

    16 giugno 2015 at 1:58 pm

    […] La rinascita parte da Venezia! […]

  • giuseppe Reply

    21 giugno 2015 at 8:15 pm

    Luigi Brugnaro é l’ultima speranza per Venezia centro, i cui cittadini, mai sono stati di sinistra, ma la terraferma votava per loro. Ora oltre alla riqualificazione del quartiere Mestre, bisogna rivitalizzare Venezia, una città unica, che tutto il Mondo ci invidia, ma anche oggi ho visto orde di abusivi e clandestini (colpa del governo) che deturpano la città. Oltre questo serve trasparenza, e onestà, capacità manageriale, visto che gli insulsi Cacciari, Costa e Orsoni, tutti di sinistra, hanno distrutto turismo, declassato cultura, e fatto di Mestre-Venezia un dormitorio per l’illegalità.
    In bocca al lupo, Forza Brugnaro!

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