La sinistra e il Fatto strumentalizzano pure i fatti di Milano

imageQuanto accaduto ieri al tribunale di Milano è sicuramente un fatto gravissimo, sia perché sono state uccise tre persone, sia per la facilità con cui un uomo armato è potuto penetrare in uno dei Palazzi di Giustizia più grandi d’Italia e questo, in un epoca di terrorismo islamico così diffuso, non è assolutamente tollerabile. Ma si tratta comunque di un caso di cronaca nera che deve essere analizzato proprio per rimediare alle falle nelle procedure di sicurezza.
Per alcuni è invece diventato una scusa per fare un po’ di propaganda politica e cosa c’è di meglio, in questi giorni che ci avvicinano alle elezioni regionali, che attaccare Salvini? Chi ieri sera si è sintonizzato su Rai2 per seguire Virus ha potuto ascoltare i commenti dell’onorevole Gennaro Migliore,ex Rifondazione Comunista, ex SEL e ora passato al PD, che ha fatto di tutto per collegare le azioni di un criminale con la politica della Lega.
Le affermazioni sulla necessità di sgomberare i campo Rom sono diventate la scusa per tirare in ballo la divisione tra “noi” è “loro” che è all’origine della violenza e che, ovviamente, per l’esponente PD è tutta colpa delle destre.
E il diritto all’autodifesa dei cittadini, altro cavallo di battaglia di Salvini, è anche questo colpevole dei morti al tribunale perché, a detta di Migliore “ci sono troppe armi e troppi poligoni in Italia”, come se si potesse accusare la Formula 1 o la MotoGP di essere la causa degli incidenti stradali.

Gli equilibrismi intellettuali della sinistra sono però cominciati nella mattinata, a notizia appena pervenuta, con i commenti fatti dal giornalista del Fatto Quotidiano Marco Lillo alla trasmissione L’aria che tira.
Citando il caso di Luigi Preiti che sparò a due carabinieri, Giuseppe Giangrande e Francesco Negri, davanti Palazzo Chigi durante il giuramento del governo Letta, ha citato la violenza verbale di alcuni politici come causa scatenante. “Identificare i noi e gli altri, dove i noi siamo sempre i buoni, possono essere i leghisti o i fascisti, e gli altri che possono essere i Rom, i politici o i magistrati, come gruppo” secondo Lillo giustificherebbe la violenza omicida ed ha aggiunto, citando Preiti che aveva affermato di voler uccidere un politico a caso, “forse venti anni fa una frase del genere non sarebbe venuta in mente”.

Senza tornare agli anni ’70 quando, per certa sinistra, tutti quelli che non la pensavano come loro non erano avversari politici ma nemici da abbattere con spranghe e chiavi inglesi, è da parecchi anni che l’Italia viene divisa tra buoni e cattivi.
All’inizio i buoni erano i membri dell’arco costituzionale, poi bisognava escludere la DC e quindi i buoni sono diventati quelli che potevano vantare i quattro quarti di nobiltà partigiana. In seguito Berlinguer ha inventato la questione morale, stabilendo, ex cathedra, che i comunisti erano “i migliori”, quasi fossero geneticamente modificati, e il vizio è duro a morire se l’ex ministro Vincenzo Visco ha, non molto tempo fa, affermato che l’evasione fiscale è “di destra”.

Se proprio vogliamo citare casi di violenza verbale che si trasforma in fisica sarebbe il caso di ricordare anche le due aggressioni subite da Berlusconi, una il 31 dicembre 2004 quando Roberto Dal Bosco scagliò il treppiede della sua macchina fotografica contro il presidente del consiglio in piazza Navona e una il 13 dicembre del 2009 quando venne colpito al volto dopo un comizio in piazza Duomo a Milano. Nel primo caso l’aggressore è stato condannato a quattro mesi di reclusione, con sospensione condizionale della pena, mentre per il secondo il 30 giugno 2010 il gup di Milano, Luisa Savoia, ha assolto Massimo Tartaglia “perché non imputabile in quanto incapace di intendere e volere al momento del fatto”.

In fin dei conti, visto che l’ex Primo Ministro è stato accusato nel corso degli anni, anche dal giornale per cui scrive Lillo, di essere mafioso, stragista, Piduista ed attentatore delle libertà democratiche per aver provato a modificare la Costituzione, due sole aggressioni sono poca cosa. Ma Berlusconi è un caso a parte, secondo alcuni i mali dell’Italia, e forse anche del mondo, sono cominciati da quando è sceso in campo e per capire come ragiona una certa parte della sinistra basterebbe ricordarsi di quando Ezio Mauro scriveva in un suo editoriale, riferendosi al caso delle olgettine, che la stagione delle cortigiane era cominciata con Berlusconi, spazzando via in un sol colpo circa 5000 anni di storia e senza avere il minimo senso del ridicolo.

Pietro Torri

Pietro Torri116 Posts

Mezzo lombardo e mezzo emiliano, sperando di aver preso il meglio di entrambi. Appassionato di politica e di Difesa perché, non seguendo il calcio, un hobby devo pur averlo.

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1 Comment

  • marco Reply

    13 aprile 2015 at 12:10 pm

    Evidentemente il Migliore non ha null’altro a cui pensare avendo già risolto, a casa sua, il problemino della camorra, dei rifiuti, della legalità, ecc. ecc. ecc. Della serie: la madre degli imbecilli è sempre incinta. Ma alla stupidità dei sinistronzi siamo oramai, purtroppo, abituati……

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