La sinistra ha declassato il 4 novembre e non solo

05_G_01 La data del 4 novembre, giorno della vittoria della prima guerra mondiale, ormai è poco più che una commemorazione: non se ne capisce il motivo, dato che questo giorno di quasi cento anni fa non solo ha sancito il più importante successo bellico della storia d’Italia ma ha permesso di completare l’unità nazionale con l’annessione di Trento e Trieste, che di lì a poco sarebbero diventate italiane a seguito dei trattati di pace.

Eppure questa ricorrenza, una volta autentica festa nazionale, ha perso via via importanza, venendo declassata a semplice “giornata nazionale delle Forze Armate”. Peccato che il 4 novembre 1918 nella storia d’Italia ha una importanza pari al 25 aprile 1945, perché non solo, come già detto, ha permesso di completare finalmente il processo di unificazione, ma anche perché probabilmente se quella guerra non fosse stata vinta avremmo pagato conseguenze ben peggiori di una “vittoria mutilata”: dovremmo celebrare, in altre parole, il fatto che l’Italia si fosse salvata dal diventare merce alle dipendenze dell’Impero Austro-Ungarico, che da sempre ambiva al totale controllo del nord-est e della Lombardia e che per molto tempo questo dominio lo aveva effettivamente avuto. Se insomma l’Italia avesse perso la guerra oggi non avremmo l’Italia che conosciamo geograficamente.

L’Italia invece, contraddistinta come sempre da un debole spirito patriottico come se il patriottismo fosse un male o una sciagura, non si ricorda mai né delle sue radici né dei suoi uomini né delle tappe fondamentali del proprio percorso storico, un atteggiamento che solo noi abbiamo in Europa. Questo atteggiamento culturale, un unicum nel vecchio continente, è stato fortemente condizionato dalla sinistra: non a caso l’Italia come festa nazionale ha il 2 giugno invece che il 17 marzo, ovvero anziché festeggiare l’unità d’Italia festeggia la vittoria di una forma di governo su un’altra e sempre non a caso, invece di festeggiare la salvezza della propria indipendenza (il 4 novembre), festeggia le imprese di quella parte politica contro l’altra nell’ambito di una guerra civile (il 25 aprile).

La sinistra italiana ha insomma sempre distrutto qualunque sentore di coscienza nazionale in nome dei propri paradigma e oggi ne paghiamo le conseguenze, avendo una nazione che non ricorda la propria storia.

Commenta con il tuo account social

4 Comments

  • gbravin Reply

    4 novembre 2015 at 4:27 pm

    Quest’anno, per la prima volta, hanno voluto festeggiare l’entrata in guerra dell’Italia nella I Guerra Mondiale!
    Di solito, le Nazioni celebrano le vittorie, MAI un inizio!
    Poi, viene dimenticato che gli Alleati dell’entrata in Guerra furono sostituiti durante il conflitto e che Cadorna venne rimpiazzato da Diaz per manifesta incapacita’!

  • giuseppe Reply

    5 novembre 2015 at 12:26 am

    Le uniche feste Nazionali dell’Italia sono il 17 Marzo (1861) e il 4 Novembre (1918). Inoltre da monarchico festeggio il 1 Giugno, data di commemorazione della Festa dello Statuto Albertino.
    Re Carlo Alberto di Savoia a Torino il 4 marzo 1848 promulgo’ lo Statuto Albertino, la Costituzione che poi divenne italiana nel 1861.
    Per ritornare all’articolo, alle sinistre piace tanto sconfessare l’Unità d’Italia, la Riunifiazione e la Festa patriottica del 4 Novembre, una dolorosa guerra, che uni’ italiani del Nord e del Sud in un unica meravigliosa Nazione.

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

Seguici

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua Email

Unisciti agli altri iscritti:

Realizzato da You-Com.it