Le tredici anomalie del processo Ruby‏

Berlusconi-RubyChe fosse un qualcosa di assurdo era cosa risaputa. Ieri finalmente la Cassazione ha messo la parola fine allo scandaloso processo Ruby, confermando l’assoluzione di Silvio Berlusconi. Un processo sul quale la sinistra ha campato per anni e che è servito alla magistratura e ai poteri forti per demolire la credibilità politica dell’ex presidente del Consiglio. Chi pagherà per tutto questo?
Ovviamente nessuno. Certo, rileggendo gli atti processuali fa rabbia vedere come i soldi degli italiani siano stati sprecati per portare avanti una tesi accusatoria, quella della Procura di Milano, senza prove, basata esclusivamente sulle deduzioni dei pm. Oltre questo c’è di più. Si tratta di tredici anomalie che hanno accompagnato questo processo. Eccole, una per una:

1. La competenza territoriale non era del Tribunale di Milano. Il presunto reato di prostituzione minorile contestato a Berlusconi era stato commesso nella villa di Arcore. Stessa sorte per la telefonata con la quale Berlusconi aveva commesso la presunta concussione, ricevuta dal funzionario della Questura a Sesto San Giovani, anch’esso nel territorio di competenza del Tribunale di Monza. Su questo punto, il Tribunale di Milano aveva obiettato che la competenza si deduce dal reato più grave, la concussione, e che Berlusconi aveva commesso con la telefonata ricevuta a Sesto, ma che di fatto aveva avuto compimento a Milano. E dunque che il processo spettava a Milano.

2. Dato che il reato di concussione prevede l’abuso della propria carica, e Berlusconi allora era presidente del Consiglio e avrebbe dunque abusato di quella carica, la difesa aveva chiesto che fosse giudicato dal Tribunale dei Ministri. Ma anche questo era stato negato dalla Corte Costituzionale, sostenendo che il reato non poteva essere considerato ministeriale, anche se lo era potenzialmente.

3. Tutti i funzionari di polizia intervenuti quella sera in Questura hanno dichiarato nel corso del processo che non era stata violata alcuna procedura. Del fatto che siano state rispettate le regole, c’è anche la conferma del Procuratore Capo di Milano Edmondo Bruti Liberati, del ministro degli Interni di allora, Roberto Maroni, nonché del magistrato a capo della sezione minori della Procura che lavora di concerto con la Questura milanese, Monica Frediani.

4. La Procura di Milano non ha mai indagato i funzionari della Questura per il minimo abuso. Questo nonostante il loro operato sia stato dichiarato più volte “illecito” dagli inquirenti.

5. È noto che Berlusconi abbia voluto risarcire con mensili di vario importo, per il danno d’immagine e professionale patito proprio a causa del Rubygate, alcuni testimoni, in gran parte soubrette, ospiti delle serate di Arcore. Alcuni giornali hanno ipotizzato una clamorosa corruzione plurima di testimone, ma la Procura, che ne ha sempre parlato come di una «grave anomalia», non ha mai indagato sul punto, diradando automaticamente ogni sospetto. Un’indagine in questo senso è partita soltanto su invito dei giudici della Corte d’assise di Milano il 24 giugno 2013 e non dai pm. Perché?

6. La parte lesa, ossia Ruby, non è mai stata interrogata durante la fase dibattimentale del processo. Un fatto insolito, essendo la testimone principale dell’accusa. I pm l’avevano inizialmente iscritta nella lista dei testi, decidendo solo successivamente di non interrogarla. Perché nemmeno il Tribunale ha voluto mai sentirla?

7. Quando la notte del 27 maggio 2010 Berlusconi è stato informato dai funzionari della Questura di Milano che Ruby era in realtà minorenne, e non era egiziana, ha smesso immediatamente di occuparsi di lei. «Rimasi di stucco» ha dichiarato successivamente Berlusconi. I fatti lo confermano: non è intervenuto nemmeno quando, appena una settimana più tardi, la ragazza era stata nuovamente fermata dalla polizia e consegnata in affido, stavolta a una comunità di Genova.

8. È uno dei rari procedimenti penali dove le presunte vittime del reato, non solo non si sono mai professate tali, ma non si sono nemmeno costituite parti civili. Sia il capo di gabinetto della Questura Piero Ostuni, sia i funzionari di Polizia Giorgia Iafrate e Ivo Morelli hanno sempre dichiarato che non c’è stata pressione da parte di Berlusconi per affidare Ruby a Nicole Minetti. Anche Ruby, non costituitasi parte civile, nega di aver mai fatto sesso con Silvio Berlusconi.

9. Nessun testimone ha mai dichiarato ai pm di aver visto Karima El Mahroug in atteggiamenti intimi con Silvio Berlusconi, tranne Imane Fadil che ha dato risposte vaghe e mai riscontrabili sugli atteggiamenti di Ruby con l’ex premier.

10. Per l’accusa Ruby sarebbe stata una delle ragazze che si prostituivano con Berlusconi, e l’avrebbe fatto quando era ancora minorenne. E della sua reale età, secondo i pm, erano a conoscenza Emilio Fede, la Minetti e anche altre persone vicine al Cavaliere. Per la Procura, Berlusconi non poteva non esserne a conoscenza, ma su questo i pm non hanno mai fornito prove, se non una deduzione. Sul fatto che Berlusconi non fosse consapevole dell’età di Ruby ci sono molte testimonianze a favore. In molti hanno dichiarato che la marocchina diceva di avere 24 anni. Sull’età di Ruby c’è anche la dichiarazione di un carabiniere: «Mi disse che all’inizio della sua conoscenza con il presidente del Consiglio nemmeno lui sapeva che era minorenne e che solo dopo lo informò della sua età». La stessa Ruby, nel corso del processo bis, aperto a carico di altri protagonisti della vicenda, dice: «Non ho mai avuto rapporti con Berlusconi, tanto meno a pagamento. Le telefonate su di lui erano tutte bugie».

11. Il 4 aprile 2013 Ruby, durante una manifestazione di protesta inscenata sui gradini del palazzo di giustizia di Milano, ha mostrato un vecchio passaporto su cui c’era scritto il nome Mubarak. «L’ho aggiunto – spiegò in quell’occasione – per attribuirmi una finta parentela con l’ex presidente egiziano e provare a costruirmi una vita parallela», suffragando la tesi difensiva esposta dai legali di Berlusconi, il quale la notte del 27 maggio 2010 ha detto di aver chiamato la Questura di Milano solo per evitare un incidente diplomatico con l’Egitto. «Quando mi venne detto che Ruby rischiava di andare a San Vittore, chiamai la questura e al mio interlocutore (il capo di gabinetto, Giorgio Ostuni, ndr) chiesi esclusivamente di verificare la sua identità. Temevo un incidente diplomatico simile a quello appena insorto con il figlio di Muhammar Gheddafi, arrestato in Svizzera».

12. A inizio 2013, in concomitanza con le elezioni politiche, la difesa di Berlusconi ha chiesto una sospensione del processo per permettere all’ex premier di condurre la campagna elettorale, evitando al contempo ripercussioni sul voto dell’elettorato. Il Pm Boccassini si è opposta, spiegando che Berlusconi non era “il candidato premier” del suo partito o del suo schieramento, e quindi non si capiva a che titolo avevo chiesto la pausa dei suoi impegni giudiziari. Questo nonostante l’attuale legge elettorale non preveda assolutamente la figura del premier (l’Italia è una Repubblica parlamentare dove la variante del premierato non è prevista), bensì quella di un capo coalizione che rappresenti lo schieramento (e Berlusconi lo era). Il Tribunale ha accolto la tesi dell’accusa, andando avanti con il processo.

13. Il 18 ottobre 2014, dopo aver firmato le motivazioni della sentenza di assoluzione di Berlusconi, il presidente del collegio d’Appello, Enrico Tranfa, si è dimesso dalla magistratura in dissenso con la scelta dei colleghi. Un episodio che non ha precedenti nella storia della magistratura italiana. «Le dimissioni di Enrico Tranfa, se dettate da un personale dissenso per l’assoluzione di Silvio Berlusconi non appaiono coerenti con le regole ordinamentali e deontologiche che impongono assoluto riserbo sulle dinamiche della Camera di Consiglio», ha detto lo stesso giorno Giovanni Canzio, presidente della Corte d’Appello di Milano, stroncando di fatto la scelta del collega.

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4 Comments

  • giuseppe Reply

    11 marzo 2015 at 7:52 pm

    non possiamo che essere felici per l’assoluzione del Cav.Sen. Silvio Berlusconi (un giudice già nel 2009 auspicava Berlusconi in galera, ancor prima della prima sentenza, e non vorrei ricordare il figlio di un pm inquisito miracolosamente assolto dopo la sentenza di condanna di Berlusconi), meno lo sono sinistra e grillini, manettari solo con gli avversari (vero Grillo e grillini vari? vero sinistri vari?).
    Chi ripagherà l’ex-Premier dei soldi spesi per un processo che non si doveva tenere?
    Ma soprattutto chi ripagherà l’Italia e gli italiani dell’indebolimento del governo dovuto all’uscita di Fini, a processo iniziato (per l’agognato posto da Premier o Capo dello Stato, garantito da Napolitano? se tradiva gli italiani e Berlusconi), e lo “sputtanamento” dell’Italia intera con le conseguenze finanziarie del 2011 ed il golpe bianco, dopo che il Governo aveva perso altri parlamentari? nessuno non i pm che hanno distrutto l’Italia per distruggere Berlusconi, mobilitando centinaia di persone delle Forze dell’Ordine, invece che impiegarli nella lotta a spacciatori, ladri, scippatori, occupatori di case, assassini, clandestini e delinquenti vari.

    • svegliatevi Reply

      13 marzo 2015 at 7:10 pm

      caro giuseppe conosci poco il movimento 5 stelle e dici fregnacce…. ascolta qui https://www.youtube.com/watch?v=caPgo5Vcv1Q

      • giuseppe Reply

        14 marzo 2015 at 10:21 pm

        il reddito di cittadinanza, diverso dal reddito minimo garantito che sarebeb giusto attuare, é impossibile realizzare:
        Disoccupati a gennaio 2015 : 3,2 milioni
        Inoccupati circa 3 milioni=
        Totale circa 6milioni
        600 eurox 12 mesi x 6milioni= 43.200.000.000 euro all’anno
        Ora voi dite che si elimino gli F35, bene questi si eliminano solo 1 volta, e poi l’anno prossimo? e che aerei ci mettiamo? restiamo senza Difesa? a rischio Fratelli Musulmani, Hamas, Daesh-Stato islamico?
        I risparmi della spesa pubblica devono servire per arrivare al 20% o 15% di Flat Tax, solo con tasse basse, le imprese riassumono, i lavoratori consumano di piu’, togliere IRAP, IMU, eliminare partecipate, ridurre i burocrati, ridurre ancora di piu’ i politici e stipendi, oltre che Centrale Unica di Acquisto, che le forze stataliste non vogliono, soprattutto al Sud. Contrasto di interessi per scaricare IVA e contrastare evasione fiscale.

  • Le tredici anomalie del processo Ruby‏ | aggregator Reply

    12 marzo 2015 at 11:24 pm

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