L’elettore medio e la Bhagavad Gita

om-namo-bhagwate-vasudevayaÈ, secondo voi, più difficile spiegare alcuni aspetti della Bhagavad Gita(1) ad un gruppo di giovani della destra radicale oppure orientare l’elettore medio ad un uso consapevole dello strumento di voto?
La domanda, nonché il parallelo proposto tra un gruppo di giovani e l’elettorato medio,, per quanto possano apparire desueti ed atipici, sembrerebbero facilmente indirizzati verso una risposta a favore della seconda opzione, fosse solo per la difficoltà tecnica e l’esotismo culturale di affrontare un argomento come il Mahabharata ed i suoi poemi epici.
Che ci vuole a spiegare all’elettore medio come utilizzare in modo maturo il proprio diritto al voto? Una lezioncina di minima educazione civica a confronto.

Vediamo se è proprio così.
Ad un giovane radicale di destra, tutto intriso di ideali sull’onore, la fedeltà e tutta un’altra serie di sane virtù che fanno parte del suo retroterra culturale, la Bhagavad Gita è un testo che equivale quasi alle note di Codreanu(2) sul ‘Capo di Cuib’.
Arjuna, l’eroe della Baghavad Gita, come una guardia di ferro, rappresenta per lui il paradigma dello spirito guerriero e rivoluzionario, ma come gli fai notare per quale motivo il Dio che lo accompagna in questa impresa epica è un avatar di Visnù e non di Shiva, dagli occhi capisci che non ci aveva mai pensato e qualche dubbio gli viene.

Gli apri un mondo quando gli spieghi che l’azione di guerra di Arjuna non fa di lui un rivoluzionario nel senso che noi occidentali moderni diamo a questa parola, fa di lui il modello dell’eroe conservatore di un ordine stabile minacciato.
Per questo motivo è Khrisna, l’ottavo avatar di Visnù, a precederlo nell’azione, in quanto Visnù, appunto, rappresenta il principio conservatore delle cose e degli ambienti della manifestazione.

Il fatto che Arjuna stia difendendo un ordine costituito attraverso un’azione violenta non cambia minimamente i termini della questione. Dal punto di vista attraverso il quale la stiamo affrontando: la sua azione è l’equivalente di qualsiasi altra azione del tutto pacifica tesa allo stesso scopo ossia, ad esempio, smussare le contraddizioni interne ad una comunità oppure quelle che un buon padre di famiglia cerca di superare all’interno della sua famiglia per assicurarne la prosperità e la lontananza da tutto ciò che ne possa compromettere l’equilibrio ed il futuro.
La sua azione è visnuita perché conserva l’esistente così come è dato, lo difende così come può essere difeso oggigiorno un valore come la vita o la libertà di pensiero dall’attacco che ne fanno i costruttivisti o coloro in genere che pensano di sapere meglio di ognuno di noi cosa sia migliore per gli altri oppure come può essere difeso il diritto naturale alla proprietà privata.

È Visnù a conservare, mentre nello stesso tempo Shiva opera, per altre vie, alla trasformazione di tutto ciò che noi siamo riusciti a sottrarre al caos e a custodire per come era possibile fare con le nostre forze, proprio come Arjuna.
I giovani radicali di destra, almeno quelli più dotati, riescono in un baleno a capire questo diverso piano d’azione e di realtà, per l’elettore medio italiano, invece, uscire dalla piatta logica aristotelica del bianco o del nero è un’impresa titanica, che spesso non riesce, anche quando l’argomento è di una facilità che è alla portata persino di un bambino.

Se Shiva non è la dominante in questa fase è inutile che ci si ostini a parlare di stravolgimenti politici cosmici, dopo un po’, almeno, dovrai capacitarti che è solo un’azione di tipo visnuita che è al massimo alla tua portata storica come elettore.
Lascia il campo a Visnù e prova, fino alla fine, anche con il semplice segno su una scheda elettorale, di salvare il salvabile e di preparare la strada a coloro che, quando Shiva entrerà in azione come una dominante, trasformeranno nel senso da te auspicato l’ambiente che ti circonda.

Oppure astieniti se proprio non senti in te la vocazione conservatrice, quand’anche non ne sia possibile qualunque altra.
Un grado d’azione, in effetti, non preclude l’altro, sono solo due piani della stessa realtà. E’ inutile scimmiottare Shiva quando è Visnù ad essere la dominante e viceversa. Lasciali andare per loro conto, non li mischiare i due piani, essi non collidono mai, lavorano insieme per strade spesso impervie e apparentemente contraddittorie.

È inutile e dannoso parlare di rivoluzioni a chi ha già deciso di andare a votare, al limite spiegagli le ragioni per le quali tu non lo farai oppure le condizioni precise in base alle quali potrai ricrederti e farlo.
Anche un bambino lo capirebbe, ma l’adulto spesso fa fatica e per non farlo sentire troppo a disagio daremo, per il momento, la colpa ad Aristotele ed alla sua logica puramente binaria che domina ancora il sottofondo culturale di noi elettori medi occidentali.

(1) Baghavad Gita: Poema epico della traduzione induista compreso nel Mahabharata, dove il protagonista Arjuna è chiamato a combattere i suoi parenti che hanno usurpato il trono.
(2) Cornelio Zelea Codreanu: Nazionalista romeno, fondatore del movimento delle cosiddette Guardie di Ferro che nei primi decenni del XX° secolo animarono la scena nazionalista del loro paese.

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