Limite ai mandati: saranno gli elettori a porlo

elezioni_amministrativeIn questi giorni di Quaresima, il tema più dibattuto dagli esponenti milanesi (e non) di Forza Italia, è stato se introdurre o no un limite di mandati per i consiglieri comunali. Alcuni ne hanno discusso di più e in modo più animato di quanto si siano occupati dei problemi della città. Ci mancherebbe altro, è del loro futuro che si parla, cosa ai loro occhi assai più rilevante rispetto agli interessi dei cittadini dai quali deriva il loro mandato. Non si può però fargliene una colpa. E’ giusto amare il proprio prossimo, ma avere anche cura di noi stessi, senza però dimenticare che non vi è rinascita senza rinnovamento.

Se poi come proposto la discriminante non sarà l’età anagrafica, bensì quella di servizio, con clausola di salvaguardia per i più meritevoli, nessuno ha nulla da temere, né chi è avanti con gli anni, né chi ha lavorato con impegno. Il problema nasce ove a essere vecchi sono i metodi usati, anche se si è giovani e gli unici risultati ottenuti sono stati nel proprio interesse e non in quello della comunità (di conseguenza del partito). Chi in assenza di salti in avanti o cambi di direzione della propria carriera, teme di non poter proseguire allo stesso livello per via del limite dei mandati, sapendo di non avere meriti per rientrare nella clausola di salvaguardia, è giusto si faccia – o sia messo – da parte. Sarà meglio per il partito, che potrà valorizzare altre persone rinnovandosi e soprattutto per Milano.

In buona sostanza quella che si sta consumando è l’ennesima lotta che alcuni conducono per mantenere posizioni ritenute acquisite per diritto, mentre altri – che i meriti li avrebbero – li sostengono, per evitare di crearsi nemici dannosi per le loro ambizioni. A rimetterci, prima di tutto Forza Italia, incapace di rinnovarsi e sempre più lontana dai cittadini presa com’è a regolare questioni interne, ma anche Milano che non può contare su un’opposizione attenta ed efficace. Una situazione di conflitto permanente che andrebbe risolta una volta per tutte, magari attraverso un congresso e la nomina di responsabili che abbiano il coraggio di assumere decisioni, senza preoccuparsi di dovere per forza accontentare tutti.

Molto più probabilmente a mettere la parola “fine” a questa situazione saranno invece gli elettori. Ci penseranno loro a porre un limite ai mandati di chi non li ha serviti a dovere, peccato che nel farlo potrebbero non rinnovarlo anche al partito che non li ha saputi sostituire.

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